Cento anni fa D’Annunzio riceveva la cittadinanza onoraria a Salò

29/12/2013 in Storia
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Di Redazione

D’Annunzio rimase senz’altro sod­dis­fat­to e com­mosso per il con­fer­i­men­to del­la cit­tad­i­nan­za ono­raria rice­vu­ta da Salò nel gen­naio 1923, giun­tagli per­al­tro, qualche mese pri­ma che a Gar­done si pren­desse uguale delib­er­azione. Egli volle, quin­di, in qualche modo sdeb­itar­si ma, soprat­tut­to, volle far capire alle autorità salo­di­ane, con un gesto sig­ni­fica­ti­vo, che si sen­ti­va ono­ra­to del­la cosa. Per questo, come appren­di­amo da un doc­u­men­to cus­todi­to pres­so gli archivi del Vit­to­ri­ale, egli donò alla cit­tà di Salò la copia auto­grafa­ta di una sua opera da poco pub­bli­ca­ta. Il doc­u­men­to non ne ripor­ta il tito­lo.

Si può sup­porre, forse, che si trat­ti del Not­turno, ma non lo si può dire con certez­za. Quel che sem­bra cer­to, invece, è che quel libro sem­bra essere svan­i­to. Bisognerebbe fare qualche ricer­ca pun­tuale. A noi, oggi, riman­gono comunque le parole espresse dal­la Rap­p­re­sen­tan­za comu­nale che, rispon­den­do, gra­ta, a d’Annunzio, così scrive­va: «Salò Vi accla­ma pri­mo fra i suoi cit­ta­di­ni, riaf­fer­man­doVi quel­la devozione fra­ter­na­mente affet­tu­osa che è già nel cuore di tut­ti».

Era­no pas­sati solo due o tre anni da quan­do il Poeta solda­to si era accasato a Car­gnac­co, sul Gar­da.

Pino Mongiel­lo

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