L'associazione «Amici della Terra» tra le preoccupazioni di oggi e le speranze del futuro

«Ciclabili, occorre una nuova filosofia»

30/09/2000 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo

Il Club «Ami­ci del­la Ter­ra del­l’Al­to Gar­da e Ledro», attra­ver­so il suo pres­i­dente Pao­lo Barbagli, inter­viene per stig­ma­tiz­zare la situ­azione delle cicla­bili del Bas­so Sar­ca. «Pren­di­amo atto con sod­dis­fazione — scrive Barbagli — del­la pre­sa di posizione (pub­bli­ca­ta sul Alto Adi­ge del 25 set­tem­bre scor­so) del­l’ingeg­n­er Giu­liano Tren­ti­ni, autore del piano di mobil­ità leg­gera del Comune di Arco, cir­ca i col­lega­men­ti cicla­bili tra Riva ed Arco. In par­ti­co­lare, si con­cor­da nel definire “ver­gog­noso” lo sta­to attuale delle cicla­bili Arco — Riva, nonché nel ten­ta­ti­vo lode­v­ole di spostare il più pos­si­bile il traf­fi­co ciclis­ti­co, che si spera in cresci­ta nel­la Busa vista anche l’oro­grafia favorev­ole, su per­cor­si in mez­zo al verde e lon­tani dai mias­mi del traf­fi­co. Poiché però ciò sarà pos­si­bile solo in parte, si apprende con favore che anche la “stor­i­ca” lun­go la Riva-Arco “non solo è pre­vista, ma è anche in fase di prog­et­tazione”. Qualche pre­oc­cu­pazione invero sorge nel leg­gere che “ques­ta pista entra nel­la rete com­p­lessi­va con un ruo­lo sec­on­dario, e che il pro­l­unga­men­to a sud del­l’in­ter­sezione con Via Grande Cir­con­va­l­lazione non è ritenu­to pri­or­i­tario”. E’ sper­abile che ques­ta frase non sig­ni­fichi un affos­sa­men­to di fat­to del prog­et­to, al di là delle enun­ci­azioni di prin­ci­pio. Ed è sper­abile — con­clude il pres­i­dente del­l’as­so­ci­azione ambi­en­tal­ista rivana — anche che presto avvengano incon­tri di coor­di­na­men­to delle varie azioni in questo cam­po, in par­ti­co­lare per quan­to riguar­da le cicla­bili su Via S. Cate­ri­na, su via Ovo e lun­go la provin­ciale di S. Gior­gio, tra i due Comu­ni inter­es­sati, Arco e Riva del Garda».

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