Il poliziotto e giocatore di basket Sartori è riuscito a attraversare a nuoto il Garda da Riva al porto di Sirmione. «Non importa il record, dovevo mantenere una promessa Gli ultimi chilometri con le onde alte sono stati terribili»

Christian, l’avventura è finita bene

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Di Luca Delpozzo
Alvaro Joppi

Chris­t­ian Sar­tori ha chiu­so felice­mente la scommes­sa con il lago di Gar­da. Il trentaduenne trenti­no agente di polizia in servizio pres­so il com­mis­sari­a­to di Riva ha infat­ti imp­ie­ga­to 21 ore e qualche sec­on­do per coprire a nuo­to pin­na­to la dis­tan­za che sep­a­ra Riva dal­la peniso­la di Sirmione: cir­ca 50 chilometri d’acqua. Una sfi­da atten­ta­mente prepara­ta con­tro un lago che non man­ca, com’è avvenu­to anche per il pas­sato, di ris­er­vare sor­p­rese ver­so chi lo ha affronta­to con suc­ces­so o meno. «Una sfi­da nata qua­si per scher­zo», ammette Chris­t­ian dopo la lun­ga ed esten­u­ante nuo­ta­ta, «lega­ta a una per­sona cara, scom­parsa improvvisa­mente. Un deb­ito di riconoscen­za dovu­to». Par­ti­to alle 19 in pun­to di mart­edì dal­la spi­ag­gia Sab­bioni del­la cit­tad­i­na trenti­na, salu­ta­to da un folto grup­po di per­sone tra le quali numerosi col­leghi, Sar­tori ha subito forza­to l’andatura per vin­cere anche i grossi prob­le­mi di tem­per­atu­ra con acque intorno ai sedi­ci gra­di nel trat­to trenti­no del lago. All’incirca 3.360 brac­ciate all’ora inter­ca­late da bre­vi riposi per poi ripren­dere con lo stes­so rit­mo a stile libero con addos­so la muta e ai pie­di un paio di pinne, ordi­nate tramite Inter­net a una dit­ta amer­i­cana che for­nisce i Navy Seals e i Marò ital­iani, i repar­ti spe­ciali del battaglione San Mar­co. All’una di ieri mat­ti­na il pri­mo con­trol­lo medico, con il fisi­co che rea­gi­va molto bene, con il forte nuo­ta­tore fino a qualche anno fa anche gio­ca­tore di bas­ket nel Giesse Riva, squadra in C2, impeg­na­to ad affrontare la parte più dif­fi­cile del per­cor­so. A far­gli da indi­ca­tore di direzione tre canoe del­la soci­età can­ot­tieri Vir­tus, un cab­i­na­to muni­to di Gps, lo stru­men­to in gra­do di fornire le coor­di­nate direzion­ali col­le­ga­to alla rete satel­litare, con a bor­do i volon­tari dell’associazione trenti­na di sal­vatag­gio e il col­le­ga Andrea Tisi. Osta­co­la­to dalle onde provo­cate dal «Pelér», ven­to che sof­fia da nord, soltan­to ver­so le dieci di ieri il poliziot­to si trova­va a una venti­na di chilometri da Sirmione. «Non ho mai per­so la sper­an­za di farcela», ha dichiara­to Sar­tori al suo arri­vo, «anche se gli ulti­mi chilometri sono sta­ti micidi­ali per le onde alte. L’obiettivo non era di sta­bilire qualche record ma soltan­to di vol­er ricor­dare con un’azione sporti­va una per­sona cara, scom­parsa in gio­vane età. Con­ta­vo di rius­cire nell’attraversata in un tem­po sti­ma­to tra 16 e 22 ore impre­sa con­clusa quin­di nei ter­mi­ni del pre­vis­to». Negli ulti­mi cinquant’anni di imp­rese del genere nelle acque del Gar­da ne sono state por­tate a ter­mine diverse, ma mai un garde­sano era rius­ci­to a far­si luce. Impre­sa rius­ci­ta felice­mente nel ’99 allo sloveno Mar­tin Streel (21 ore 25’ 32’’) da Riva a Desen­zano che ave­va demoli­to il pri­ma­to di Mar­co Battag­gia, il croupi­er mestri­no che nel giug­no ’97 impiegò, con le pinne però 21 ore 58’. Negli anni addi­etro, con tem­pi più con­sis­ten­ti, ce l’avevano fat­ta sia il vicenti­no Wal­ter Destavola che il padovano Amoretti.

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