Oggi al via le immersioni per localizzare e filmare il relitto di un mercantile

Cento metri sotto il lagoper svelare il passato

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Di Luca Delpozzo

Oggi e domani un sub scen­derà per la pri­ma vol­ta sul relit­to del­la «Diana», a 100 metri di pro­fon­dità nel Gar­da, per real­iz­zare un servizio fotografi­co deg­no di una diva.Lorenzo Del Veneziano è gen­ovese. Conosci­u­to come un vali­do istrut­tore tec­ni­co, è uno dei pochi in Italia che sa scattare immag­i­ni in acque fred­de e buie. Numerose le sue per­for­mance. Ha avu­to modo di girare attorno all’Andrea Doria, e di sco­prire un mis­te­rioso U‑Boot tedesco davan­ti alle coste del­la Lig­uria. Ha parte­ci­pa­to alla spedi­zione nel Mar Rosso sul­la Yolan­da. L’ultima, in Venezuela, sul transat­lanti­co ital­iano Bian­ca Costa.L’OPERAZIONE è orga­niz­za­ta dal­la Vrm Video­pro­duc­tion di Ange­lo Mod­i­na (da Toscolano Mader­no) e dal­la asso­ci­azione garde­sana Deep Explor­ers, in col­lab­o­razione con l’Assessorato regionale dei beni e delle attiv­ità del Vene­to, la Soprint­en­den­za arche­o­log­i­ca e il comune di Brenzone.L’immersione ha lo scopo di val­utare lo sta­to di con­ser­vazione del­lo scafo e cat­turare una serie di fotografie da inserire in un libro sul­la garde­sana tra la fine dell’800 e i pri­mi del 900.La «Diana», affon­da­ta nel lago nel lon­tano 1932, è l’u­ni­ca «tes­ti­mone» rimas­ta di una pag­i­na impor­tante del nos­tro pas­sato, quan­do una flot­ta di imbar­cazioni com­mer­ciali sol­ca­va le acque del Gar­da per portare mer­ci, uomi­ni e ani­mali, uni­co col­lega­men­to tra i pae­si riv­ieraschi pri­ma del­la costruzione del­la stra­da 45 bis.IL RELITTO si tro­va ada­gia­to sul fon­do, in ter­ri­to­rio di Bren­zone, pro­tet­to e con­ser­va­to dall’oscurità e dal­la bas­sa tem­per­atu­ra dell’acqua, cir­ca 7 gra­di centigradi.È sta­to scop­er­to casual­mente il 15 mag­gio 2003 nel cor­so di una cam­pagna di ricerche bio­logiche dal «Rov», il robot filogu­ida­to di Ange­lo Mod­i­na, pilota­to da suo figlio Daniel, con la col­lab­o­razione di Gian­ni Calafà e Loren­zo Parisi. Le immag­i­ni sono servite per un fil­ma­to che, arric­chi­to dalle inter­viste di tes­ti­moni, del palom­baro che ave­va avvis­ta­ta Diana negli anni ’60 e del figlio di un mem­bro dell’equipaggio, è sta­to trasmes­so da Rai Uno, Rai Tre, Rai Inter­na­tion­al, dai canali tem­ati­ci di Sky e dalle reti locali.L’immersione com­por­ta una grande preparazione tec­ni­ca e logis­ti­ca, sia per gli uomi­ni che per i mezzi di assis­ten­za in acqua e fuori. Tra gli altri han­no garan­ti­to la loro pre­sen­za anche i , la Guardia costiera e la Guardia di Finan­za. È sta­to scel­to questo peri­o­do (molto fred­do) allo scopo di avere una migliore visibilità.L’eccezionalità dell’evento con­siste nel fat­to che un uomo scen­derà nel buio pro­fon­do e potrà accarez­zare lo scafo dopo qua­si 80 anni. Domeni­ca pomerig­gio, alle 16.30, nel­la Fam­i­ly House delle suore di Castel­let­to, si ter­rà una con­feren­za stam­pa per fare il bilan­cio dell’operazione.

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