Il settore ha sempre un forte appeal sui clienti innamorati della campagna e gli agriturismi continuano a crescere.

Cene “Al buio” per single, pesca sportiva e motocross: così l’agriturismo prova a sedurre nuovi clienti

06/02/2010 in Curiosità
Di Luca Delpozzo

 In Italia sono cir­ca 18mila le aziende agri­t­ur­is­tiche, con un tas­so di cresci­ta medio a liv­el­lo nazionale del 4 per cen­to (fonte: Istat e Regioni). «Ecco allo­ra che il mar­ket­ing com­in­cia a diventare uno stru­men­to chi­ave per l’ospitalità rurale e bisogna anche saper vendere emozioni». Paro­la di Mar­co Boschet­ti, diret­tore del Con­sorzio agri­t­ur­is­ti­co man­to­vano e fra i più autorevoli esper­ti del set­tore a liv­el­lo nazionale. In un work­shop orga­niz­za­to da Veron­afiere in col­lab­o­razione con L’Informatore Agrario sulle oppor­tu­nità oltre i Pro­gram­mi di svilup­po rurale.Cene al buio, rac­colte «libere» in cam­po (si va in pri­ma per­sona sul ter­reno, si rac­coglie il prodot­to, poi si pesa e si paga), persi­no «cor­si di soprav­viven­za» per sin­gle con­vin­ti o di ritorno, che com­pren­dono i più svariati pac­chet­ti: dal­la cuci­na coi prodot­ti di qual­ità fino all’arte, ormai desue­ta, del rammendo.Così l’agriturismo si rein­ven­ta. Ma non è per una ques­tione di crisi, anzi. Le strut­ture dell’ospitalità rurale godono di buona salute, almeno se osser­vate sot­to il pro­fi­lo numeri­co. Si sti­ma infat­ti che in Italia, dai dati Istat e delle sin­gole Regioni, siano cir­ca 18mila le aziende agri­t­ur­is­tiche, con un tas­so di cresci­ta medio negli ulti­mi anni di cir­ca il 4 per cen­to a liv­el­lo nazionale (ma con punte che super­a­no il 10–15 per cento).Piuttosto, è un aspet­to dell’agricoltura mul­ti­fun­zionale che offre nuovi spun­ti per sedurre, coc­co­lare e mag­a­ri fideliz­zare un nuo­vo tar­get di clien­tela. La paro­la d’ordine è appun­to «originalità».«I fon­di dei Pro­gram­mi di svilup­po rurale des­ti­nati all’agriturismo cos­ti­tu­is­cono sola­mente una parte delle molte oppor­tu­nità – ha spie­ga­to Mar­co Boschet­ti, diret­tore del Con­sorzio agri­t­ur­is­ti­co man­to­vano e uno dei mas­si­mi esper­ti in Italia del set­tore, durante il work­shop ded­i­ca­to pro­prio alle mis­ure dei Psr, orga­niz­za­to da Veron­afiere in col­lab­o­razione con L’Informatore Agrario -. L’ospitalità rurale deve atti­vare anche par­ti­co­lari leve di mar­ket­ing e di comu­ni­cazione per dis­tinguer­si in un panora­ma sem­pre più vario».Diversificare, inno­vare e creare inizia­tive per pub­bli­ci speci­fi­ci cos­ti­tu­is­cono infat­ti, sec­on­do Boschet­ti, le tre for­mule vin­cen­ti per com­petere in un mer­ca­to che rischia di diventare sat­uro.  «Il mer­ca­to – ha val­u­ta­to Boschet­ti – ha anco­ra prospet­tive di cresci­ta. Bisogna così attrarre nuovi ospi­ti, facen­do leva anche sug­li aspet­ti emozion­ali e iden­ti­tari del servizio agrituristico».Ecco allo­ra che si può attrarre il con­suma­tore pro­po­nen­dogli di venire a rac­cogliere frut­ta e ortag­gi di sta­gione diret­ta­mente in cam­po. «Ques­ta pro­pos­ta sod­dis­fa un duplice van­tag­gio – ha osser­va­to Boschet­ti -. Per­ché da un lato gli ospi­ti, acce­den­do al cam­po in pri­ma per­sona, han­no l’opportunità di scegliere lib­era­mente i prodot­ti e la qual­ità migliore a prezzi van­tag­giosi, men­tre allo stes­so tem­po l’azienda agri­co­la reg­is­tra un risparmio di costi fino al 50 per cen­to». Un’altra fonte di red­di­to e di diver­si­fi­cazione pro­dut­ti­va, che assi­cu­ra sen­za dub­bio un forte appeal è la ven­di­ta di prodot­ti di fat­to­ria, fres­chi e trasfor­mati. Alcu­ni esem­pi? Pane, ver­dure sot­to­lio, con­fet­ture, mostarde e marmellate.L’agriturismo può anche rive­stire fun­zioni per un cer­to ver­so «socio-educa­tive», mag­a­ri par­tendo da un cor­so di cuci­na o di degus­tazione. «Basti pen­sare – ha cita­to appun­to Mar­co Boschet­ti – alle attiv­ità riv­olte agli ospi­ti con prob­le­mi di inap­pe­ten­za, ma anche all’educazione ali­menta­re e all’insegnamento delle pro­pri­età nutrizion­ali dei diver­si prodotti».Sempre trendy le inizia­tive mirate per famiglie e bam­bi­ni. «Se l’alta ris­torazione cos­ti­tu­isce spes­so un ambi­ente trop­po algi­do per chi deve occu­par­si di pasti baby, l’agriturismo con angoli nurs­ery o ani­mazioni didat­tiche offre invece l’occasione per coni­u­gare un cli­ma con­viviale con oppor­tu­nità ludiche a misura di diverse fasce d’età».Dalla tavola allo sport, ma sem­pre restando negli agri­t­ur­is­mi, è pos­si­bile. Alcune attiv­ità, infat­ti, offrono spazi per la pesca sporti­va, mag­a­ri con annesse aree dep­u­tate alla pulizia del pesce e al bar­be­cue. «Ma c’è anche chi ha pen­sato di sfruttare gli spazi delle cascine per moto­ci­clette e cicloturismo».