La visita del presidente è un volano turistico per l’intera area museale: un appello rivolto soprattutto alle scuole. Germontani agli studenti: «Tornate a studiare il Risorgimento»

Ciampi «testimonial» di S. Martino

Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

L’ap­pel­lo del pres­i­dente Car­lo Azeglio Ciampi, lan­ci­a­to domeni­ca dal par­co del risorg­i­men­tale di San Mar­ti­no del­la Battaglia, sec­on­do cui «il tri­col­ore dovrebbe essere cus­todi­to in ogni famiglia ital­iana», ha avu­to una vas­ta eco sul­la stam­pa nazionale e inter­nazionale. Un mes­sag­gio forte, inequiv­o­ca­bile, applau­di­to dal migli­aio di per­sone accorse il 4 novem­bre nel­la stor­i­ca frazione di Desen­zano. Ma un altro appel­lo, nel dis­cor­so del capo del­lo Sta­to, ha las­ci­a­to il seg­no. Quel­lo del­l’in­vi­to riv­olto ai gio­vani stu­den­ti per­chè leggano «la sto­ria di quei giorni del nos­tro Risorg­i­men­to, le radi­ci del­la nos­tra unità e dei nos­tri val­ori ricon­quis­ta­ti». Di sco­lari, accom­pa­g­nati dai loro inseg­nan­ti, ne abbi­amo visti parec­chi. E’ assai prob­a­bile che, dopo la stor­i­ca visi­ta di Car­lo Azeglio Ciampi a Solferi­no e San Mar­ti­no, pos­sa riac­cen­der­si quel­la sen­si­bil­ità da parte degli isti­tu­ti sco­las­ti­ci ad anno­tare, negli itin­er­ari dei viag­gi-stu­dio, la local­ità risorg­i­men­tale con l’Os­sario, la Torre e il Museo, tre luoghi carichi di sto­ria, di ricor­di e di tes­ti­mo­ni­anze. Dicono Ste­fano Saglia, par­la­mentare di Allean­za nazionale, e Maria Ida Ger­mon­tani, pres­i­dente del Con­siglio comu­nale di Desen­zano: «Dal dis­cor­so del pres­i­dente Ciampi si deve trarre un seg­nale tan­gi­bile e chiaro riv­olto soprat­tut­to alle isti­tuzioni sco­las­tiche: che ritorni sui banchi di scuo­la l’e­d­u­cazione civi­ca e le pagine di sto­ria del nos­tro Risorg­i­men­to. «Nel sen­so che — osser­vano i due espo­nen­ti politi­ci, pre­sen­ti con molti altri alle cel­e­brazioni di domeni­ca scor­sa — i diri­gen­ti e i docen­ti sco­las­ti­ci sap­pi­ano ripren­dere questi temi con opera di con­vinci­men­to ver­so gli allievi». In effet­ti, da diver­si anni la Soci­età di Solferi­no e San Mar­ti­no, gui­da­ta con grande pas­sione e compten­za dal pres­i­dente Faus­to Fon­dri­eschi e dai quindi­ci com­po­nen­ti del con­siglio d’am­min­is­trazione, deve fare i con­ti con uno strisciante calo di vis­i­ta­tori, soprat­tut­to tra le sco­laresche. Nel 2000, ad esme­pio, i vis­i­ta­tori sono sta­ti poco meno di 36 mila. Un pic­co­lo Davide con­tro il Golia di , che in un anno stac­ca almeno 2 mil­ioni di bigli­et­ti. Altro dato scon­cer­tante: si con­tano di più le pre­sen­ze straniere (tedeschi, aus­triaci, france­si), men­tre gli ital­iani sono davvero pochi­ni. Se si van­no a vedere gli itin­er­ari priv­i­le­giati dalle sco­laresche, si trovano il Castel­lo Scaligero di Sirmione, la di Desen­zano, il Vit­to­ri­ale di Gar­done Riv­iera. D’ac­cor­do, sono gran­di mon­u­men­ti architet­toni­ci, con un pas­sato stori­co, ma mai del­la lev­atu­ra dei mon­u­men­ti di Solferi­no (dove nacque la Croce Rossa Inter­nazionale) e di San Mar­ti­no dela Battaglia. E anco­ra, come ha ricorda­to lo stes­so Fon­dri­eschi nel suo mes­sag­gio di salu­to a Ciampi, la Soci­età ha cel­e­bra­to quest’an­no il suo 130esimo anniver­sario del­la fon­dazione. Un’ul­ti­ma anno­tazione. Al pres­i­dente Ciampi è sta­ta fat­ta fir­mare una perga­me­na a ricor­do del­l’even­to. Pri­ma di lui un solo capo del­lo Sta­to ne ave­va fir­ma­ta una: si trat­ta di Vit­to­rio Emanuele II, il re che portò all’u­nità di gran parte del­l’I­talia. Le due storiche pergamene adesso sono cus­todite nel Museo risorgimentale.