Una serata organizzata dai club degli alcolisti anonimi del Baldo-Garda è l’occasione per rilanciare l’allerta su un fenomeno in costante crescita.
Troppi giovani consumatori e in età sempre più precoce Il sindaco: «D’ora in avanti questo tema è priori

Chincarini riapre il fronte«Guerra ad alcol e droga»

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Di Luca Delpozzo
Giuditta Bolognesi

«I risul­tati ottenu­ti sul fronte del­la pros­ti­tuzione, ci con­sentono di pro­gram­mare un diver­so uti­liz­zo delle risorse, anche eco­nomiche, a nos­tra dis­po­sizione e di occu­par­ci, d’ora in avan­ti, con più atten­zione di chi gui­da dopo aver assun­to alcool e dro­ga». con­clude così la ser­a­ta orga­niz­za­ta dal club di Peschiera dell’Acat (Asso­ci­azione club alcol­isti in trat­ta­men­to) Bal­do-Gar­da, in col­lab­o­razione col Comune, sul tema «Alcol e dro­ga: più sai, meno rischi. Liberi e sani per una vita felice nel­la comunità».Il sin­da­co pros­egue e raf­forza la battaglia intrapre­sa da tem­po con­tro l’uso di queste sostanze e le con­seguen­ze tragiche, che ne derivano. «Il prob­le­ma qui è molto pre­sente. Abbi­amo bisog­no di tut­ti: delle forze dell’ordine come del­la scuo­la, delle par­roc­chie, del volon­tari­a­to per ricor­dare quan­to drog­a­r­si sia sbaglia­to e pos­sa uccidere; fare uso di queste sostanze non è una qual­ità. La mia è una promes­sa: d’ora in poi a Peschiera ci occu­per­e­mo molto di dro­ga e alcol». «Cer­to occorre non uno “spot” ma uno sfor­zo con­tin­uo, che ten­ga con­to delle risorse disponi­bili: fa parte del­la cor­ret­tez­za non solo enun­cia­re prog­et­ti e pro­gram­mi ma illus­trare le even­tu­ali dif­fi­coltà a sosten­er­li. Per­ciò insis­to sul­lo sfor­zo di tut­ti: se la comu­nità reagisce, il prob­le­ma si può risolvere».Un richi­amo all’impegno comune derivante anche dai dati illus­trati nel­la ser­a­ta da edu­ca­tori e rela­tori: Cristi­na Bertuc­co, con­sigliere del­e­ga­to al sociale; Enri­co Riget­ti, psi­cope­d­a­gogista; don Ser­gio Pighi, del­la Comu­nità dei Gio­vani; Ele­na Tom­masi, pres­i­dente Acat Bal­do-Gar­da. Tut­ti han­no trac­cia­to il quadro di una situ­azione anco­ra lon­tana dall’essere argina­ta, con un uti­liz­zo sem­pre più pre­coce, la media è di 10 — 11 anni, di queste sostanze.«Secondo l’Organizzazione mon­di­ale del­la san­ità è dro­ga tut­to ciò che altera lo sta­to psi­cofisi­co di una per­sona. Dunque anche l’alcol va con­sid­er­a­to dro­ga», ha det­to Righet­ti richia­man­do il ruo­lo di famiglie e scuo­la. «I ragazzi iniziano ad assumere queste sostanze anche solo per sod­dis­fare un bisog­no di crescere e sen­tir­si vici­ni al mon­do degli adul­ti. Adul­ti che, purtrop­po, non sono così capaci di esprimere e dare sti­moli valoriali».«I pic­coli fan­no ciò che vedono fare. Dif­fi­cile con­vin­cere se si par­la di una cosa e se ne fa un’altra. Nel­la mia espe­rien­za», spie­ga don Pighi, «ho impara­to molto dai ragazzi: mai teo­ria sen­za pras­si, mai pras­si sen­za teo­ria. Per­ché il 64 per cen­to del­la nos­tra comu­ni­cazione pas­sa attra­ver­so il com­por­ta­men­to». Ele­na Tom­masi ha ricorda­to l’attività dell’Acat e la com­p­lessa realtà vene­ta, dove l’età di inizio di assun­zione di alcool è di 11 anni con­tro i 14 del­la media nazionale e i 16 di quel­la euro­pea. «Il prob­le­ma è il con­sumo. Solo con la conoscen­za si può scegliere con­sapevol­mente ma quan­to si conosce delle con­seguen­ze dell’uso di alcol? Vedo, spes­so, per­sone fer­mate dalle forze dell’ordine per­ché alla gui­da in sta­to di ebbrez­za: tut­ti con­vin­ti d’aver subito un’ingiustizia. Anche il nos­tro Paese attua più con­trol­li, ma serve una for­mazione permanente».Da Bertuc­co, come dagli altri edu­ca­tori e cat­e­chisti, infine,la con­fer­ma del­la dif­fi­coltà di atti­rare l’attenzione non dei più pic­coli «che san­no cos’è l’alcol», ma dei gen­i­tori e in gen­erale degli adul­ti.

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