Organizzano «I sovversivi del gusto». Ospiti domenica dell’isola del Garda

Cibo e cultura per 100

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Di Luca Delpozzo
se.za.

Domeni­ca dalle 10 alle 16, sul­l’, nel ter­ri­to­rio del comune di San Felice, si ter­rà una gior­na­ta di carat­tere gas­tro­nom­i­co e cul­tur­ale. E’ orga­niz­za­ta dal­la Asso­ci­azione «I sovver­sivi del gus­to», che, dopo una rap­i­da incubazione a liv­el­lo di Inter­net, si pre­sen­ta pro­prio in ques­ta cir­costan­za. Loren­zo Cairoli, reg­ista e scrit­tore, illus­tr­erà la tra­ma del suo roman­zo «Acqua e dat­teri», che dovrebbe essere pub­bli­ca­to nei prossi­mi mesi. Fran­co Liloni pro­por­rà l’at­lante «La sor­gente dei dialet­ti bres­ciani». Dave Mc Adam, agli albori spal­la degli U2, Gior­gia Poli, Mau­r­izio Gianone e il fis­ar­monicista Sis­to Palombel­la garan­ti­ran­no l’accompagnamento musi­cale. Non mancher­an­no i pit­tori, sparpagliati sui sen­tieri del­l’iso­la. Ospi­ti anche i volon­tari di Emer­gency. L’e­len­co dei parte­ci­pan­ti è già com­ple­to: cen­to per­sone, e non una in più.«Partiremo in bar­ca a vela o in moto­scafo, alle 9, da Bar­bara­no — dice Adri­ano Liloni, il pro­mo­tore del­l’o­rig­i­nale inizia­ti­va -. Tro­ver­e­mo numerosi pic­coli pro­dut­tori (di bagoss, , olio extravergine, riso, for­mag­gi), all­e­va­tori, pesca­tori. L’iso­la è un par­adiso: la vil­la e sei ettari di verde. Una gioia per il cuore e la vista. I fuma­tori sono pre­gati di por­tar­si il sac­chet­to per i mozzi­coni. Alle­stire­mo due pun­ti di ris­toro nei prati all’inglese».I cuochi pre­par­eran­no alcu­ni piat­ti di qual­ità. Max Dami­ani, ad esem­pio, pro­cur­erà una deci­na di chili di core­gone (o lavarel­lo). E poi: insala­ta con noci e for­mag­gio di capra, ver­dure fres­che, carni, ecc. «I sovver­sivi — con­clude Adri­ano Liloni — vogliono com­bat­tere la “piat­ti­tu­dine” imper­ante, per risveg­liare le men­ti, ridare vita a sog­ni inte­ri­ori. Occorre un colpo di col­ore, un guiz­zo di vita solare. Andan­do a cer­care e a val­oriz­zare i pro­dut­tori di nic­chia. Bisogna ritornare al cam­po con le viti di schi­a­va e , men­tre le galline raz­zola­vano fra le zolle di ter­ra in cer­ca di lom­brichi, e la scro­fa era lib­era sot­to i cas­tani e le querce. Risco­prire insom­ma i pro­fu­mi di un tem­po, la pulizia col ras­trel­lo sot­to le piante per rac­cogliere le castagne e il falet, la ricer­ca dei funghi in otto­bre, il giorno in cui si face­va il salame col nor­ci­no del paese, i conigli liberi sot­to le robinie, lo stag­no coi giri­ni. Un mon­do per­du­to, ma di cui dob­bi­amo risco­prire i fili conduttori».

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