Il primo aprile l’Agenzia protezione ambiente riprende le analisi ma c’è già il provvedimento della Regione. Divieto di balneazione in tre punti. Prova d’appello a maggio in due

Cinque spiagge sotto sorveglianza

Di Luca Delpozzo
Francesca Mazzola

Il pri­mo aprile ripren­der­an­no le anal­isi del­la qual­ità dell’acqua del Gar­da. Una data che viene atte­sa con trep­i­dazione dagli oper­a­tori tur­is­ti­ci, in quan­to i pri­mi bol­let­ti­ni dell’Arpav (l’agenzia regionale per la pro­tezione dell’ambiente Vene­to) sono des­ti­nati a rim­balzare sui media tedeschi andan­do ad aggiunger­si agli argo­men­ti che spin­gono o fre­nano il flus­so dei vacanzieri. E in anni di ristret­tezze la cosa non è di poco con­to. Dunque vale la pena di spendere come pre­mes­sa una paro­la a favore del lago: la sua salute è nel com­p­lesso buona — lo assi­cu­ra il pri­mo rap­por­to sul­lo sta­to dell’ambiente pub­bli­ca­to di recente da Arpav e Provin­cia per l’anno 2002 — la sua acqua decisa­mente bal­ne­abile e migliore di quel­la di tan­ti altri laghi. Tut­tavia i pun­ti crit­i­ci lun­go la cos­ta sono più d’uno e i motivi di pre­oc­cu­pazione per il futuro del baci­no ben soli­di. Tan­to che in questi giorni han­no ripreso a muover­si nel silen­zio tut­ti gli inter­es­sati al prob­le­ma: i politi­ci locali pri­ma di tut­to, ma anche i tec­ni­ci e i gestori delle strut­ture di depu­razione. Sul piano politi­co, le Regioni sono alle prese con un con­tenzioso con il min­is­tero del­la Salute, accusato di inter­pretare in modo restrit­ti­vo i dati sui cam­pi­ona­men­ti, il che costringe la cos­ta veronese a chi­ud­ere per l’intera sta­gione ben due spi­agge che avreb­bero dirit­to alla pro­va d’appello. Su piano tec­ni­co, è alla ricer­ca di finanzi­a­men­ti un prog­et­to dell’ per poten­ziare il col­let­tore. «Domani ci riu­ni­amo nel­la sede dell’Ags», antic­i­pa il sin­da­co di Peschiera Bruno Dal­la Pel­le­g­ri­na, «per dis­cutere del­la nasci­ta del­la Soci­età per azioni che deve gestire gli impianti, ma il prob­le­ma fon­da­men­tale rimane il col­let­tore. Potreb­bero bastare degli aggius­ta­men­ti se su tut­to il ter­ri­to­rio si arrivasse a sep­a­rare le acque bianche da quelle nere». Peschiera, che si è can­di­da­ta ad ospitare l’ufficio dell’Arpav respon­s­abile dei cam­pi­ona­men­ti sul lago, è in pri­ma lin­ea nel­la battaglia all’inquinamento in quan­to subisce sul pro­prio ter­ri­to­rio lo sta­to di sovrac­cari­co dell’intera rete di col­let­ta­men­to. Sec­on­do gli stu­di dell’Arpav, infat­ti, è pro­prio questo fenom­e­no, lega­to al forte aumen­to delle pre­sen­ze durante la sta­gione esti­va, a provo­care gli «even­ti sfa­vorevoli» (così defin­i­ti da un appos­i­to stu­dio sug­li anni 1999- 2001) respon­s­abili dei pic­chi di con­cen­trazione di col­ifor­mi, indice diret­to del­la con­t­a­m­i­nazione di orig­ine fecale. Nel rap­por­to sul­lo sta­to dell’ambiente è scrit­to nero su bian­co che «sul Gar­da avven­gono immis­sioni di liqua­mi improvvise e mas­s­ic­ce dovute prob­a­bil­mente a rot­ture di tubazioni e tracimazioni a segui­to di for­ti piogge». Inoltre l’Arpav comu­ni­ca che i cam­pi­oni sfa­vorevoli legati alla con­cen­trazione di col­ifor­mi sono in con­tin­uo aumen­to e che il 2001 è sta­to l’anno peg­giore. Due le porzioni di cos­ta mag­gior­mente col­pite nel tri­en­nio 1999 — 2001 da questi pic­chi inquinan­ti: la zona tra Lazise e Castel­n­uo­vo e quel­la in prossim­ità di Peschiera. Il rap­por­to dell’Arpav indi­ca anche le cause: nel pri­mo caso «le fonti di immis­sioni di carichi organi­ci sono i due afflu­en­ti tor­rente Bosca e Rio Dugale e occa­sion­al­mente i plu­vi­ali dei campeg­gi a causa di tracimazioni in occa­sione di for­ti piogge»; nel sec­on­do «le even­tu­ali perdite dalle con­dotte e dal­la stazione di pom­pag­gio del sis­tema di col­let­ta­men­to, nonché fre­quen­ti rot­ture anche di una cer­ta grav­ità». Fat­to sta che anche quest’anno si riparte con più di un divi­eto di bal­neazione. Con­fer­ma il respon­s­abile dell’ufficio lago di Gar­da dell’Arpav, Gior­gio Franzi­ni: «Il Vene­to ha già delib­er­a­to la non idoneità dei pun­ti 258, in local­ità La Poz­za di Tor­ri, e 298, spi­ag­gia Con­ta di Peschiera». Per questi due pun­ti, se le Regioni vin­cer­an­no il con­tenzioso con Roma, il pri­mo mag­gio, data di aper­tu­ra uffi­ciale del­la sta­gione di bal­neazione, ci sarà la pro­va d’appello, altri­men­ti ci sarà la chiusura per tut­ta l’estate. «E soprat­tut­to per Tor­ri», spie­ga Franzi­ni, «si trat­ta di una penal­iz­zazione dal momen­to che l’episodio è lega­to a una rot­tura del col­let­tore avvenu­ta in agos­to e aggius­ta­ta dall’Ags su nos­tra seg­nalazione nel giro di una set­ti­mana». Tre sono invece le local­ità vietate, in cui non si potrà fare il bag­no per tut­ta la sta­gione: pun­to 294 a Castel­n­uo­vo, Cam­pan­el­lo sud; pun­to 367 a spi­ag­gia Vec­chi di Peschiera e pun­to 403 in local­ità Palaz­zo San Benedet­to, sem­pre a Peschiera. «Qui il divi­eto è rimas­to in vig­ore anche nel 2002», affer­ma Franzi­ni, «e quest’estate lavor­ere­mo per capire le cause del per­manere dell’inquinamento, in modo da pro­cedere quan­to pri­ma al recu­pero ambi­en­tale dell’area».