Oggi e domani a Puegnago sul garda

Celebrazioni religiose

15/08/2002 in Attualità
Di Luca Delpozzo

Ci sarà anche il vesco­vo di Verona, Mons. Flavio Rober­to Car­raro alla cer­i­mo­nia con­clu­si­va del­la fes­ta ded­i­ca­ta alla Madon­na del Carme­lo, o del Carmine, di Mura di Pueg­na­go. Una fes­ta par­ti­co­lar­mente sen­ti­ta, come tutte quelle legate alle usanze e tradizioni tra­man­date da gen­er­azioni, dal­la popo­lazione soprat­tut­to come quel­la delle pic­cole comu­nità a Pueg­na­go come in altri comu­ni del­la Valte­n­e­si la gente si sente lega­ta a questi momen­ti cre­an­do addirit­tura veri e pro­pri comi­tati orga­niz­za­tivi. Quel­la che si svol­gerà il 14 e 15 agos­to a Pueg­na­go fa parte di queste antiche usanze e vede, con caden­za tri­en­nale, lo svol­gi­men­to di due pro­ces­sioni, la pri­ma, quel­la di ques­ta sera 14 agos­to, in for­ma litur­gi­ca ma sen­za par­ti­co­lari cer­i­monie, che vedrà l’antica stat­ua del­la Madon­na del Carme­lo con­ser­va­ta pres­so al chiesa e di cui la sto­ria ne seg­nala la pre­sen­za gia da 28 aprile del 1793, in segui­to alla vista pas­torale del vesco­vo Avog­a­r­do, men­tre le coro­ne sul­la tes­ta del Vergine Maria e del Bam­bi­no ven­nero poste il 16 luglio del 1884. Ques­ta sera la stat­ua ver­rà trasporta­ta pres­so la par­roc­chiale di S. Michele Arcan­ge­lo men­tre domani, con solenne pro­ces­sione alla quale parteciperà anche, come det­to, il vesco­vo di Verona sot­to la cui dio­ce­si, come tut­ti i pae­si del­la Valte­n­e­si, appar­tiene Pueg­na­go, la Madon­na farà ritorno pres­so la chiesa di Mura. Una cer­i­mo­nia ques­ta che, in for­ma cosi solenne, si cel­e­bra ogni tre anni men­tre negli altri peri­o­di vi è sola l’adorazione del­la Madon­na nel­la chiesa di Mura. Per l’occasione non vi sarà quel cor­teo ricorda­to negli annali del­la sto­ria e delle tradizioni ma una com­pos­ta pro­ces­sione pre­ce­du­ta dal­la ban­da cit­tad­i­na, con vie e piazze addob­bate con archi di palme e frasche con col­orati fes­toni di car­ta. Un tem­po, come ricor­dano, i gio­vani di un tem­po, vi era­no molte per­sone che si ves­ti­vano con cos­tu­mi raf­fig­u­ran­ti san­ti come S. Giuseppe, S. Lucia, S. Gio­van­ni, La Sacra Famiglia e, addirit­tura gli schi­avi legati con catene che for­ma­vano storiche rap­p­re­sen­tazioni. Nat­u­ral­mente, e questo rimane ancor oggi vivo, alla pro­ces­sione parte­ci­pa­va tut­ta la popo­lazione oltre a gen­ti prove­ni­en­ti dalle local­ità lim­itrofe. La Stat­ua veni­va trasporta­ta a spalle dai gio­vani coscrit­ti di leva, di quell’anno, del paese. Nel­la solenne pro­ces­sione nul­la era las­ci­a­to al caso ognuno ave­va la sua posizione ed abiti di col­ori pre­fis­sati quel­li dell’Oratorio maschile ad esem­pio por­ta­vano una tra­col­la azzur­ra men­tre le fem­mi­na un velo bian­co, le Madri Cris­tiane ave­vano in mano una can­dela men­tre i Con­fratel­li del SS. Sacra­men­to ves­ti­vano cam­ice bian­co, cin­go­lo e man­tel­li­na rossa. Cos­tu­mi in archiv­io ma viva è la ricor­ren­za, come si usa fare, nel rispet­to delle antiche tradizioni da queste parti.