Restaurato «La strage degli innocenti».
L’evento stasera alle 20 nella parrocchiale

Celesti, il ritorno

29/06/2007 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Ques­ta sera alle 20 nel­la chiesa par­roc­chiale di Toscolano (inti­to­la­ta ai san­ti Pietro e Pao­lo, di cui si cel­e­bra la ricor­ren­za) sarà ricol­lo­ca­ta l’ultima tela di Andrea Celesti, di 45 metri qua­drati, «La strage degli inno­cen­ti», restau­ra­ta in cit­tà, nel­la bot­te­ga di Gian­maria Casel­la. Il lavoro è dura­to qua­si un anno.Del Celesti non si conoscono con certez­za nè la data di nasci­ta (forse il 1637) nè quel­la di morte (attorno al 1712). Dopo avere lavo­ra­to a Venezia, si trasferì sul lago di Gar­da. La leggen­da sostiene che fos­se sta­to mes­so al ban­do dal doge Alvise Con­tari­ni, offe­so da una tela che lo ritrae­va con le orec­chie di asi­no, allu­sive alla sua igno­ran­za in mate­ria di arte. A Toscolano si unì in mat­ri­mo­nio con Mar­ti­na Davagni, pre­sen­ti Sci­p­i­one Delai, Camil­lo Sgraf­fig­no­li e Giro­lamo Tam­agni­ni, che gli com­mis­sion­arono le dec­o­razioni del­la parrocchiale.Con il pas­sare del tem­po, le opere del pit­tore si sono dete­ri­o­rate, tan­to che nel 1990, in occa­sione di una cam­pagna del per la sal­va­guardia ed il recu­pero dei beni, si com­in­ciò a par­lare del­la neces­sità di inter­venire sulle splen­dide opere del­la chiesa. Nel ’93 Gian Maria Casel­la restau­rò otto teleri, men­tre nel 2005 toc­cò a tre opere di gran­di dimen­sioni, 30 metri qua­drati cias­cu­na: «La cadu­ta di Simon Mago», «Cristo che con­seg­na le chi­avi a San Pietro», «Il mar­tirio dei san­ti Pietro e Pao­lo». Nel 2006 gli esper­ti del lab­o­ra­to­rio han­no ulti­ma­to il restau­ro degli affres­chi dell’abside e delle cinque lunette: rap­p­re­sen­tano gli evan­ge­listi e l’eucarestia. Le spese, cop­erte (in parte) dal munici­pio, da fedeli, enti pub­bli­ci, banche, imp­rese. Adesso tor­na a risplen­dere «La strage degli inno­cen­ti», che occu­pa la con­tro­fac­cia­ta del­la chiesa.Dal 1708 nul­la era sta­to fat­to per il man­ten­i­men­to del grandioso com­p­lesso pit­tori­co, che ver­sa­va in un pre­cario sta­to di con­ser­vazione. Solo nel ’90 si è inizia­to a provvedere al recu­pero di una pri­ma opera, la «Vocazione di Pietro e Andrea». Si è pros­e­gui­to gra­zie alla tes­tardag­gine di don Faus­to Pran­del­li e del­la Asso­ci­azione Andrea Celesti, ora gui­da­ta da Anto­nio Foglio. L’operazione-restauro è des­ti­na­ta a pros­eguire con altri quadri e con l’organo.

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