Il primo cittadino ha completato le verifiche sugli immobili di enti pubblici che hanno evaso l’imposta. Il sindaco: «Il Comune non ha mai incassato un euro di Ici dallo Stato»

Chincarini batte cassa da Prodi

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Di Luca Delpozzo
Giuditta Bolognesi

È anco­ra presto per sapere quan­to arriverà nelle casse del Comune dopo la ver­i­fi­ca sui man­cati ver­sa­men­ti dell’Ici per gli immo­bili di pro­pri­età del­lo Sta­to, in par­ti­co­lare tramite l’Agenzia del Demanio, che si trovano sul ter­ri­to­rio aril­i­cense. Cifre a parte, però, è ormai assoda­to che per questi edi­fi­ci non sia mai sta­ta ver­sa­ta la fatidi­ca impos­ta. E, cifre a parte, il sin­da­co Chin­car­i­ni è pron­to a portare a ter­mine la sua «battaglia» per la riscos­sione degli arretrati.«Non è mai sta­ta paga­ta l’imposta, questo è quan­to abbi­amo accer­ta­to sino­ra», con­fer­ma il pri­mo cit­tadi­no, «e dal­la prossi­ma set­ti­mana, con il rien­tro dalle ferie di alcu­ni con­sulen­ti, dovrem­mo rius­cire a quan­tifi­care real­mente questi impor­ti. Dopo di che, come fac­ciamo abit­ual­mente in questi casi, seg­nalere­mo per iscrit­to agli enti inter­es­sati la situ­azione chieden­do di pro­durre l’eventuale doc­u­men­tazione in loro pos­ses­so che pos­sa confutare i nos­tri rilievi. In assen­za di con­tro­prove, dai nos­tri uffi­ci par­ti­ran­no i bol­let­ti­ni per sal­dare le quote dovute».È da tem­po che il Comune ha atti­va­to la ver­i­fi­ca delle posizioni degli immo­bili dan­do il via a sis­tem­ati­ci con­trol­li incro­ciati. Ma la goc­cia che ha fat­to tra­boc­care il vaso e ha impres­so un’ulteriore accel­er­azione all’operazione è sta­ta la recente richi­es­ta, da parte del­la Regione, di un canone di 130 euro per l’occupazione del­lo spazio sub­ac­queo del Canale di mez­zo dove da anni viene posizion­a­to il del lago. «Una ver­gogna», ha defini­to la richi­es­ta lo stes­so Chin­car­i­ni che a sua vol­ta ha pen­sato di velo­ciz­zare i tem­pi delle ver­i­fiche ques­ta vol­ta su quan­to dovu­to al Comune di Peschiera.«I dati rac­colti», spie­ga il sin­da­co, «con­fer­mano l’anomalia di una serie di situ­azioni rel­a­tive agli immo­bili di pro­pri­età del­lo Sta­to, in cari­co all’Agenzia del Demanio, per­ché, a quan­to pare, la Regione non ha pro­pri­età. E questo indipen­den­te­mente dal fat­to che poi vi siano suoi dipen­den­ti che uti­liz­zano certe abitazioni».Molti dei beni dema­niali sono sta­ti dati rego­lar­mente in con­ces­sione o anche ven­du­ti a pri­vati. «Ci pare di aver capi­to», riprende Chin­car­i­ni, «che al Demanio ci sia un uffi­cio che anche a noi Comune chiede sol­di per alcu­ni beni, vedi le passeg­giate a lago o l’area a parcheg­gio di fronte all’isolotto del Man­drac­chio, e per altri invece no. Allo stes­so modo viene chiesto l’affitto ai pri­vati che han­no in con­ces­sione deter­mi­nate pro­pri­età: pen­so ad alcu­ni chioschi, come quel­lo all’inizio del­la passeg­gia­ta a lago e che ricade in parte su area dema­niale e in parte su ter­reno pri­va­to». I con­trol­li han­no dimostra­to che il pri­va­to che gestisce l’attività paga rego­lar­mente l’Ici al Comune per la parte di sua pro­pri­età, men­tre il Demanio, che pure riscuote l’affitto dal­lo stes­so pri­va­to, non ver­sa al Comune nul­la per la sua parte di pro­pri­età. «Altro prob­le­ma è quel­lo degli immo­bili che lo Sta­to ha ven­du­to a pri­vati che li abi­tano o vi han­no l’attività: chi ha acquis­ta­to paga rego­lar­mente l’Ici così come tutte le altre imposte. Ma cosa è suc­ces­so sino al momen­to del­la ces­sione? Come mai nes­suno paga­va pri­ma?». «Per il Comune», sot­to­lin­ea Chin­car­i­ni, «è come se quel­lo stes­so immo­bile avesse com­in­ci­a­to ad esistere solo dopo la sua ven­di­ta. Arriv­i­amo addirit­tura al caso lim­ite di una abitazione che non risul­ta essere accat­a­sta­ta. Eppure per anni è sta­ta abi­ta­ta da un dipen­dente del­lo Sta­to allo stes­so modo in cui sono state usati molti altri edi­fi­ci che sono, invece, accat­a­sta­ti ma non come abitazioni per­ché di per­ti­nen­za delle varie caserme».Infine, l’ultima tipolo­gia di edi­fi­ci: quel­la delle pro­pri­età dema­niali come la caser­ma XXX Mag­gio, ex carcere mil­itare, non più uti­liz­za­to dall’esercito che dal­lo scor­so anno non paga più i cir­ca 5mila euro annui di tas­sa rifiuti.«Questo è com­pren­si­bile, vis­to che la strut­tura è sta­ta dimes­sa. Ma rimane il dub­bio di cosa occorre fare nei con­fron­ti dell’Ici: un pro­pri­etario di un immo­bile paga l’imposta sia che deci­da di usare la strut­tura sia che la las­ci vuo­ta. Per una caser­ma non vale lo stes­so prin­ci­pio? A quan­to mi risul­ta gli uni­ci fab­bri­cati esen­tati dall’Ici sono quel­li inag­i­bili o inalien­abili. Non mi pare che questo sia il nos­tro caso e ciò rende anco­ra più impor­tante il lavoro di ver­i­fi­ca che cercher­e­mo di con­clud­ere al più presto».

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