Il capo dello Stato questo pomeriggio taglierà il nastro alla galleria dei record fra Limone e Riva. Cavalli rilancia: i trentini gestiscono 7 mila miliardi, noi 350

Ciampi riapre la «Gardesana»

08/07/2001 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Bruno Festa

Per Limone è arriva­to il grande giorno. Questo pomerig­gio, alle ore 18, arriverà l’elicottero con a bor­do il pres­i­dente del­la Repub­bli­ca Car­lo Azeglio Ciampi e la moglie Fran­ca. Una visi­ta in for­ma pri­va­ta, ma di grande sig­ni­fi­ca­to, pri­ma di salire sul bat­tel­lo che lo porterà a Riva, dove taglierà il nas­tro del­la nuo­va gal­le­ria, real­iz­za­ta a tem­po di record, che per­me­t­terà da domani la ria­per­tu­ra del­la «Garde­sana». Tut­to questo a meno di sette mesi dal­la frana che pri­ma di si era abbat­tuta sul­la statale fra Riva e Limone, bloc­can­do i col­lega­men­ti con il Trenti­no. Ora l’isolamento è final­mente tolto, ma il prob­le­ma di ques­ta stra­da — che ha bisog­no di cure rad­i­cali — res­ta. Ed è un prob­le­ma serio. «Il pres­i­dente lom­bar­do Rober­to Formigo­ni e l’asses­sore regionale alla Mobil­ità, Mas­si­mo Cor­saro, sono volati ieri a Roma, per incon­trare il min­istro delle Infra­strut­ture, Piero Lunar­di, e gli han­no con­seg­na­to un elen­co di pri­or­ità che rite­ni­amo irri­n­un­cia­bili. Tra queste fig­u­ra­no la statale 42 e la 45 bis. Per la pri­ma serve il com­ple­ta­men­to, per la il prob­le­ma è lega­to alla mes­sa in sicurez­za». Margheri­ta Per­oni, con­sigliere regionale e pres­i­dente del­la Com­mis­sione ter­ri­to­rio, rib­adisce l’im­por­tan­za del­la Garde­sana e si sof­fer­ma sul­la «sicurez­za del­la stra­da, che è irri­n­un­cia­bile per l’e­cono­mia di ques­ta zona e per il suo svilup­po eco­nom­i­co». Ma non tralas­cia un sig­ni­fica­ti­vo paragone con la provin­cia di Tren­to, data la veloc­ità e l’ef­fi­ca­cia con la quale i «vici­ni» sono rius­ci­ti ad approntare il tun­nel. «Se riflet­ti­amo su come Tren­to riesce ad avere pro­ce­dure e finanzi­a­men­ti, pos­si­amo capire che la pos­si­bil­ità del­la ges­tione autono­ma è una grande risor­sa: per chi ce l’ha…». Alber­to Cav­al­li, pres­i­dente del­la Provin­cia di Bres­cia, va oltre: «Le risorse eco­nomiche del­la Provin­cia di Tren­to sono asso­lu­ta­mente stra­or­di­nar­ie (7 mila mil­iar­di a fronte di meno di mez­zo mil­ione di abi­tan­ti) e assor­bono gran parte del bilan­cio regionale. Si trat­ta di una dotazione molto supe­ri­ore a quel­la delle altre realtà a statu­to ordi­nario. La Provin­cia di Bres­cia, ad esem­pio, con 1 mil­ione e 100.000 abi­tan­ti, gestisce 350 mil­iar­di, una cifra 40 volte infe­ri­ore a quel­la di Tren­to. Quan­to all’aspet­to pro­ce­du­rale, vi sono norme che non val­go­no per le provin­cie di Tren­to e Bolzano, per cui queste si autore­golano». Cav­al­li, che ricor­da come gli aspet­ti rel­a­tivi all’ar­chitet­tura isti­tuzionale del Paese siano sta­ti ogget­to del­la sua cam­pagna elet­torale un paio di anni fa, pros­egue: «Anche gli Enti locali devono godere delle risorse che mat­u­ra­no dal ter­ri­to­rio e sul ter­ri­to­rio. Vi deve essere un rap­por­to tra l’Ente locale che deve essere con­nes­so al fat­tura­to com­p­lessi­vo e ai proven­ti fis­cali locali, che non devono essere ripar­ti­ti a liv­el­lo nazionale. In altre parole, i sol­di di Bres­cia devono rimanere a Bres­cia e non andare a Roma ed essere poi dirot­tati sec­on­do regole non con­di­vise». Tor­nan­do all’aspet­to che oggi focal­iz­za l’at­ten­zione, l’aper­tu­ra del­la gal­le­ria del­la Roc­chet­ta tra Riva e Limone, Cav­al­li riconosce «la tem­pes­tiv­ità trenti­na», ma mette anche l’ac­cen­to sul­la «effi­cace con­di­vi­sione di inizia­tive tra Bres­cia e Tren­to, tra le province, la Comu­nità mon­tana, i sin­daci dei comu­ni. Tut­to ciò ha dimostra­to vivac­ità e ha rib­a­di­to che il Gar­da ha neces­sità di prog­et­ti comu­ni tra le due provin­cie che in ques­ta occa­sione han­no dialoga­to pos­i­ti­va­mente ed in maniera aper­ta». Infat­ti, tra la deci­sione di met­tere mano all’­opera, cioè la costruzione di un chilometro di nuo­va gal­le­ria, e la sua real­iz­zazione, «sono pas­sate un paio di sta­gioni: l’in­ver­no e la pri­mav­era. Se Tren­to ha fat­to la sua parte, noi abbi­amo però con­tribuito attra­ver­so la sol­lecitazione. In questo modo, la col­lab­o­razione tra provin­cie diverse — Bres­cia e Tren­to, ma va ricor­da­ta anche Verona — vede nel­la real­iz­zazione del­la gal­le­ria un pri­mo seg­no di coe­sione polit­i­ca attorno al Gar­da». Il pres­i­dente Cav­al­li con­clude: «La Garde­sana è sem­pre all’at­ten­zione, ma ser­vono almeno 300 mil­iar­di per la mes­sa in sicurez­za del trat­to Gargnano-Trenti­no: se non ce la può fare l’Anas con il suo bilan­cio serve un inter­ven­to speci­fi­co». Il dis­cor­so finanziario è affronta­to anche da Bruno Faus­ti­ni, pres­i­dente del­la Comu­nità mon­tana Par­co del­l’Al­to Gar­da: «Dob­bi­amo “fare sis­tema” meglio che in pas­sato, lavo­ran­do in maniera coesa tra Provin­cia, Comu­nità mon­tana e Comu­ni. Dob­bi­amo far capire a tut­ti l’im­por­tan­za e il peso che la Garde­sana riveste. Noi lo abbi­amo fat­to attra­ver­so decine di riu­nioni e con il costante impeg­no nel richia­mare il tema all’at­ten­zione di dep­u­tati e sen­a­tori bres­ciani, evi­den­zian­do la neces­sità di indi­vid­uare risorse certe, vale a dire i 300 mil­iar­di per la mes­sa in sicurez­za. «La Garde­sana deve divenire stra­da provin­ciale, ma il pas­sag­gio deve essere fat­to un min­u­to dopo che sono sta­ti indi­vid­uati i 300 mil­iar­di nec­es­sari per i lavori. Non dob­bi­amo dimen­ti­care che ques­ta situ­azione si trasci­na da decen­ni». Come pro­cedere? «L’ipote­si potrebbe essere quel­la di andare per stral­ci, investen­do 50–60 mil­iar­di all’an­no su speci­fi­ci trat­ti di stra­da, in modo da potere lavo­rare nei mesi inver­nali, sen­za intac­care la sta­gione esti­va. Un inter­ven­to da real­iz­zare in 5–6 anni evi­tan­do quin­di un lavoro com­p­lessi­vo, che potrebbe gener­are con­seguen­ze neg­a­tive per il tran­si­to veico­lare». E sul­l’en­nes­i­mo intop­po alla cir­co­lazione (chiusura a orari per alcu­ni giorni la set­ti­mana prossi­ma a For­bisi­cle) inter­viene Man­lio Bon­in­con­tri, sin­da­co di Tig­nale: «Sin­daci, Anas e Comu­nità mon­tana si sono incon­trati la scor­sa set­ti­mana. Abbi­amo ottenu­to che i lavori a For­bisi­cle avvengano dopo l’aper­tu­ra del­la gal­le­ria, in modo da non iso­lare molti chilometri del­la riv­iera. Ma bisogna rib­adire che spes­so ven­gono effet­tuati lavori — come accade in questi giorni a Toscolano Mader­no — mal pro­gram­mati e male orga­niz­za­ti rispet­to alle esi­gen­ze del­la realtà tur­is­ti­ca in cui viviamo».

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