A bordo di una Triumph 1960, Fabio Salvinelli, imprenditore di Gardone Valtrompia, e Massimo Danieli, promotore finanziario di Muscoline, si sono aggiudicati il Circuito del Garda, svoltasi a Salò.

Che emozioni con il Circuito del Garda: d’Epoca però!

19/06/2000 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

A bor­do di una Tri­umph 1960, Fabio Salvinel­li, impren­di­tore di Gar­done Val­trompia, e Mas­si­mo Danieli, pro­mo­tore finanziario di Mus­co­l­ine, si sono aggiu­di­cati il , svoltasi a Salò. Pri­ma tap­pa: saba­to sera sul per­cor­so S. Michele di Gar­done Riv­iera, Valte­n­e­si. La sec­on­da, ieri mat­ti­na: quat­tro giri del per­cor­so Cam­pov­erde-Panoram­i­ca-Zette-gas­ometro-piaz­za Vit­to­rio Emanuele, meglio conosci­u­ta come la Fossa.Salvinelli e Danieli non sono dei piv­el­li. Quest’an­no han­no parte­ci­pa­to a cinque gare, otte­nen­do tré suc­ces­si: nel­la «Dieci ore dei col­li pia­cen­ti­ni», nel «Giro dei castel­li pavesi» e nel­la «Cop­pa di Por­ret­ta Terme», in provin­cia di Bologna. Sono giun­ti sec­on­di al «Quat­tro regioni» di Sal­ice Terme, e guidano il cam­pi­ona­to Chal­lenge Mil­le­ni­um Nardi.Nel’99 gui­da­vano la , ma la rot­tura del­la frizione li ha costret­ti a gettare la spugna. Sul i due han­no pre­ce­du­to Bocel­li-Dur­ja­va (Mini Coop­er ’73), Dur­ja­va-Maraz­za (Fiat 110 del ’66), Fran­ca Boni (ah, cotan­to nomi­ni!) e il figlio Ange­lo Barz­iza, su Lan­cia April­ia del ’49, Pasi­ni-Penoc­chio, con una Tri­umph del ’59, e Fer­rari-Pasi­ni, su Fiat A750 del ’57 (i due han­no già vin­to una Mille Miglia, ma sta­vol­ta sono rimasti con un pal­mo di naso).Trentadue i parte­ci­pan­ti. Alcune mac­chine han­no fat­to stra­buz­zare gli occhi: la Ballila del ’33 dei Mazzi, la Mg ’47 dei Viga­sio, la Lan­cia 1100 del ’34 dei Meri­go, ecc. Anziane, eppure anco­ra scat­tan­ti. Si è invece fer­ma­ta per guai allo spin­terogeno la Mor­gan ’36 del com­mer­cial­ista Lui­gi Ragaz­zoni, col figlio Mar­co. Ragaz­zoni è il pres­i­dente del­l’Old Wheels Vet­er­an Car, la soci­età orga­niz­za­trice del raduno.Qualcuno si chiede­va se non fos­se pos­si­bile ripro­porre il Cir­cuito del Gar­da (la pri­ma edi­zione si svolse nel ’21, l’ul­ti­ma nel ’66), che ha avu­to pro­tag­o­nisti famosi: da Tazio Nuvolari ad Aymo Mag­gi, da Bion­det­ti a Nino Fari­na, da Stir­ling Moss (debut­tò nel ’49, su una Coop­er Jap, assis­ti­to dal papa e dal­la mam­ma, nel­la veste di mec­ca­ni­ci) a Gigi Vil­lore­si, da Alber­to Ascari a Taruf­fi. Salò, il Bro­lo di Bar­bara­no, Ter­mi­ni, Cunet­to-ne, le Zette: la chia­ma­vano «Pic­co­la Mon­te­car­lo» per via dei lunghi ret­ti­linei, degli stret­ti tor­nan­ti e del­l’e­mozio­nante salis­cen­di. Sem­bra­va di assis­tere a uno spet­ta­co­lo teatrale, con le scene sparse tra i vigneti e l’az­zur­ro del golfo.«No — risponde il sin­da­co di Salò, -, ripresentare il cir­cuito con auto da cor­sa è un’idea bel­la, ma impos­si­bile. Chissà, forse potrem­mo puntare a una tap­pa del ral­ly Mille Miglia. In ogni caso sti­amo lavo­ran­do a una serie di inizia­tive». Non lo dice, ma pro­prio ieri Cipani ha incon­tra­to il suo col­le­ga di San Felice, Ambro­gio Flori­di, per orga­niz­zare a set­tem­bre un volo dei piloti del­la British Arrows, l’e­quiv­a­lente delle che invece pro­prio a luglio sor­v­ol­er­an­no il lago di Gar­da in occa­sione del­l’an­niver­sario per i 25 anni di . Nel­l’inizia­ti­va aero­nau­ti­ca, i due comu­ni vor­reb­bero coin­vol­gere anche Gar­done Riv­iera e Toscolano Maderno.L’assessore allo sport Gabriele Cominot­ti: «Io sono un appas­sion­a­to di auto­mo­bil­is­mo. Per il cir­cuito del Gar­da bisogna ver­i­fi­care se esistono le con­dizioni di sicurez­za. Cer­to, se ci sono a Montecarlo…In ogni caso gli Schu­mach­er, gli Hak­ki-nen o i Bar­richel­lo pos­si­amo ved­er­li solo in Tv. Il cir­co del­la For­mu­la 1 ha bisog­no di gran­di alberghi, di spon­sor, spazi, strade, servizi, ecc., che noi non siamo cer­ta­mente in gra­do di offrire.«Più fat­tibile, invece — con­cede l’am­min­is­tra­tore salo­di­ano — un dis­cor­so di vec­chie auto da cor­sa (per una sor­ta di revival) o una gara di For­mu­la 3. Del resto si corre a Macao o a Pau, con­sid­er­a­ta la Mon­te­car­lo dei poveri».‘Vittorio Pir­lo, pres­i­dente del­l’Ate­neo, ex sin­da­co, ex far­ma­cista, è rius­ci­to a portare a Salò i cam­pi­onati mon­di­ali di ciclis­mo del ’62, oltre a numerose man­i­fes­tazioni. «Negli anni Cinquan­ta, il cir­cuito fu sospe­so da Ren­zo Castag­ne­to a causa del­la peri­colosità — spie­ga il dot­tor Pir­lo -. Venne ripreso nel ’61, con la For­mu­la 3 e, poi, la Junior. Ma quan­do, in parten­za, un grap­po­lo di vet­ture si accav­al­lò a causa degli spazi ridot­ti, decidem­mo di chi­ud­ere. Anche per­ché le strade veni­vano bloc­cate per alcu­ni giorni, e la gente protes­ta­va. A mio giudizio, non esistono più le con­dizioni per ripro­porre la gara. Pen­sate alle Rive, una via stret­ta, con le pareti delle case (qua­si) addos­sate. È rimas­ta la stes­sa di una vol­ta. Uni­ca differenza:non ci sono più le rotaie del tram».

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