Lo guida Bruna Bertolotti

Centro aiuto alla vita. Un anno di solidarietà

Di Luca Delpozzo
Enrico Dugoni

Il Cen­tro aiu­to alla vita di Desen­zano pre­siedu­to da Bruna Bertolot­ti ha tira­to le somme di un altro anno di lavoro a favore delle mamme in situ­azione di dif­fi­coltà. I volon­tari sono una cinquan­ti­na di per­sone che offrono gra­tuita­mente il loro tem­po libero; tre inseg­nan­ti per la lin­gua ital­iana, sette pro­fes­sion­isti offrono la loro com­pe­ten­za in qual­ità di pedi­atra, medico di base, avvo­ca­to e psi­colo­ga (gra­zie ad un prog­et­to del­la comu­nità mon­tana). Il sosteg­no eco­nom­i­co — ha pre­cisato Bertolot­ti — proviene dalle offerte di pri­vati ed enti, dal con­trib­u­to del Comune di Desen­zano, dal­la Comu­nità mon­tana, di altri comu­ni del­la zona e alcune par­roc­chie. Ricor­do, — ha det­to Bertolot­ti — che il Cen­tro è una onlus e può rilas­cia­re rice­vu­ta fis­cale detraibile sia per somme di denaro che per mer­ci. La quo­ta asso­cia­ti­va è di 20 euro». «Un altro inter­ven­to molto impeg­na­ti­vo è sta­ta l’ospitalità nel­la comu­nità accoglien­za, gesti­ta in con­ven­zione con il Comune di Desen­zano. Abbi­amo accolto sette nuclei famil­iari, nei quat­tro appar­ta­men­ti dei quali disponi­amo, abbi­amo inser­i­to sedi­ci nuclei famil­iari per peri­o­di diver­si e sem­pre cer­can­do soluzioni alter­na­tive che coin­vol­go­no famil­iare, comu­nità di apparte­nen­za ed enti pub­bli­ci di com­pe­ten­za. La sol­i­dale cor­da­ta nel cor­so del 2006 ha dato i suoi frut­ti. 73 future mamme, alcune di loro ave­vano già preno­ta­to l’interruzione volon­taria di gravi­dan­za, sono nati 60 splen­di­di bim­bi, tre di loro pul­trop­po han­no avu­to un’aborto spon­ta­neo, le altre sono anco­ra in atte­sa». «Per i casi di dif­fi­coltà eco­nomiche così gravi da spin­gere la don­na all’interruzione volon­taria di gravi­dan­za abbi­amo — ha con­tin­u­a­to Bertolot­ti — chiesto e ottenu­to 11 nuove adozioni pre­na­tali a dis­tan­za, dal­la fon­dazione ’Vita nova’. La mam­ma adot­ta­ta riceve, nel rispet­to dell’anonimato, 160 euro al mese per 18 mesi, da adot­tan­ti a lei sconosciu­ti. A loro — ha con­clu­so Bertolot­ti — e alle altre 210 famiglie con i loro pic­coli che abbi­amo in cari­co, abbi­amo provve­du­to a fornire ves­tiario, mobili, pac­chi spe­sa. Sono sta­ti ero­gati con­tribu­ti, acquis­ta­to e for­ni­to lat­te in pol­vere a 16 neonati in media al mese e pan­no­li­ni a 36. Poi la ricer­ca inces­sante di un pos­to di lavoro e di una casa; non ulti­mo il servizio di accom­pa­g­na­men­to nei vari uffici».