Lo storico tempio riapre a fedeli e turisti. Muratori-subacquei hanno restaurato il luogo di culto

Chiesa di Sant’Anna è l’ora della rinascita

13/05/2005 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Nicola Alberti

È una gior­na­ta molto impor­tante per i cat­toli­ci di Sirmione. Oggi la chieset­ta di S. Anna, preziosa per­la del­la peniso­la, sarà ria­per­ta ai fedeli. Ad annun­cia­re l’atteso even­to è il par­ro­co Don Eveli­no Dal Bon che si è prodi­ga­to con l’aiuto di tante altre per­sone, affinché la chieset­ta non subisse un inesora­bile decli­no. Il luo­go di cul­to si tro­va in piaz­za Castel­lo a Sirmione, incas­to­na­ta, come un gioiel­lo nel lato sin­istro dell’arco di ingres­so del cen­tro stori­co del­la peniso­la. Le sue fon­da­men­ta appog­giano nei fon­dali fan­gosi del por­tic­ci­o­lo sirmionese, men­tre uno dei suoi lati cos­ti­tu­isce un cor­po uni­co con l’arco d’ingresso. L’edificio risale al Tre­cen­to ed inizial­mente era la cap­pel­la in cui si reca­vano a pre­gare le guardie del castel­lo. Nel cor­so dei sec­oli subì diver­si inter­ven­ti ed una sec­on­da parte dell’edificio fu real­iz­za­ta nel 1700. Fu chia­ma­ta la chiesa di S. Maria del Ponte, poi divenne S. Anna ed era meta di pel­le­gri­nag­gio per chi desider­a­va avere un figlio, tradizione che si tra­man­da anche oggi. La chieset­ta ha un volto affres­ca­to e all’interno recen­te­mente è sta­ta posizion­a­ta l’icona di S. Anna. Sono in molti i res­i­den­ti o i gestori delle attiv­ità del cen­tro stori­co che iniziano o finis­cono la loro gior­na­ta con un breve pas­sag­gio di fronte alla chieset­ta. In estate ad affol­lar­la sono i tur­isti, che trovano in quel pic­co­lo, ma prezioso spazio sacro un atti­mo di tran­quil­lità, rif­les­sione e di preghiera. La pecu­liar­ità del­la sua posizione la resa più vul­ner­a­bile di fronte all’usura del tem­po. L’acqua che la cir­con­da ne ha mina­to le fon­da­men­ta, si sono aperte delle crepe all’interno del­la strut­tura tali da far temere un crol­lo ed è prob­a­bile che se non si fos­se inter­venu­ti a par­tire dal novem­bre 2003, la chiesa non avrebbe ret­to al recente ter­re­mo­to. L’intervento di con­sol­i­da­men­to e di restau­ro è sta­to lun­go e com­p­lesso. Oltre alle con­suete lim­i­tazioni a cui sono sogget­ti gli arti­giani che svol­go­no lavori edili all’interno del cen­tro stori­co è sta­to, per esem­pio, nec­es­sario creare una para­tia a tenu­ta stagna per con­sen­tire a dei mura­tori-som­moz­za­tori di lavo­rare alla base del­la chiesa. I fon­di sono sta­ti recu­perati dal­la par­roc­chia e dai par­roc­chi­ani, ma anche da preziosi spon­sor quali la Ban­ca Popo­lare di Verona, la Fon­dazione Comu­nità Bres­ciana, «Le Terme». Questo pomerig­gio alle ore 18 nel­la chiesa di S. Maria del­la Neve l’architetto Cesare Feif­fer e il pro­fes­sor Gian­car­lo Quaglia illus­tr­eran­no l’intervento di con­ser­vazione e di restau­ro: poi è pre­vista la visi­ta gui­da­ta. Mart­edì 24 mag­gio alle ore 18 mon­sign­or Andrea Veg­gio, cele­br­erà mes­sa di benedi­zione del tabernacolo.