In aumento arrivi e presenze in una stagione che per il secondo anno consecutivo è tutta in crescita

Chi sceglie il Gardapreferisce la qualità

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Di Luca Delpozzo
Stefano Joppi

Il tur­is­mo sul gode di otti­ma salute. Nell’analizzare i dati divul­gati dal­la Provin­cia, e rifer­i­ti ai pri­mi sette mesi dell’anno, emerge con forza come il più grande lago d’Italia reg­istri numeri davvero pos­i­tivi. In gen­erale a fine luglio nei pae­si riv­ieraschi e dell’immediato entroter­ra si sono reg­is­trati 1.175.566 arrivi (+6,24 per cen­to rispet­to allo stes­so peri­o­do del­lo scor­so anno) per un monte pre­sen­ze pari a 5.729.525 (+4,39). Cifre anco­ra più impor­tan­ti se con­frontate con il 2005: basti pen­sare alle 500mila pre­sen­ze in più rispet­to a due anni pri­ma, pari a cir­ca 45mila nuovi arrivi.«Abbiamo tut­ti gli ele­men­ti che ci per­me­t­tono di sostenere che questo trend pos­i­ti­vo è con­tin­u­a­to anche nel mese di agos­to e set­tem­bre», esor­disce il vicepres­i­dente e asses­sore provin­ciale al tur­is­mo Anto­nio Pas­torel­lo. «Pur man­te­nen­do le giuste cautele riten­go che alla chiusura del­la sta­gione dovrem­mo attestar­ci sul quel più 4 per cen­to di pre­sen­ze che ci con­sen­tirà di abbat­tere il muro dei 10 mil­ioni di pre­sen­ze nell’arco dell’anno solare». «Spul­cian­do tra i dati appare chiaro», con­tin­ua il vicepres­i­dente dei Palazzi Scaligeri, «come i vacanzieri punti­no sul­la qual­ità delle strut­ture. La ripro­va è l’aumento di arrivi e pre­sen­ze negli alberghi a quat­tro e tre stelle, men­tre sono in pic­chi­a­ta quel­li a una stel­la che ormai fan­no fat­i­ca a rimanere sul mer­ca­to. Nel com­p­lesso il set­tore alberghiero è in forte aumen­to (+9,20 per cen­to di pre­sen­ze e + 7,82 di arrivi) con un trend di cresci­ta mag­giore rispet­to alle strut­ture extral­berghiere, vale a dire campeg­gi, vil­lag­gi tur­is­ti­ci e allog­gi pri­vati». «C’è un moti­vo però: le strut­ture extral­berghiere han­no in questi ulti­mi anni reg­is­tra­to for­ti aumen­ti ed è dif­fi­cile anche solo eguagliare quan­to di buono rac­colto. Va quin­di ben vis­to quell’ 1,46 per cen­to in più di pre­sen­ze rispet­to all’anno prima».Gongola per il trend pos­i­ti­vo anche il pres­i­dente dell’Ugav Anto­nio Pasot­ti, a capo di un’associazione che annovera tra le sua fila qua­si 400 alberghi. «Ven­gono pre­miati gli inves­ti­men­ti fat­ti sulle strut­ture ma anche quel­li rel­a­tivi alla pro­mozione del ter­ri­to­rio. I dati pos­i­tivi dei pri­mi sette mesi sono con­tin­uati, anche se ci man­cano le sta­tis­tiche. In par­ti­co­lare nel mese più cal­do d’estate, agos­to appun­to, abbi­amo reg­is­tra­to il qua­si tut­to esauri­to. Inoltre si è nota­ta una mag­giore capac­ità di spe­sa dei tur­isti, ind­i­riz­za­ti nel­la scelta degli hotel ver­so quel­li con mag­giori com­fort. È vero, ad oggi non abbi­amo anco­ra le tabelle sul­la prove­nien­za dei tur­isti, ma è appar­so evi­dente l’aumento dal nord Europa. I tedeschi, da sem­pre i più affezionati, si man­ten­gono sug­li stan­dard delle ultime sta­gioni», con­clude Pasotti.A mar­gine dell’euforia per numeri che dimostra­no la poten­za eco­nom­i­ca in cam­po tur­is­ti­co del Gar­da è gius­to sot­to­lin­eare un pizzi­co di dis­ap­pun­to. Dis­a­gio dovu­to al fat­to che le tabelle pre­sen­tate si riferiscono solo ai pri­mi sette mesi dell’anno, quan­do invece la sta­gione sta chi­u­den­do i battenti.«Il prob­le­ma è lega­to al cam­bio del pro­gram­ma regionale che rac­coglie i dati delle Province», sostiene Pas­torel­lo, «È anda­to a regime in ritar­do e ci ha costret­to a pos­tic­i­pare l’inserimento dati. Per quel che è nos­tra com­pe­ten­za abbi­amo prova­to a recu­per­are imp­ie­gan­do ben sei per­sone per lo smal­ti­men­to del lavoro, rimas­to sospe­so in atte­sa di sbloc­care il pro­gram­ma regionale».

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