I volumi del prefetto arricchiscono il paese

Cinquecento libri donati alla biblioteca

25/11/2005 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Annamaria Schiano

Sedi­ci scat­oloni con cir­ca 500 volu­mi, una collezione a tut­to cam­po, con lib­ri bel­lis­si­mi anche di arte, sto­ria e ambi­ente. E’ la don­azione che il prefet­to Francesco Gio­van­nuc­ci ha fat­to alla «G. Polan­schi» di Cavaion. Lib­ri del­la pro­pria bib­liote­ca che il prefet­to ha volu­to las­cia­re a Cavaion per due motivi: «Per cer­care di essere utile alla popo­lazione e allo stes­so tem­po all’am­min­is­trazione e per ques­ta stu­pen­da strut­tura che è un van­to per il paese». Ieri pomerig­gio l’in­tera ammin­is­trazione e il comi­ta­to del­la bib­liote­ca han­no accolto Gio­van­nuc­ci nelle splen­dide sale del­la bib­liote­ca in corte Tor­co­lo, per ringraziar­lo uffi­cial­mente del­lo spe­ciale rega­lo. Il pres­i­dente del­la bib­liote­ca, Naz­zareno Bernar­di, ha illus­tra­to al prefet­to, l’o­rig­ine stor­i­ca del­l’ed­i­fi­cio: «E’ il nucleo cen­trale di una corte agri­co­la del ‘500. La bib­liote­ca è nata sot­to il seg­no del­la gen­erosità, come don­azione tes­ta­men­taria da Giuseppe Polan­schi, chim­i­co milanese che possede­va una grande bib­liote­ca anti­ca. Oggi si ripete il gesto con la don­azione del prefet­to, che noi ringrazi­amo tut­ti di cuore». Daniela Zanet­ti, ha cura­to la cat­a­logazione dei lib­ri: «Ogni pac­co che apri­vo era una sor­pre­sa», ha rac­con­ta­to, «spaziano su tut­ti i generi e alcu­ni sono davvero preziosi». Il sin­da­co Loren­zo Sar­tori ha ringrazi­a­to a nome di tut­ta l’am­min­is­trazione. Un gra­zie è anda­to anche alle pre­sen­ti: i mares­cial­li dei Mau­ro Big­na­mi e Michele Pin­tore e il mares­cial­lo del­la , Alber­to Sag­gio. «La cul­tura per il nos­tro paese è fon­da­men­tale. Abbi­amo investi­to in ques­ta ristrut­turazione pro­prio per dare una veste cul­tur­ale al paese. E’ sta­ta l’am­i­cizia con don Fran­co e con il cav­a­liere al lavoro Adri­ano Segat­ti­ni, che ha por­ta­to a ques­ta don­azione», ha sot­to­lin­eato Sar­tori. Segat­ti­ni ha con­tin­u­a­to a bacia­re il prefet­to e a ricor­dare l’am­i­cizia che li ha legati in questo ulti­mo anno: «E’ nata da una mia dis­avven­tu­ra per­son­ale che mi ha por­ta­to ad essere noto in tut­ta la provin­cia. In quel­l’oc­ca­sione andai a far visi­ta al prefet­to che seppe trovare le parole per rin­fran­car­mi». «Poi ci incon­tram­mo l’11 gen­naio scor­so, in un viag­gio a Lour­des», con­tin­ua Segat­ti­ni, «dove si saldò l’amicizia. Ho avu­to così l’onore di essere invi­ta­to alla cer­i­mo­nia delle onori­f­i­cen­ze ai cav­a­lieri e alle cro­ci che Gio­van­nuc­ci ha orga­niz­za­to in giug­no ed è sta­to un momen­to entu­si­as­mante». Parole che han­no col­pi­to Francesco Gio­van­nuc­ci, che ha ringrazi­a­to tut­ti: «Ris­chio di com­muover­mi, ma la mia è una mod­es­ta don­azione. Ho scel­to Cavaion su 98 comu­ni del­la provin­cia, per l’am­i­cizia con Segat­ti­ni e poichè pen­so che il tito­lo di cav­a­liere sia insuf­fi­ciente, l’ho già pro­pos­to al pres­i­dente del­la Repub­bli­ca per l’onori­fi­cien­za di com­menda­tore e so per cer­to che il 27 dicem­bre ver­rà con­ces­sa. L’u­ni­ca cosa che mi dispi­ace è che non potrò essere io a con­seg­narla a Segat­ti­ni, poichè il 31 dicem­bre cesserò le mie fun­zioni». Segat­ti­ni, a quel pun­to, non ha resis­ti­to e ha abbrac­cia­to anco­ra una vol­ta il prefet­to che ha con­clu­so dicen­do: «Di pen­sione però non ne voglio neanche sen­tir par­lare. Un panto­fo­laio in casa è ingom­brante. Con­clu­do il mio sec­on­do ciclo di vita e inizio il ter­zo. Voglio con­tin­uare ad essere utile agli altri, ho svolto la mia attiv­ità con entu­si­as­mo per la gente e tra la gente, ma non mi ci vedo pro­prio a fare il pen­sion­a­to». La moglie Enri­ca non ha potu­to essere pre­sente per­chè impeg­na­ta nei prepar­a­tivi del traslo­co, da gen­naio la famiglia Gio­van­nuc­ci si trasferirà dal­l’abitazione del­la Prefet­tura in una casa in cen­tro a Verona.