Il celebre cardiochirurgo in vista sul lago di Garda

Christiann Barnard e la sua Fomdazione

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Di Luca Delpozzo
Luca Delpozzo

Sono trascor­si ormai 34 anni da quan­do agli inizi di dicem­bre del 1967 il Prof. Chris­tiann Barnard effet­tuò il pri­mo trapianto di cuore su un essere umano, apren­do le porte ad una nuo­va fase del­la chirur­gia, ma soprat­tut­to dan­do una grossa sper­an­za a molte per­sone malate. 34 anni dopo, appe­so il bis­turi al chio­do, l’impegno del Prof. Barnard con­tin­ua, sem­pre sul­la stra­da del­la sper­an­za: nel 1998 fon­da la Prof. Chris­ti­aan Barnard Foun­da­tion con lo scopo di aiutare in tut­to il mon­do i bam­bi­ni meno for­tu­nati. La fon­dazione con­cen­tra la sua opera mag­gior­mente in Africa dove ben 12 mil­ioni di bam­bi­ni sono orfani di padre e di madre a causa dell’AIDS e molti di questi sono a loro vol­ta sieropos­i­tivi. Mantiene anche rap­por­ti con altre fon­dazioni sparse per il mon­do, in par­ti­co­lare con quel­la dell’ex Pre­mier Sovi­eti­co Gor­ba­ciov, che si pre­figge scopi analoghi nell’ex URSS. Per pot­er portare avan­ti questi prog­et­ti però occor­rono fon­di, che tal­vol­ta pren­dono giri strani e arrivano nei modi più impen­sati. L’idea venu­ta a Matia Vez­zo­la, tito­lare del­la can­ti­na Costari­pa di Moni­ga del Gar­da in provin­cia di Bres­cia, si inserisce a pieno mer­i­to in ques­ta filone. Alcu­ni anni or sono venne col­pi­to da una frase, poi pub­bli­ca­ta sul libro del Prof. Barnard: “50 Con­sigli per un cuore sano” che dice­va: “ Una per­sona che beve due bic­chieri di rosso al giorno aiu­ta il suo cuore a stare meglio”. Il risul­ta­to è che nel­lo scor­so Week­End il Prof. Barnard è sta­to ospite del­la Can­ti­na Costari­pa per la pre­sen­tazione del Vino “Gar­da Clas­si­co Prof. Chris­ti­aan Barnard Foun­da­tion”, dal­la cui ven­di­ta ver­ran­no stor­nate don­azioni per la fon­dazione pari al 25% del prez­zo alla bot­tiglia. Il vino non è uno dei prodot­ti già com­mer­cial­iz­za­ti dal­la can­ti­na, ma un tipo di vino com­ple­ta­mente nuo­vo cre­ato appos­ta per la Fon­dazione, cer­can­do, nel­la sua com­po­sizione, di ampli­fi­care al mas­si­mo i ben­efi­ci che il vino può dare al cuore. Ven­gono rac­colte, spre­mute e messe in botte sep­a­rata­mente le due uve più pre­giate che si pro­ducono sulle sponde del Gar­da: Grop­pel­lo e Marzemi­no, e due delle migliori del­la Fran­ci­a­cor­ta: San­giovese e Bar­bera. Dopo un breve invec­chi­a­men­to ven­gono mis­ce­late per dare vita al prodot­to fini­to. Il risul­ta­to è un vino equi­li­bra­to, cor­poso, non ecces­si­va­mente alcol­i­co con un sot­to­gus­to frut­ta­to. Non è solo “benef­i­cen­za” ten­gono a pre­cis­are i pro­dut­tori, è un prodot­to che non si deve acquistare solo per­ché per­me­tte di aiutare molte per­sone, ma per­ché è un prodot­to eccel­lente. La dimostrazione che questo tra­guar­do è sta­to rag­giun­to si ha avu­ta saba­to scor­so quan­do 300 enolo­gi rac­coltisi appos­ta per assag­gia­re questo prodot­to ne han­no con­suma­to ben 120 bot­tiglie, seg­no questo che oltre che essere molto atten­ti alla salute del loro cuore han­no vera­mente apprez­za­to questo vino.

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