Reazioni soft degli organizzatori della festa in Porfina

Chi critica dimentica i giovani

23/08/2000 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
p.t.

Nes­suna polem­i­ca, nes­suna rispos­ta. All’in­do­mani delle proteste da parte degli alber­ga­tori per il con­cer­to svoltosi alla spi­ag­gia del­la Por­fi­na, gli orga­niz­za­tori non se la sono pre­sa per gli attac­chi, ma anzi, si dicono quan­to mai sod­dis­fat­ti per il suc­ces­so riscos­so dal­l’inizia­ti­va. «Cosa dovrem­mo rib­at­tere?» si chiedono i con­siglieri comu­nali Mar­co Tanas e Sal­vador Valan­dro che, insieme al col­le­ga Patrick Loren­zi, sono tra fonda­tori del Comi­ta­to Inizia­tive Gio­vani. «La miglior rispos­ta — con­tin­u­ano — l’han­no data quel­la stes­sa sera le oltre mille per­sone inter­venute al con­cer­to. Una fol­la di gio­vanis­si­mi, gio­vani e meno gio­vani (c’er­a­no anche parec­chi quar­an­ten­ni) che, fin dal pomerig­gio, è arriva­ta in spi­ag­gia per ascoltare i con­cer­ti e bal­lare. Il numero di pre­sen­ti è anda­to oltre ogni più rosea aspet­ta­ti­va e tut­ti han­no colto in pieno lo spir­i­to che c’er­ava­mo impeg­nati a dare alla ser­a­ta: musi­ca e tan­to sano diver­ti­men­to». La fes­ta, infat­ti, ha pre­so il via alle 17, con la musi­ca dance di un dee­jay e, alle 21, è pros­e­gui­ta con l’e­si­bizione di due grup­pi rock. Alle 23, si è tor­nati a bal­lare e la musi­ca è anda­ta avan­ti fino alla una e un quar­to. «Intorno alla mez­zan­otte — pre­cisano gli orga­niz­za­tori — abbi­amo abbas­sato al mas­si­mo il vol­ume degli ampli­fi­ca­tori. Dopo poco più di un’o­ra, c’è sta­to det­to di chi­ud­ere e noi lo abbi­amo fat­to sen­za bat­tere ciglio». Diret­ta­mente ad Achille Lasagna, invece, ha volu­to rispon­dere Elis­a­bet­ta Calzà, gio­vane alber­ga­trice rivana nonché com­po­nente stes­sa del Comi­ta­to Inizia­tive Gio­vani che non è affat­to del parere del col­le­ga. «In pri­mo luo­go — scrive Elis­a­bet­ta ci sono alber­ga­tori ed alber­ga­tori, cosi come tur­isti e tur­isti. In questi anni non ho rac­colto altro che critiche per la man­can­za di vita nel cen­tro rivano, sia da parte dei tur­isti più gio­vani che meno gio­vani. In sec­on­do luo­go, Riva non è soltan­to un cen­tro tur­is­ti­co, ma anche un paese con 15 mila abi­tan­ti, tra cui molti gio­vani che il saba­to sera si vedono costret­ti a salire in macchi­na o in moto per rag­giun­gere i cen­tri tur­is­ti­ci sul lago più ani­mati (vedi fes­ta di Limone). In ter­zo luo­go — con­clude — si è trat­ta­to di una sola ser­a­ta (fos­sero anche due o tre…) mi sem­bra ben poco per un cen­tro tur­is­ti­co rino­ma­to come Riva. In con­clu­sione: a Riva ci sono dif­fer­en­ti flus­si tur­is­ti­ci. cer­to, quel­lo gio­vanile è anco­ra molto ridot­to, ma comunque è pre­sente ed ha delle esi­gen­ze pre­cise. Vogliamo tute­lar­lo e pro­muover­lo? Queste iniz­itive van­no sostenute e incen­ti­vate e non soltan­to crit­i­cate, dimostran­do poca lungimiranza».

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