La regata del Circolo Vela Gargnano festeggia i 50 anni di matrimonio col Garda

Centomiglia, sono nozze d’oro

02/09/2000 in Sport
Di Luca Delpozzo
Luciano Mainardi

Di lei mi sono innamora­to tan­ti anni fa, pro­fon­da­mente come avviene per gli amori gio­vanili. A dif­feren­za di questi, però, è con­tin­u­a­to negli anni, un legame indis­sol­u­bile. Ci siamo tenu­ti per mano e siamo andati assieme per mez­zo sec­o­lo. Oggi che siamo alla numero cinquan­ta non mi res­ta che guardar­mi indi­etro, rivedere tan­ti episo­di, volti di ami­ci che anco­ra reggen­do il tem­po le sono rimasti legati, volti anco­ra di ami­ci che non ci sono più e di altri che se sono andati per­ché cre­de­vano di avere da lei un qualche cosa che invece non han­no avuto.Personalmente ho la pre­sun­zione di aver­le dato. Non molto ne poco, sem­plice­mente, anche se con altri, di avere con­tribuito ad affermarla.La cinquan­tes­i­ma edi­zione del­la Cen­tomiglia si las­cia alle spalle mez­zo sec­o­lo di una sto­ria per molti ver­si incred­i­bile per essere sta­ta di anno in anno diver­sa, mai uguale a sé stes­sa, per avere accom­pa­g­na­to la sto­ria del­la vela ital­iana e, per un cer­to ver­so, di aver­la scrit­ta anche innovandola.Quella di Gia­co­mo Gar­i­oni e dei suoi ami­ci ai quali li acco­mu­na­va una uguale pas­sione fu un idea, ma un’ idea cor­ag­giosa e subito vin­cente. Ave­vano a dis­po­sizione il Gar­da e quin­di l’avven­tu­ra del nav­i­gar­lo in con­dizioni che, nel­la stes­sa gior­na­ta, non era­no mai uguali e pote­vano deter­minare qualunque risul­ta­to anche quel­li che nasce­vano da not­ti di «chi­ac­chier­ate» che, al mat­ti­no, offrivano, sul cam­po di rega­ta, situ­azioni giu­di­cate impos­si­bili. Cosa avvenisse di notte nel­la Cen­tomiglia se lo sono chi­esti in tan­ti sen­za mai dar­si una rispos­ta credibile.Nei suoi pri­mi anni la Cen­tomiglia è sta­ta fat­ta da barche antiche e glo­riose ed è sta­ta fat­ta soprat­tut­to dai tedeschi e dagli aus­triaci che ave­vano subito per­cepi­to cosa potesse sig­nifi­care ima rega­ta sul Gar­da e a tut­to lago. Una vicen­da che è anda­ta avan­ti nei suoi pri­mi ven­ti anni anche con qualche momen­to di stan­ca, con qualche mod­i­fi­ca di rego­la­men­to subito rien­tra­ta, con un gio­co di alter­nan­za nelle parten­ze dal giorno alle ore del­la notte, ver­so nord o ver­so sud.Barche a dis­lo­ca­men­to quelle pro­tag­o­niste, la ‘nasci­ta negli anni 70 di una Lib­era più mod­er­na, la ricer­ca da parte di prog­et­tisti nos­trani di barche che potessero prevalere su tut­ti. Negli anni 70 Buiz­za e Nociv­el­li offrirono al Gar­da e alla Cen­tomiglia Cas­sio­pea. Con la Cen­tomiglia il Gar­da offri­va a sé stes­so prog­et­ti, vele, tim­o­nieri ed equipag­gi. Cresce­va la Lib­era, il Gar­da impone­va la classe C e poi, scom­parsa quest’ul­ti­ma, i grup­pi metri­ci, dis­cus­si ma sem­pli­ci da gestire.All’inizio degli anni 80 la Lib­era, in fun­zione del­la Cen­tomiglia, evolve in maniera ultra mod­er­na. Quel­l’idea che Luciano Lievi ave­va affida­to al neoze­landese Bruce Fan” venne da quest’ul­ti­mo inter­pre­ta­ta come nes­suno avrebbe pen­sato mai. Nac­quero barche dom­i­na­tri­ci capaci di met­tere le barche a dis­lo­ca­men­to ad anni luce di dis­tan­za. E fu la Cen­tomiglia che è anco­ra oggi, velocis­si­ma, aut­en­ti­ca epopea delle barche volan­ti che come ha inseg­na­to Andrea Dami­ani pos­sono essere e sono officine per­ma­nen­ti per essere adeguate ai tem­pi ed agli avver­sari. Nel frat­tem­po gra­zie alla Cen­tomiglia era­no nati, intorno alla rega­ta del , cantieri, velerie, pic­cole aziende arti­giane esper­tis­sime nel­la real­iz­zazione di attrez­za­ture spe­ciali. Era nata anche una voglia di vela che diede il via, con i prog­et­ti di Santarel­li ed ora anche di Fel­ci e di Badinel­li e Gal­loni, ai monotipi. Gran­di pro­tag­o­nisti questi ulti­mi fino ad una Cen­to da tre­gen­da nel­la quale la Lib­era si arrese alla furia degli ele­men­ti e agli Asso 99, il prog­et­to migliore di Ettore Santarel­li, un monotipo che si è svilup­pa­to da noi, ma anche sui laghi del­la Mit­tel Europa.Poi la Lib­era si riprese e in ques­ta 50° edi­zione si annun­cia più pro­tag­o­nista che mai soprat­tut­to sul ver­sante straniero con quel­la nuo­va bar­ca che Gian­Car­lo Pat­ticeli ha costru­ito per Ent­ner. Si è assot­tigli­a­ta invece la flot­ta ital­iana del­la Lib­era. Tedeschi, aus­triaci e unghere­si han­no com­pra­to tut­to. Alla flot­ta ital­iana sono rimaste Raf­fi­ca e Gar­daz­zur­ra-Zeta Line. La pri­ma ha sta­bil­i­to un record aggiu­di­can­dosi cinque volte era Dimore del Gar­da, ha sta­bil­i­to un record fan­tas­ti­co cor­ren­do la Cen­to in sei ore e un min­u­to con l’or­ga­niz­zazione di «Ciospo» AUe­gri e un tim­o­niere cam­pi­one del mon­do come . Oggi è un’al­tra bar­ca e come Luca Vale­rio con­duce Raf­fi­ca così Oscar Tono­li sta al tim­o­ne di Zeta Line. Con Principes­sa pro­pon­gono per la 50° vol­ta del­la Cen­to uno scon­tro memorabile.Voglio anco­ra dire che non sono sta­ti cinquan­t’an­ni facili. La vita di un Club che è vin­cente sus­ci­ta invi­die da parte di quel­li con­cor­ren­ti, ma ali­men­ta gelosie e invi­die anche al suo inter­no. m genere sono «cospi­ra­tori», non han­no cor­ag­gio, cre­ano solo prob­le­mi che alla fine sono pic­coli, ma comunque dis­tur­bano. E inevitabil­mente la mano che ha get­ta­to il sas­so sparisce e tut­to ritor­na nor­male pur restando i mugug­ni, assur­di, gra­tu­iti, sen­za costrut­to. Non fa mer­av­iglia. Così va il mondo.Nella cinquan­tes­i­ma edi­zione del­la Cen­to il fat­to nuo­vo è che il Cir­co­lo orga­niz­za­tore si è scel­to un part­ner orga­niz­za­ti­vo. E’ «Velaeven­to» di Cesare Pasot­ti e Car­lo Drag­o­ni. Anche loro pro­pon­gono un’idea. E’ quel­la di rac­cor­dare l’even­to veli­co con man­i­fes­tazioni a ter­ra che si pro­pon­gono di com­pletare l’in­ter­esse del pub­bli­co, di dar­gli moti­vazioni di spet­ta­co­lo che ne calamiti­no l’at­ten­zione al di là di quel­l’al­tro spet­ta­co­lo che corre sul­l’ac­qua. Ed è un’idea affasci­nante. Vedi­amo se ver­rà percepita.Credo che qui sia tem­po di chi­ud­ere. E sta­ta una carel­la­ta veloce. Quel che res­ta e con­ta è quel­la stra­or­di­nar­ia idea che mez­zo sec­o­lo fa espressero Gia­co­mo Gar­i­om e i suoi ami­ci, quel­l’idea che in questi ulti­mi anni Andrea Dami­ani e il Cir­co­lo Vela Gargnano han­no colti­va­to con amore dan­dole quel­l’im­pul­so, come a suo tem­po ave­vano fat­to Andrea e Furio Castel­lani, che la porterà anco­ra avan­ti nel tem­po, per­ché un’idea così non può ne arren­der­si ne morire.