Centro giovani «Cantiere 26»: l’inaugurazione è doppia

30/01/2015 in Attualità
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Di Luigi Del Pozzo

Nel pomerig­gio un mini con­veg­no con ospite Gus­ta­vo Pietropol­li Charmet, psi­coanal­ista e psichi­a­tra, respon­s­abile del Con­sul­to­rio ado­les­cen­ti Mino­tau­ro di , diret­tore clin­i­co del prog­et­to TEEN Comu­nità res­i­den­ziale e Cen­tro diurno del Cen­tro Aiu­to alla Famiglia in crisi e al bam­bi­no mal­trat­ta­to di , e le tes­ti­mo­ni­anze del­l’Uf­fi­cio gio­vani e servizio civile del­la Provin­cia, di Smart­lab (Rovere­to), Kairos (Pergine) e Altopi­ano (Anda­lo), con l’in­ter­ven­to del sin­da­co Alessan­dro Bet­ta, del­l’asses­so­ra comu­nale Sil­via Girelli e di quel­la provin­ciale Sara Fer­rari. E in ser­a­ta lo spet­ta­co­lo di break­dance di Funkobotz Crew e i con­cer­ti nien­te­meno che di Anan­si e The Wise, con instal­lazioni artis­tiche, buf­fet e cock­tail (rig­orosa­mente anal­col­i­ci). Così ven­erdì 13 feb­braio s’in­au­gu­ra il nuo­vo cen­tro gio­vani «Cantiere 26» di Pra­bi. Tut­ti sono invi­tati, in par­ti­co­lare i gio­vani. Tutte le pro­poste sono gratis. Si accede dal parcheg­gio «Carmelli­ni».

Una doppia inau­gu­razione che dà con­to del­la doppia valen­za del prog­et­to che ha por­ta­to alla nasci­ta del nuo­vo cen­tro gio­vani: da una parte un luo­go a dis­po­sizione dei gio­vani, per trovar­si, stare insieme, dedi­car­si alle attiv­ità preferite; dal­l’al­tra uno stru­men­to a dis­po­sizione dei «gran­di» per offrire alle nuove gen­er­azioni un per­cor­so di cresci­ta strut­tura­to. La gior­na­ta d’in­au­gu­razione è sta­ta volu­ta dal Comune di Arco, asses­so­ra­to alle politiche gio­vanili e del­la social­ità, e dal­la Comu­nità di Valle Alto Gar­da e Ledro come una grande fes­ta capace di attrarre soprat­tut­to i des­ti­natari del prog­et­to, i gio­vani, ma più in gen­erale la comu­nità altog­a­rde­sana, alla quale è ded­i­ca­to.

«Il nuo­vo cen­tro gio­vani è aper­to già da qualche mese – ha spie­ga­to l’asses­so­ra Girelli nel­la mat­ti­na di ven­erdì 30 gen­naio, nel cor­so del­la con­feren­za stam­pa di pre­sen­tazione che s’è svol­ta in munici­pio – e quin­di in qual­ità di con­teni­tore è già noto e uti­liz­za­to; adesso inizia una sec­on­da fase in cui l’o­bi­et­ti­vo è dare al prog­et­to un con­tenu­to strut­tura­to, a dis­po­sizione delle realtà del ter­ri­to­rio. Il cen­tro avrà una valen­za sovra­co­mu­nale, e dopo l’in­au­gu­razione sarà pien­amente in fun­zione. I det­tagli sul­la ges­tione saran­no resi noti in quel­l’oc­ca­sione, e a breve ci saran­no un sito web e una pag­i­na Face­book ded­i­cati».

«La Comu­nità di Valle sup­por­ta volen­tieri ques­ta fase di avvio del cen­tro gio­vani di Arco – ha det­to il pres­i­dente Sal­vador Valan­dro – che arri­va a con­clu­sione di un per­cor­so lun­go e impeg­na­ti­vo per­ché nuo­vo, con l’idea che il 13 feb­braio suc­ced­erà qual­cosa di molto impor­tante, qual­cosa di nec­es­sario: la parten­za di uno stru­men­to a dis­po­sizione di tut­to il nos­tro ter­ri­to­rio. Il cen­tro gio­vani è lega­to stret­ta­mente al Piano Gio­vani di Zona, che è un con­teni­tore di prog­et­ti. L’o­bi­et­ti­vo ora è portare a com­pi­men­to al meglio due anni di rodag­gio, per vedere come va quel­lo che abbi­amo pen­sato e prog­et­ta­to, e anche per imple­mentare altri per­cor­si che siano pro­posti dal ter­ri­to­rio».

«L’idea che vogliamo pas­si alla cit­tad­i­nan­za – ha det­to il sin­da­co Alessan­dro Bet­ta – è che il cen­tro gio­vani di Arco è un pat­ri­mo­nio di tut­ta la Comu­nità di Valle, anche per­ché per vivere davvero ha bisog­no delle idee, delle energie e del­la tes­ta di tan­tis­sime per­sone, e la dimen­sione ampia del­la Comu­nità è quel­la ide­ale. Ma il nos­tro aus­pi­cio è che il cen­tro sia fre­quen­ta­to anche dai gio­vani del­la valle di Ledro e del­la valle dei Laghi. Quali siano le poten­zial­ità del nuo­vo cen­tro d’al­tronde l’ab­bi­amo già potu­to ver­i­fi­care in queste set­ti­mane di preaper­tu­ra, nelle quali abbi­amo vis­to tan­ti gio­vani impeg­nati a attivi. Adesso lavo­riamo per­ché le poten­zial­ità siano sfrut­tate al mas­si­mo, diven­tan­do un lab­o­ra­to­rio in cui si costru­isce la soci­età del futuro, e in cui gli stes­si gio­vani siano i pro­tag­o­nisti».

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