Confermate le ipotesi sulla natura dell’esplosione di Bocca Navene: bonifica indispensabile per il sospetto di altri residuati bellici

Chiusura senza scadenzaper la strada Graziani

17/08/2008 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Barbara Bertasi

Resterà chiusa a lun­go la stra­da Graziani, la «provin­ciale 8 del Bal­do», nel trat­to tra Prà Alpesina e Boc­ca Navene di Mal­ce­sine. E non è nem­meno det­to che per quest’anno riaprirà, dato che comunque, tradizional­mente, in autun­no, la Provin­cia la vieta al traf­fi­co in vista dell’arrivo di ghi­ac­cio e neve.Letteralmente «salta­ta», con un effet­to sim­i­le a una sor­ta di esplo­sione, durante un vio­len­tis­si­mo tem­po­rale nel­la notte tra l’1 e il 2 agos­to, è sta­ta scan­dagli­a­ta alla vig­ilia di Fer­ragos­to dagli arti­ficieri dell’Ottavo reg­g­i­men­to Genio guas­ta­tori Fol­go­re di Legnago.Gli spe­cial­isti mil­i­tari, dopo avere con­stata­to come in super­fi­cie non ci sia trac­cia di mate­ri­ale bel­li­co, han­no aus­pi­ca­to una bonifi­ca «defin­i­ti­va e sis­tem­at­i­ca» del­la zona per essere cer­ti che sot­toter­ra non si celi­no ordig­ni ines­plosi, resid­uati bel­li­ci. Han­no quin­di redat­to una relazione che è sta­ta con­seg­na­ta ai del­la stazione di Mal­ce­sine, inter­venu­ti sul pos­to con il diri­gente dell’Unità oper­a­ti­va diss­es­ti idro­ge­o­logi­ci del­la Provin­cia, i vig­ili del fuo­co di Bar­dolino e l’Avs (Asso­ci­azione volon­tari soc­cor­so) di Tor­ri, i quali al più presto invier­an­no un ver­bale alla Prefet­tura di Verona.Per il sin­da­co di Mal­ce­sine, Valente Chin­car­i­ni, e anche per gli oper­a­tori locali ques­ta «mora­to­ria» per il traf­fi­co, dai tem­pi preved­i­bil­mente non bre­vi, è una disdetta.«È un prob­le­ma per la via­bil­ità in gen­erale, per i tur­isti e per i gestori dei bar e ris­toran­ti vici­ni che, ormai da un mese, lavo­ra­no pochissi­mo. Inoltre», aggiunge, «a set­tem­bre sareb­bero dovu­ti par­tire i lavori di ampli­a­men­to del­la seg­giovia Prà Alpesina-Belvedere-Gar­da e si sarebbe dovu­ti per­ciò pas­sare pro­prio dal­la sp8 per portare il mate­ri­ale in quo­ta. Ora, invece, se la stra­da non sarà ripristi­na­ta a breve, dovran­no sfrut­tar­si vie alter­na­tive meno agevoli».La bonifi­ca potrebbe non essere imme­di­a­ta e in ogni caso non si risolverà in due ore come il sopral­lu­o­go pre­ven­ti­vo del 14 agos­to. La zona andrebbe setac­cia­ta con mol­ta atten­zione in pro­fon­dità. Anche atti­van­do una pro­ce­du­ra d’urgenza, l’intera area ver­rebbe delim­i­ta­ta e, pre­via prog­et­tazione, sareb­bero nec­es­sari anche caro­tag­gi per prel­e­vare cam­pi­oni di ter­reno e ver­i­fi­care la pre­sun­ta pre­sen­za di esplosivo.«Presumono che la stra­da sia sta­ta dis­trut­ta da un’esplosione, anche molto forte, per cui i con­trol­li s’impongono», allarga le brac­cia il sin­da­co, il quale il 14 agos­to era sul pos­to, pun­tu­alis­si­mo, e ha segui­to, sep­pur alle deb­ite dis­tanze di sicurez­za, l’indagine che non ha ril­e­va­to resid­uati bel­li­ci ines­plosi (che sareb­bero sta­ti subito disin­nescati), né par­ti di essi, o schegge, né fonti magnetiche.Alla notizia, i ver­ti­ci del Con­sorzio Funi­via Mal­ce­sine Monte Bal­do pro­pri­etario del­la Seg­giavia Pra’ — Alpesina — Belvedere — Gar­da, che pun­tano a trasfor­mare l’ impianto mono­pos­to in quadri­pos­to per la prossi­ma sta­gione sci­is­ti­ca, non fan­no drammi.Il pres­i­dente Giuseppe Ven­turi­ni non intende las­cia­r­si fer­mare da quei quindi­ci metri di stra­da chiusa, anche se ovvi­a­mente fareb­bero como­do per pas­sare più agevol­mente con le mac­chine. «Noi aus­pichi­amo che la bonifi­ca non richie­da tem­pi lunghissi­mi e che, una vol­ta effet­tua­ta, la Provin­cia di Verona ripris­ti­ni al più presto la via­bil­ità. Altri­men­ti», fa sapere, “lavor­ere­mo real­iz­zan­do una tele­fer­i­ca. Del resto è così che in pas­sato si costru­iv­ano questi impianti a fune».Un’altra soluzione potrebbe essere quel­la di pas­sare per Rovere­to, Mori, Bren­ton­i­co con mezzi più pic­coli che super­ereb­bero le strette gal­lerie sca­v­ate nel­la mon­tagna. «Per set­tem­bre i lavori devono iniziare per essere oper­a­tivi già quest’inverno», rib­adisce Ven­turi­ni. Il Con­sorzio ha già inter­pel­la­to le ditte per vedere quale farà l’offerta più con­ve­niente. La spe­sa sarebbe intorno ai 3 mil­ioni di euro, cifra che in parte s’ammortizzerebbe par­tendo a fine anno. Nel capi­to­la­to spe­ciale si con­sid­era anche la pos­si­bil­ità di real­iz­zare, appun­to, una teleferica.