Salò: suor Assunta un grande esempio. La direttrice dell’Istituto della Croce rossa italiana di viale Landi è arrivata sul lago nell’83: l’accoglienza sempre in primo piano

Cerimonia per S.Carlo: assegnato il premio Gasparo

05/11/2002 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Salò

Ieri pomerig­gio (giorno di S.Carlo, il patrono di Salò), nel salone con­sil­iare del Palaz­zo munic­i­pale, è sta­to con­seg­na­to il pre­mio «Gas­paro» a suor Assun­ta (Vin­cen­za Cor­ti), diret­trice del­la che, nel­l’ed­i­fi­cio di viale Lan­di, accoglie ragazzi in situ­azioni di dis­a­gio. Il pres­i­dente del­la Cri provin­ciale, Enzo Cos­su, tra l’al­tro asses­sore in Bro­let­to, ha tenu­to la relazione intro­dut­ti­va, ricor­dan­do gli scopi del­l’or­ga­niz­zazione e gli inter­ven­ti in occa­sione di allu­vioni & ter­re­moti (non è man­ca­to un cen­no ai bam­bi­ni del Molise, che «han­no strazi­a­to il cuore di tut­ti»). «Tra poco — ha con­clu­so Cos­su — io cesserò dal mio incar­i­co, ma non dimen­ticherò facil­mente suor Assun­ta. Il crim­ine peg­giore è di abban­donare un pic­col­i­no. Per for­tu­na esistono per­son­ag­gi come lei, che fan­no sen­tire il calore di una madre». La gio­vane Gaia Scot­ti, cam­pi­ones­sa di vela, ha trat­teggia­to la figu­ra del­la diret­trice. «E’ nata a Cel­lat­i­ca, da una famiglia con­tad­i­na, penul­ti­ma di nove fratel­li. Quan­do usci­va a far la spe­sa in un negozio, i ragazz­i­ni la seguiv­ano, come attrat­ti da una calami­ta. A 19 anni capì che creare una famiglia sarebbe sta­to per lei trop­po lim­i­ta­ti­vo, e dopo qualche mese di titubanze entrò nelle Ancelle del­la Car­ità. La sua for­mazione reli­giosa avvenne dal ’59 al ’72, in un asi­lo di Teglio, in provin­cia di Son­drio, paesino di mon­tagna. Poi è sta­ta per undi­ci anni a Zan­i­ca, nel­la berga­m­as­ca. A Salò è arriva­ta l’ul­ti­mo giorno dell’83, e ha subito inizia­to col pri­mo bim­bo extra­co­mu­ni­tario. «Da allo­ra, dice, ne ho visti così tan­ti che non li ho più con­tati. Tro­va un ambi­ente di vec­chia con­cezione, sia come strut­tura (le gran­di cam­er­ate) che come meto­do educa­ti­vo. Si rim­boc­ca le maniche e riesce a trasfor­mare la sede di viale Lan­di in una casa mod­er­na, alle­gra e col­orata. Ai bam­bi­ni dà quel­l’am­bi­ente famil­iare e sereno che molti di loro non han­no mai conosci­u­to». Tatiana Bres­ciani Legine ed Enri­ca Chio­di­ni, due volon­tarie (ogni pomerig­gio aiu­tano i ragazzi a fare i com­pi­ti), sono inter­venute per ricor­dare le inter­minabili ore trascorse dal­la suo­ra al let­to di un bam­bi­no ammala­to, dan­do con­sigli ai par­en­ti o incon­tran­do i pro­fes­sori. «Cor­ren­do ver­so gli altri — han­no con­clu­so -, lei si sente spuntare le ali». Alla fine la con­seg­na del pre­mio dal parte del sin­da­co : la ripro­duzione del bus­to di Gas­paro (col­lo­ca­to pro­prio nel salone con­sil­iare, opera del­lo scul­tore Ange­lo Zanel­li), uno degli inven­tori del vio­li­no. «Non mi res­ta che ringraziarvi per tante gen­erose atten­zioni — ha det­to Vin­cen­za Assun­ta -. Pro­vo un cer­to imbaraz­zo. Io sono sem­pre sta­ta lon­tana da applausi ed elo­gi. I salo­di­ani han­no sem­pre dimostra­to gen­erosità e com­pren­sioni. Il pre­mio va ideal­mente alle suore che han­no con­di­vi­so le mie pre­oc­cu­pazioni. Ringrazio tut­ti, a com­in­cia­re dagli che ci sono sem­pre sta­ti vici­no». Sala gremi­ta. Flash dei fotografi e lampi di com­mozione. Tra i pre­sen­ti, numerosi bam­bi­ni di col­ore. Un po’ come se, attorno alla madre, ci fos­sero i col­ori dell’arcobaleno.

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