Un progetto europeo per fotografare lo stato di salute del più grande lago italiano

Check up del Garda: un progetto scientifico Ue 

Di Luca Delpozzo

È ques­ta l’iniziativa che è sca­tu­ri­ta dal sem­i­nario inter­nazionale che ha riu­ni­to sul Gar­da ricer­ca­tori del Cnr di Milano, del Cen­tro sper­i­men­tale Isti­tu­to Agrario San Michele all’Adige, dell’Appa di Tren­to, dei Cen­tri aus­triaci di Ricer­ca GmbH — Arc e dell’Istituto ungherese di Scien­ze ambi­en­tali e Lim­nolo­gia (Uni­ver­sità di Pan­non­ia). «Gran­di laghi europei: prob­le­mi e soluzioni comu­ni», questo è sta­to il filo con­dut­tore dell’incontro.Al cen­tro dei lavori c’era il tema delle acque di gran­di laghi d’Europa (Gar­da, Bal­a­ton, Neusiedl) e del­la loro qual­ità e quan­tità in uno sce­nario di cam­bi­a­men­ti cli­mati­ci, mod­i­fi­cazioni ambi­en­tali e pres­sioni causate dall’uomo. Un grande lago è una risor­sa fon­da­men­tale per l’economia, ma richiede atten­zione e con­sapev­olez­za per gius­to equi­lib­rio tra svilup­po eco­nom­i­co e tutela ambi­en­tale. Il sem­i­nario, oltre ad un pri­mo con­fron­to sui prob­le­mi e i rischi ambi­en­tali che toc­cano i tre laghi, ha get­ta­to le basi per una prog­et­tazione con­giun­ta tra le tre realtà europee che unisce inno­v­a­tive tec­niche di ricer­ca sul­lo sta­to delle acque a pro­poste di sal­va­guardia e ges­tione. «È nec­es­sario sup­port­are un con­fron­to di liv­el­lo europeo per affrontare le ques­tioni che riguardano i nos­tri laghi», com­men­ta il pres­i­dente del­la Comu­nità del Gar­da Aventi­no Frau, «e sostenere le inizia­tive che con­sentono alla ricer­ca sci­en­tifi­ca di essere uno stru­men­to a dis­po­sizione di col­oro che si occu­pano di ges­tione e piani­fi­cazione del territorio».Ricercatori e prog­et­tisti sono ora al lavoro per for­mu­la­re una pro­pos­ta prog­et­tuale e con­cor­rere all’ottenimento dei fon­di mes­si a dis­po­sizione del­la Comu­nità euro­pea nell’ambito delle attiv­ità di coop­er­azione transnazionale. Per il Gar­da il prog­et­to in fase di preparazione pun­ta a real­iz­zare uno stu­dio sul­la salute delle acque dell’intero baci­no, così da dis­porre di una fotografia aggior­na­ta del­la situ­azione per poi pro­gram­mare, se sarà nec­es­sario, even­tu­ali inter­ven­ti di tutela o salvaguardia.L’ultima indagine di questo genere, effet­tua­ta sul più grande lago ital­iano, risale agli anni 1992 e ’93 e fu con­dot­ta dal prof. Chi­au­dani. Da allo­ra molto è cam­bi­a­to ed è dunque più che oppor­tuno fare un nuo­vo check up ambi­en­tale. 

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