Reazioni dopo l’annuncio della ristrutturazione di Gavardo e le parole del primo cittadino. «Sull’ospedale ora qualcuno dovrà rendere conto del cambio di rotta»

Centrosinistra contro Cipani

03/03/2006 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Con­tin­u­ano a far dis­cutere le dichiarazioni del­l’asses­sore regionale alla san­ità, Alessan­dro Cè (Lega Nord), sul­la scelta di ampli­are e riqual­i­fi­care l’ospedale di Gavar­do, can­cel­lan­do defin­i­ti­va­mente l’ipote­si di costru­irne uno nuo­vo a Roè Vol­ciano o din­torni, e la suc­ces­si­va repli­ca del sin­da­co di Salò, , di Forza Italia, che ha det­to: «Non con­di­vi­do, ma mi adeguo. Per quan­to riguar­da il dis­cor­so del­la riabil­i­tazione, ok alla cit­tadel­la in local­ità Bar­bara­no. Siamo dis­posti a cam­biare la des­ti­nazione d’u­so del nos­tro vec­chio ospedale, trasfor­man­dola in res­i­den­ziale, solo se i quat­tri­ni ricav­abili dal­la ven­di­ta (una venti­na di mil­ioni di euro) ver­ran­no des­ti­nati ai servizi sul territorio».Oggi reg­is­tri­amo la pre­sa di posizione di «Salò insieme» (area di cen­trosin­is­tra) che, in con­siglio comu­nale, è in mino­ran­za. «Il sin­da­co Cipani — dicono Ste­fano Zane e gli altri espo­nen­ti del grup­po — ha pas­sato anni a fare procla­mi, a con­tin­uare a ras­si­cu­rare pub­bli­ca­mente il comi­ta­to dei cit­ta­di­ni sul­l’im­peg­no a portare avan­ti il tema del nuo­vo ospedale, ad accusar­ci di non appog­gia­re suf­fi­cien­te­mente il suo sfor­zo, ad attac­care chi non la pen­sasse come lui. Poi di fronte alla notizia del­la deci­sione del­l’asses­sore regionale leghista Cè di ristrut­turare Gavar­do, per­al­tro già da mesi di dominio pub­bli­co, ben pri­ma di dominio politi­co, Cipani si accon­tenta di dire ai cit­ta­di­ni: ne pren­do atto e volti­amo pag­i­na. Lo fa con una tran­quil­la con­feren­za stam­pa che, a due mesi dalle elezioni, ha tut­ta l’aria di rien­trare nel­la tat­ti­ca sec­on­do cui l’at­tac­co è la migliore difesa».«Come già antic­i­pa­to sul nos­tro notiziario di gen­naio — pros­egue “Salò insieme” — qual­cuno dovrà ren­dere con­to di quel­la che è una par­ti­ta aper­ta e chiusa all’in­ter­no del cen­tro destra, che ha avu­to come risul­ta­to l’en­nes­i­ma perdi­ta di cred­i­bil­ità polit­i­ca del ter­ri­to­rio garde­sano. Che ne è del lavoro del­la com­mis­sione con­sil­iare sul nuo­vo ospedale? Dove è fini­to il giudizio sprez­zante e irrev­o­ca­bile su ogni alter­na­ti­va diver­sa da quel­la del­l’ospedale nuo­vo? Del cam­bio di rot­ta, che, come det­to, non ci stupisce, amareg­gia la man­can­za di seri­età degli ammin­is­tra­tori locali ver­so i cit­ta­di­ni, e la totale chiusura al con­fron­to dei ver­ti­ci politi­ci e regionali».Zane e com­pag­ni sosten­gono di essere «sor­pre­si e alli­biti anche di fronte alle pro­poste avan­zate da Cè e dal diret­tore gen­erale Mau­ro Borel­li, che prospet­tano la ven­di­ta del­l’im­mo­bile del noso­comio di Salò», pro­gres­si­va­mente spoglia­to di tut­ti i repar­ti (Oste­tri­cia-gine­colo­gia, Oculis­ti­ca, Otori­no, Chirur­gia, Orto­pe­dia, Pron­to soc­cor­so, Med­i­c­i­na, Fisi­a­tria e recu­pero moto­rio), e rimas­to solo con gli ambu­la­tori dei medici spe­cial­isti, la radi­olo­gia, il pun­to pre­lievi e l’.«Di fronte a un val­ore di real­iz­zo sti­ma­to dal­lo stes­so comune in 20 mil­ioni di euro — con­clude la mino­ran­za — si pen­sa di dirot­tarne solo 5 per la strut­tura di Bar­bara­no, facen­do pas­sare l’op­er­azione come un gesto di vic­i­nan­za al ter­ri­to­rio. Ques­ta è la vera fac­cia del local­is­mo di stam­po leghista, altro che i cartel­li stradali in dialet­to bres­ciano! Per ricavare risorse da inve­stire chissà dove, non ci si pre­oc­cu­pa di vendere quel­lo che da sec­oli è pat­ri­mo­nio del­la comu­nità salo­di­ana. Una scelta che non con­di­vidi­amo. Il vec­chio ospedale deve essere sfrut­ta­to per rispon­dere ai bisog­ni riabil­i­ta­tivi del­l’area Gar­da Vallesab­bia. Noi non ci accon­tenti­amo dei “pren­do atto e volti­amo pag­i­na”. E sul­la vicen­da invier­e­mo un’in­ter­rogazione in con­siglio comunale».

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