Nel XIX secolo sulle carte austriache, ancora imprecise nonostante la tecnica topografica stesse allora compiendo progressi velocissimi...

Cima del Fratone un itinerario breve ma spettacolare sui monti del Gar

10/04/2003 in Varie
Di Luca Delpozzo
Fausto Camerini

Nel XIX sec­o­lo sulle carte aus­tri­ache, anco­ra impre­cise nonos­tante la tec­ni­ca topografi­ca stesse allo­ra com­pi­en­do pro­gres­si velocis­si­mi, era indi­ca­ta come Cima Camerone, topon­i­mo che poi è resta­to a una ele­vazione minore. La Cima del Fratone, un for­mi­da­bile bal­cone panoram­i­co sul con­fine tra Bres­cia e Tren­to, a cav­al­lo tra due val­li che por­tano lo stes­so appella­ti­vo, Val di Lori­na, deve il suo nome, sec­on­do alcu­ni, al fat­to che da lon­tano appare qua­si come un frate in preghiera. Fa parte di quel­la cate­na che dal pas­so di Tremal­zo si stende ver­so Ovest, con le creste cop­erte di mughi e i fianchi che pre­cip­i­tano ripi­di ver­so le val­li di Lori­na trenti­na e di Lori­na lom­bar­da, pre­sen­tan­do carat­ter­is­ti­ci strati di roc­ce grigie det­ti «le fasce». L’itin­er­ario per rag­giungerne la som­mità è breve ma non banale. E’ seg­nala­to e per­corre la cres­ta Sud del­la mon­tagna dove si trovano ripi­di prati e alcune balze roc­ciose che ver­ran­no super­ate da scale metal­liche. Cam­mi­na­ta per escur­sion­isti esper­ti quin­di o almeno, escur­sion­isti accom­pa­g­nati da per­sone esperte. Da Vesio di Tremo­sine si rag­giunge il quadriv­io di Pol­zone dove si svol­ta a destra per entrare nel­la Valle San Michele. La tor­tu­osa e diss­es­ta­ta stra­da ster­ra­ta avan­za pri­ma sul fon­dovalle e poi s’in­nalza in mez­zo ai boschi per arrivare, dopo 11chilometri cir­ca, ad un biv­io. A destra la stra­da pros­egue per Pas­so Tremal­zo; a sin­is­tra rag­giunge in cir­ca 1 chilometro Mal­ga Lori­na dove un cartel­lo di divi­eto impedisce alle auto di pros­eguire. Una fres­ca fontana per­me­tte il riforn­i­men­to di acqua: si supera Mal­ga Lori­na e ci si incam­mi­na lun­go la stret­ta strad­i­na che in breve rag­giunge il Pas­so di Lori­na. Qui abban­do­niamo la strad­i­na che pros­egue a sin­is­tra ver­so il monte Caplone (vedi Zaino in Spal­la n. 127 del 10 otto­bre 1999). Si prende a destra un sen­tiero (frec­ce) che s’ad­den­tra nel bosco, aggi­ra un dos­so e rag­giunge il vici­no Pas­so di Vallesina: da qui con un sen­tiero a sin­is­tra (frec­ce) sarebbe pos­si­bile scen­dere in Val Lori­na trenti­na. Ci si tiene invece sul ver­sante del­la Val Lori­na lom­bar­da; si sale nel­l’om­broso bosco sino a rag­giun­gere il crinale, in prossim­ità d’u­na sel­l­et­ta. Si risale la cres­ta sud del­la Cima del Fratone facen­do atten­zione alle seg­nalazioni, nel pra­to e nel rado bosco. Si rag­giunge un dos­so ingom­bro di mughi a cir­ca 1740 metri di quo­ta e si scende breve­mente per poi rag­giun­gere i pie­di d’u­na gri­gia ban­ca­ta roc­ciosa. Il pic­co­lo salto viene super­a­to con l’aiu­to di una scalet­ta oltre la quale si pros­egue sul­la panoram­i­ca dor­sale per rag­giun­gere la vet­ta. Un mag­nifi­co panora­ma attende l’es­cur­sion­ista che arri­va quassù: tut­t’at­torno le sel­vagge foreste del­l’Al­to Gar­da. Poi lo sguar­do pas­sa dai can­di­di ghi­ac­ciai del­l’Adamel­lo alle tor­ri dolomitiche del grup­po del Brenta; dalle Pic­cole Dolomi­ti Bres­ciane dove spic­ca la incon­fondibile sago­ma del­la Cor­na Blac­ca alle Pic­cole Dolomite Venete dove s’er­gono il Care­ga ed il Pasubio; dal­la Valle del Chiese alla bar­ri­era di mon­tagne erbose for­ma­ta a set­ten­tri­one dalle Alpi di Ledro. Ritorno per lo ste­so itin­er­ario di sali­ta ma è pos­si­bile anche una piecav­ole e seg­nala­ta allun­ga­toia sino al Pas­so Tremal­zo.