E’ PARTITA LA SFIDA DI ANGELO (222KG): PERDERE 30/40 CHILI PER PRIMAVERA. BELLINI: “ALCUNI GIORNI FA ABBIAMO POSIZIONATO UN PALLONCINO INTRAGASTRICO, IN PRIMAVERA FAREMO IL BY PASS”

Chirurgia mininvasiva: intervento record a Desenzano

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Di Luca Delpozzo

L’obesità, com’è noto, è una patolo­gia che ha un grande impat­to sul­la soci­età di quest’inizio mil­len­nio. Un prob­le­ma che inter­es­sa non solo l’Italia, ma gran parte del mon­do occi­den­tale (Sta­ti Uni­ti in tes­ta). All’inizio di quest’anno, all’Ospedale di Desen­zano è sta­ta atti­va­ta un’Unità Oper­a­ti­va Sem­plice (UOS) di Chirur­gia Min­in­va­si­va e dell’Obesità diret­ta dal Dr. Fab­rizio Belli­ni. Qualche giorno fa, l’UOS ha fat­to anco­ra par­lare di sé con un inter­ven­to record che pro­prio il Dr. Belli­ni ci racconta.“Il sign­or Ange­lo Coc­cia­r­di, è un ragaz­zo di 37 anni che abi­ta a Brughe­rio, un comune che si tro­va tra e Mon­za con una gravis­si­ma obe­sità. Infat­ti, Coc­cia­r­di pesa­va ben 222 chili per un metro e 70 d’altezza. Dopo vari ten­ta­tivi per perdere peso, ten­ta­tivi evi­den­te­mente fal­li­ti, un suo ami­co è rius­ci­to a con­vin­cer­lo ed è giun­to qua a Desen­zano con la pre­cisa volon­tà di perdere final­mente un po’ di peso”.Dottore, quel­la del sign­or Coc­cia­r­di è una situ­azione di gravis­si­ma obe­sità. Come se ne deter­mi­na la gravità?“Tramite l’indice di mas­sa cor­porea (BMI) che, ovvi­a­mente Il Coc­cia­r­di ave­va un val­ore par­ti­co­lar­mente ele­va­to. Infat­ti, se il BMI, che è un rap­por­to tra peso ed altez­za, è com­pre­so tra 35 e 45 chili, pro­poni­amo il Bendag­gio Gas­tri­co, se è supe­ri­ore a 45 pro­poni­amo il By-Pass Gas­tri­co, men­tre ris­ervi­amo il pal­lone intra­gas­tri­co ai pazi­en­ti super obe­si per ridurne il peso ed i rischi oper­a­tori, in vista del suc­ces­si­vo inter­ven­to. Pro­prio ques­ta terza soluzione è quel­la che sti­amo prat­i­can­do al sign­or Cocciardi”.Ecco, cosa attende ora al sign­or Cocciardi?“Ovviamente in questo caso speci­fi­co, non è con­sigli­a­bile pro­cedere con un inter­ven­to chirur­gi­co che, vis­to il val­ore ele­va­to di BMI avrebbe com­por­ta­to degli ele­vati rischi oper­a­tori. Quin­di, pro­prio per abbas­sare ques­ta peri­colosità, abbi­amo posizion­a­to un pal­lon­ci­no intra­gas­tri­co al fine di far perdere 30/40 chili almeno, seguen­do un’appropriata dieta, pri­ma di pro­cedere al By-Pass gas­tri­co che, in questo caso è l’unica soluzione rimas­ta per ottenere dei risul­tati. Se Coc­cia­r­di avrà per­so quel peso, nel­la prossi­ma pri­mav­era fare­mo l’intervento”.E com’è anda­ta il posizion­a­men­to del palloncino?“E’ anda­to tut­to bene. Dopo il posizion­a­men­to, il paziente è rimas­to ricov­er­a­to per tre giorni nel repar­to di Chirur­gia e poi, non aven­do pati­to nes­sun tipo di prob­le­ma, ha fat­to ritorno a casa sod­dis­fat­to per l’assistenza rice­vu­ta e, soprat­tut­to, ben moti­va­to a perdere il peso nec­es­sario per fare l’operazione di By-Pass”.In parole sem­pli­ci, in cosa con­siste il posizion­a­men­to del pal­lon­ci­no nel­lo stom­a­co del paziente?“Concettualmente avviene una cosa molto sem­plice. Al paziente viene introdot­to nel­lo stom­a­co un pal­lon­ci­no sgon­fio che, dopo il suo cor­ret­to posizion­a­men­to, viene gon­fi­a­to con aria occu­pan­do vol­ume all’interno del­lo stom­a­co. Questo fat­to, com­por­ta una riduzione del­lo spazio a dis­po­sizione per il cibo ed il paziente è costret­to a man­gia­re meno”.Dottore, lei ha rimar­ca­to molto il fat­to che il paziente era moti­va­to. Ecco, quan­to con­ta l’aspetto psi­co­logi­co in questi casi?“L’aspetto psi­co­logi­co in queste situ­azioni è fon­da­men­tale. E’, infat­ti, impor­tan­tis­si­mo che il paziente avver­ta l’appoggio del­la strut­tura san­i­taria che lo sta curan­do e la nos­tra UOS con­ta una qual­i­fi­ca­ta equipe di spe­cial­isti (psi­col­o­go, endocrinol­o­go e dietista) sia pri­ma sia dopo l’intervento. Un fat­to impor­tante che con­sente al paziente di essere sem­pre segui­to. Nei pri­mi giorni, com’è ovvio, il Coc­cia­r­di ha chiesto delu­ci­dazioni sul­la con­dot­ta da seguire e, pro­prio l’ultima vol­ta che l’ho sen­ti­to, mi è par­so molto tran­quil­lo e rin­fran­ca­to. A gen­naio fare­mo una visi­ta di con­trol­lo per fare il pun­to del­la situ­azione pro­prio in vista dell’intervento”.A propos­i­to dell’UOS di chirur­gia min­in­va­si­va e dell’obesità, quan­ti inter­ven­ti sono sta­ti ese­gui­ti durante l’anno?“Dato che il servizio è sta­to atti­va­to nel gen­naio scor­so, non disponi­amo ovvi­a­mente di numeri pre­cisi ma, con l’andamento di questi pri­mi nove mesi d’attività è pos­si­bile dare in ogni modo qualche cifra. Per quan­to riguar­da la chirur­gia min­in­va­si­va, effet­tuiamo per esem­pio cir­ca 100 colecisti, 20 inter­ven­ti al colon 15 ernie bilat­er­ali, ecc. Queste cifre dimostra­no che il servizio lavo­ra con con­ti­nu­ità. Per questi tipi d’interventi sull’obesità, abbi­amo tra l’altro una lista d’attesa che oggi arri­va sino al giug­no 2006. Ad ogni modo, in un anno effet­tuiamo cir­ca 80 bendag­gi gas­tri­ci, men­tre sia per il by-pass sia per il pal­lone intra­gas­tri­co ne sono fat­ti 20”.Quando si è trova­to davan­ti un paziente come il Coc­cia­r­di, quale con­sid­er­azione ha fatto?“Prima di tut­to un paziente non deve asso­lu­ta­mente ridur­si ad una situ­azione lim­ite come ques­ta, ma deve riv­ol­ger­si molto pri­ma alla strut­tura san­i­taria. Purtrop­po il Coc­cia­r­di ha atte­so trop­po tem­po e, pro­prio il peso rag­giun­to li ha preclu­so altre pos­si­bil­ità come, ad esem­pio, il bendag­gio gastrico”.“Quando ho saputo del suo ricovero – ha dichiara­to il Diret­tore Gen­erale Mau­ro Borel­li -, mi era anche sta­to det­to che si trat­ta­va del paziente più pesante mai ricov­er­a­to qui a Desen­zano (pri­ma il record di peso era di cir­ca 175 chili, Ndr). Quin­di, sono anda­to a salu­tar­lo anche per­ché veni­va dal­la provin­cia di Milano. Cre­do – ha con­clu­so – che, sia per il paziente sia per noi, rius­cire a far­gli perdere un po’ di peso è una sfi­da da vin­cere per con­sen­tire a lui, ed a tutte le per­sone che han­no un prob­le­ma anal­o­go, di miglio­rare la pro­pria situazione”.

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