Cinque giorni di festa per l’Antica Sagra di Colà

04/08/2015 in Attualità
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Di Sergio Bazerla

Colà. Inizia mer­coledì 5 agos­to con la mes­sa solenne nel­la chieset­ta ded­i­ca­ta alla Madon­na del­la Neve la cinque giorni di fes­ta del­l’An­ti­ca Sagra di Colà. Il rito sarà con­cel­e­bra­to alle 10,30 con i vari par­ro­ci che si sono suc­ce­du­ti a Colà e con i preti del­la zona. A con­clu­sione del­la mes­sa l’as­so­ci­azione Gens Clau­dia offrirà un grande rin­fres­co a tut­ti i parte­ci­pan­ti pres­so la ten­sostrut­tura adi­a­cente alla chiesa. Ed alle 21,00 di mer­coledì, tut­ti in pista per cantare e bal­lare con l’orches­tra VINCENZI.

In local­ità Madon­na ed in piaz­za Don Van­ti­ni dalle 19,30 in poi saran­no aper­ti i chioschi gas­tro­nomi­ci dove si può gustare il piat­to tradizionale ed uni­co di Colà: l’a­nara col pien.  I chioschi sono gesti­ti dalle asso­ci­azioni Gens Clau­dia, Le Sgal­mare e Grup­po Alpi­ni. Disponi­bile anche un ampio luna park e diverse ban­car­elle socio-uman­i­tarie orga­niz­zate dalle asso­ci­azioni di volon­tari­a­to che oper­a­no sul ter­ri­to­rio. Il rica­va­to dal­la ven­di­ta andrà intera­mente devo­lu­to in benef­i­cen­za.

Lo spet­ta­co­lo pirotec­ni­co offer­to dal par­co ter­male Vil­la dei Cedri si ter­rà saba­to 8 agos­to alle 23,15.

Domeni­ca 9 agos­to la ser­a­ta sarà intera­mente ded­i­ca­ta alla benef­i­cen­za. Tut­ti fon­di rac­colti andran­no devo­lu­ti alle popo­lazioni del Nepal col­pite dal­l’im­mane trage­dia del ter­re­mo­to. La ser­a­ta sarà musi­cal­mente intrat­tenu­ta dal com­p­lesso I Fol­li ed è pro­mossa dal­l’ e dal­l’Ai­do con lo scopo speci­fi­co del­la pro­pa­gan­da alla don­azione del sangue e degli organi post mortem.

Tutte le ser­ate del­la sagra colati­na sono ind­i­riz­zate alla benef­i­cen­za ed al sosteg­no dei for­tu­nati — sot­to­lin­ea il neo pres­i­dente di Gens Clau­dia Gia­co­mo Mon­tre­sor — e l’ul­ti­ma, in par­ti­co­lare, quel­la di domeni­ca ha una valen­za ancor più sig­ni­fica­ti­va. Aiutare le popo­lazioni del Nepal così povere e così tan­to seg­nate dal­la cat­a­strofe.”

Ser­gio Baz­er­la

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