Smantellato dopo 68 anni di attività. Aveva tolto dall’isolamento i paesi ai piedi del Baldo

Cinquant’anni fa sparìil trenino Verona Caprino

22/03/2007 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
(e. c.)

Il 20 mar­zo 1957, esat­ta­mente mez­zo sec­o­lo fa, ter­minò lo sman­tel­la­men­to del­la lin­ea fer­roviaria Verona-Capri­no. Quei lavori di 50 anni fa seg­narono la fine di un’epoca, che ave­va vis­to le prime gite fuori por­ta del­la popo­lazione. Due gli itin­er­ari prefer­i­ti: a Gar­da, sul lago, per i pri­mi bag­ni, e a Capri­no, meta dei tan­tis­si­mi devoti del­la Madon­na del­la Coro­na, che sali­vano a pie­di fino a Spi­azzi e di qui al santuario.Il treni­no fu una creazione di tar­do Otto­cen­to. Fu impor­tante non tan­to per il per­cor­so dal­la cit­tà alla provin­cia, ma al con­trario: infat­ti la lin­ea tolse dall’isolamento parec­chi comu­ni mon­te­bal­di­ni. L’idea venne a un grup­po di per­son­al­ità che il 28 mag­gio 1883 si cos­ti­tuì in comi­ta­to pro­mo­tore. Ne face­vano parte Giuseppe Pog­gi sin­da­co di Affi, Giro­lamo Giu­liari sin­da­co di Coster­mano, Francesco Maz­zoni e gli ingeg­neri Gio­van­ni Bat­tista Bec­cher­le e Giuseppe Frac­caroli. Ai due tec­ni­ci venne affi­da­ta la stesura del prog­et­to. L’11 feb­braio 1886, regio decre­to 3762, venne dato il via lib­era per i lavori.Fu coin­volto il min­is­tero del­la Guer­ra, per­ché a Capri­no esiste­va un pre­sidio di e il con­fine con l’Austria era ad Ala Avio, assai vici­no. Era pos­si­bile far affluire in modo veloce le truppe da Verona: qualche stori­co sot­to­lin­ea che anche il treni­no Verona-Capri­no con­tribuì, con la for­ti­fi­cazione di Riv­o­li, a scor­ag­gia­re un attac­co aus­tri­a­co nel Veronese durante la pri­ma guer­ra mondiale.I lavori iniziarono nel 1887, dopo una aspra verten­za anche legale con il comune di Verona, che non vol­e­va fos­se costru­i­ta a Por­ta San Gior­gio la stazione di parten­za. Vinse la causa la soci­età per la fer­rovia e il sin­da­co di Verona, Tes­sari, dis­ertò per protes­ta la cer­i­mo­nia d’inaugurazione, che avvenne il 3 agos­to 1889. Al viag­gio inau­gu­rale parte­ci­parono un centi­naio di autorità. I sin­daci salirono ognuno nel pro­prio paese. Ad Avesa il sin­da­co Segala aspet­tò il treno a bor­do di un calesse con la figlia e non salì a bor­do, poiché era anche asses­sore ai lavori pub­bli­ci a Verona e quin­di sol­i­dale con Tes­sari. A Quin­zano salì il sin­da­co Peruisi, a Parona il sin­da­co Zorzi, a Negrar il sin­da­co Sagramoso, a San Flo­ri­ano Can­di­ani di Mara­no, a San Pietro Incar­i­ano il sin­da­co Businel­li, alla Sega il sin­da­co di Cavaion con il par­ro­co don Bendinel­li, ad Affi il sin­da­co Giuseppe Pog­gi, a Coster­mano il par­ro­co, a Capri­no furono accolti dal sin­da­co Can­di­ani, fratel­lo del sin­da­co di Mara­no. Il treni­no di Verona, Capri­no, Affi, Gar­da rimase atti­vo per poco meno di 68 anni. I nos­tri anziani lo ricor­dano anco­ra con simpatia.

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