C’era una volta… l’Alto Garda bresciano in “Uno spaccato di vita”

Di Redazione
Pino Mongiello

C’era una vol­ta… l’Alto Gar­da bres­ciano. Potrebbe iniziare così, come le fav­ole di una vol­ta, questo libro che riper­corre le tappe del­la vicen­da altog­a­rde­sana dal dopoguer­ra ad oggi.

Par­liamo del vol­ume «Uno spac­ca­to di vita. Volti, luoghi e vicende degli ulti­mi sessant’anni. 1945/2005» cura­to da , pub­bli­cazione con­cepi­ta e pro­mossa dal­la Comu­nità Mon­tana che, insieme al Gal Gar­da Valsab­bia, ne ha finanzi­a­to l’edizione da parte dell’.

Il cor­poso ed ele­gante vol­ume di 350 pagine pro­pone al let­tore numero­sis­si­mi ricor­di, sug­ges­tioni e sol­lecitazioni, riper­cor­ren­do attra­ver­so le immag­i­ni la vicen­da di un territorio.

«Quel­la che si doc­u­men­ta – scrive Mongiel­lo nel­la pre­fazione — non è una ricostruzione puntigliosa dei giorni vis­su­ti negli ulti­mi sessant’anni. È solo un rac­con­to anto­logi­co, selezion­a­to, cer­ta­mente incom­ple­to, che non vuole tirare le somme su quan­to è accadu­to ma solo sug­gerire alcune piste di let­tura per nuovi appro­fondi­men­ti. Pro­tag­o­nista di queste pagine, più che l’ambiente o il pae­sag­gio, è il vis­su­to, cioè la gente dell’Alto Gar­da, in una diver­si­fi­ca­ta dinam­i­ca di relazioni e di rap­por­ti con gli aspet­ti socio-cul­tur­ali, eco­nomi­ci, reli­giosi, ludi­ci, con gli even­ti pic­coli e gran­di del­la cronaca locale e del­la storia».

Il libro pre­sen­ta più di 800 immag­i­ni scat­tate lun­go la riv­iera tra Salò e Limone e fino all’entroterra mon­tano del­la Valvesti­no. «È un vol­ume – scrive nel­la pre­fazione l’ex pres­i­dente del­la Comu­nità Mon­tana, Bruno Faus­ti­ni — che vuole essere una sor­ta di “album dei ricor­di”, l’album di famiglia del­la gente dei nos­tri pae­si, che invi­ta a riflet­tere sull’anima e sul des­ti­no di una comu­nità locale. Per­ché fare memo­ria del pro­prio pas­sato è un otti­mo modo per impara­re a difend­ere e sal­va­guardare la pro­pria iden­tità, coni­u­gan­dola con l’apertura a un mon­do più vasto».

Il libro di Mongiel­lo è un impor­tante con­trib­u­to alla conoscen­za del ter­ri­to­rio altog­a­rde­sano. Una conoscen­za, per altro, che non si affi­da all’aridità delle cifre e delle sta­tis­tiche, ma usa il lin­guag­gio delle immag­i­ni, focal­iz­zan­do l’attenzione, pur nel­la rig­orosità del­la doc­u­men­tazione, sull’atmosfera che si è res­pi­ra­ta sull’Alto Gar­da bres­ciano in occa­sione degli avven­i­men­ti che han­no seg­na­to la sto­ria locale. Avven­i­men­ti che han­no bat­tuto il rit­mo del­la grande Sto­ria, come i giorni del­la Rsi, ma che han­no anche caden­za­to lo scor­rere del­la quo­tid­i­an­ità min­u­ta, come il lavoro nei campi e nei boschi; avven­i­men­ti che han­no pro­fon­da­mente muta­to abi­tu­di­ni e pae­sag­gio, come la costruzione del­la , e vicende inedite e curiose che rac­con­tano di una comu­nità vivace ed oper­osa, come la costruzione, nelle Officine Rebus­co di Salò, del mod­u­lo di abitazione Enea per l’Atlantide, prog­et­ta­to nel 1993 dall’ingegnere Gior­gio Rebusco.

Pri­ma pub­bli­cazione il: 19 Otto­bre 2020 @ 10:58