Il segretario della Lega Nord ha puntato la sua attenzione sull’esposizione del crocefisso nelle aule scolastiche.

Che fine hanno fatto i crocefissi?

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Di Luca Delpozzo

I leghisti di Umber­to Bossi, l’Islam e il cro­ce­fis­so. È questo il tri­an­go­lo che rac­chi­ude i ter­mi­ni del­la vicen­da soll­e­va­ta da un’iniziativa del capogrup­po del­la Lega nord al Comune di Desen­zano. Rino Pol­loni, attivis­si­mo sul fronte ammin­is­tra­ti­vo con inizia­tive a tut­to cam­po che spaziano dal­la rego­la­men­tazione delle antenne dei ripeti­tori al rispet­to del­la «pri­va­cy» in ospedale, sta­vol­ta ha pun­ta­to la sua atten­zione sull’esposizione del cro­ce­fis­so nelle aule sco­las­tiche. La sua è una posizione pre­cisa. Il cro­ce­fis­so a scuo­la deve essere espos­to: nes­sun dub­bio, nes­suna con­ces­sione alla lib­era scelta o alla laic­ità. Va rispet­ta­to il det­ta­to del Regio decre­to 965 del 1924 che all’articolo 118 pre­cisa che la pre­sen­za del cro­ce­fis­so è obbli­ga­to­ria nelle aule sco­las­tiche. Con ques­ta con­vinzione ieri ha pre­so car­ta e pen­na ed ha invi­a­to una let­tera al Provved­i­tora­to agli stu­di di Bres­cia, al dott. Antoni­no Zen­ga e alla Provin­cia, all’attenzione dell’ing. , antic­i­pan­done i con­tenu­ti via fax. Ebbene egli invo­ca lo «stop all’avanzata islam­i­ca». Ques­ta con­sid­er­azione parte dal­la con­statazione che in diverse regioni alcu­ni pre­si­di, diret­tori didat­ti­ci e provved­i­tori agli stu­di acconsen­tireb­bero taci­ta­mente alle pres­san­ti richi­este avan­zate dalle comu­nità islamiche che richiedono l’abolizione del cro­ce­fis­so nelle aule sco­las­tiche. Sec­on­do il parere del Con­siglio di Sta­to, sezione II del 27 aprile 1988 la sud­det­ta dis­po­sizione non può essere con­sid­er­a­ta implici­ta­mente abro­ga­ta dal­la nuo­va rego­la­men­tazione con­cor­dataria sull’insegnamento del­la reli­gione cat­toli­ca. Il Con­siglio dice tes­tual­mente che: «A parte il suo sig­ni­fi­ca­to per i cre­den­ti, la croce rap­p­re­sen­ta il sim­bo­lo del­la civiltà e del­la cul­tura cris­tiana, nel­la sua radice stor­i­ca, come val­ore uni­ver­sale». Il con­sigliere comu­nale del­la Lega chiede al provved­i­tore che ven­ga ver­i­fi­ca­to che in ogni aula di tutte le scuole di Desen­zano, mater­ne, ele­men­tari, medie infe­ri­ori e supe­ri­ori, nonché in tutte quelle del­la provin­cia di Bres­cia siano aff­is­si i cro­ci­fis­si. Nel caso si riscon­tri qualche man­can­za chiede ven­ga ripristi­na­ta imme­di­ata­mente l’immagine del cro­ce­fis­so e che, così come sta­bil­i­to dal Con­siglio di Sta­to, ven­ga man­tenu­to nel tem­po quan­to sopra richiesto. Non res­ta che atten­dere la rispos­ta del provved­i­tore alla richi­es­ta del con­sigliere comu­nale leghista di Desen­zano, il quale, per quan­to se ne sa, l’ha for­mu­la­ta a tito­lo per­son­ale. Al momen­to non risul­ta infat­ti che vi sia sta­ta sul­la mate­ria una pre­sa di posizione da parte del­la Lega locale. Ciò non toglie che la ques­tione sia di ril­e­van­za gen­erale e come tale deb­ba essere con­sid­er­a­ta. Rino Pol­loni ha ricorda­to il parere del Con­siglio di Sta­to di dod­i­ci anni fa rel­a­ti­va­mente ad un decre­to del 1924 che non sarebbe sta­to abroga­to dalle nuove norme con­cor­datarie. La ques­tione giuridi­ca soll­e­va­ta può essere esam­i­na­ta soltan­to da esper­ti. A noi non spet­ta che di pro­por­la all’attenzione di tutti.

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