Entro qualche settimana sarà inaugurato anche il cavalcavia di accesso all’abitato per chi arriva da Villafranca. La strada attesa ormai da decenni porta il traffico pesante fuori paese

Circonvallazione finalmente aperta

Di Luca Delpozzo
Alessandro Foroni

È sta­ta inau­gu­ra­ta ieri a mez­zo­giorno, alla pre­sen­za di numerose autorità, la vari­ante all’ex statale 249 (la stra­da, qua­si tut­ta in trincea, è lun­ga cir­ca 4.490 metri) che dovrebbe togliere dall’abitato di Valeg­gio una buona parte del traf­fi­co pesante che oggi lo attra­ver­sa. Si real­iz­za così un’opera atte­sa da decen­ni (cos­to 11 mil­ioni e 739.427 euro) e nel giro di qualche set­ti­mana dovrebbe essere aper­to anche il cav­al­cavia che per­me­tte di entrare diret­ta­mente in paese per chi viene da Vil­lafran­ca. Com­in­ciò nel lon­tano 1972, allo­ra sin­da­co Gio­van­ni Farinel­li, l’odissea del­la cir­con­va­l­lazione con un pri­mo prog­et­to, subito abban­do­na­to. Trop­po forte fu negli anni Set­tan­ta l’opposizione di alcune cat­e­gorie eco­nomiche (agri­coltori, com­mer­cianti, ris­tora­tori). Nel 1992 l’opera viene rifi­nanzi­a­ta e l’allora sin­da­co Luig­i­no Rigo ten­tò, di nuo­vo sen­za suc­ces­so, di per­cor­rere un’ipotesi min­i­male (cos­to 8 mil­iar­di). Con l’amministrazione Sachet­to si sceglie di real­iz­zare la stra­da in trincea. I lavori ven­nero con­seg­nati all’impresa l’8 otto­bre 1999, con 600 giorni di tem­po per con­clud­er­li, ma il ritrova­men­to dei resti del Ser­raglio avrebbe provo­ca­to ritar­di e le polemiche di chi preferi­va una stra­da in super­fi­cie con le rotonde a raso, per diminuire i costi e l’impatto ambi­en­tale (par­ti­co­lar­mente forte quel­lo dei numerosi cav­al­cavia). L’intero Con­siglio comu­nale stil­erà nel novem­bre 2001 un doc­u­men­to per tentare di aprire una brec­cia nel Ser­raglio; nel testo si sot­to­lin­ea anche che la stra­da in super­fi­cie sarebbe sta­ta per molti aspet­ti preferi­bile. È pas­sato da poco mez­zo­giorno quan­do il sin­da­co Faus­to Sachet­to spos­ta sim­boli­ca­mente le transenne col­lo­cate vici­no al cav­al­cavia, aiu­ta­to dall’assessore regionale alla mobil­ità Rena­to Chisso e dal capo com­par­ti­men­to dell’Anas, Fab­rizio Rus­so, rac­coglien­do gli applausi lib­er­a­tori dei pre­sen­ti. «Final­mente», dichiara Sachet­to sod­dis­fat­to, «siamo arrivati a questo giorno tan­to atte­so. Ora non può essere che un pun­to di parten­za per portare avan­ti altri inter­ven­ti impor­tan­ti come il rifaci­men­to del cen­tro stori­co e la real­iz­zazione di un’altra arte­ria che risol­va il prob­le­ma del­la via­bil­ità in direzione est-ovest». Il rifer­i­men­to è alla stra­da che dovrebbe aggan­cia­r­si all’uscita del­la tan­gen­ziale e rag­giun­gere il Min­cio per poi super­ar­lo con un nuo­vo ponte che tol­ga il traf­fi­co dal ponte vis­con­teo («è il nat­u­rale com­ple­ta­men­to di quest’opera e vi sono già dei fon­di nel piano tri­en­nale», ha affer­ma­to l’assessore regionale ai trasporti Raf­faele Baz­zoni). Poi il sin­da­co non rin­un­cia ad inserire uno spun­to polemi­co: «anco­ra una vol­ta ques­ta ammin­is­trazione ha dimostra­to di saper portare a ter­mine le opere su cui s’impegna». Entu­si­as­ta anche Ange­lo Cor­ra­di, asses­sore ai lavori pub­bli­ci, che ritiene l’opera «impor­tante e fat­ta col minor impat­to ambi­en­tale pos­si­bile». Sec­on­do l’assessore regionale Chisso «questo inter­ven­to dimostra che a Venezia c’è atten­zione per la via­bil­ità del Veronese». Nel frat­tem­po arri­va la pri­ma macchi­na. È la Golf di un gio­vane vil­lafranch­ese, Dami­ano Fal­zoni, che ral­len­ta e, vis­to l’assembramento, scende dal­la macchi­na e, un po’ stupi­to, chiede lumi alla polizia munic­i­pale. Sarà il pri­mo, lui che per­corre quel­la stra­da quat­tro volte al giorno, ad impeg­nare la nuo­va tan­gen­ziale. Ora dovreb­bero diventare un ricor­do i tir che per pas­sare sal­go­no peri­colosa­mente sui mar­ci­apie­di del cen­tro o attra­ver­sano i semafori non curan­dosi di pedoni o ciclisti (con inci­den­ti, tal­vol­ta mor­tali) e le chilo­met­riche file che si for­ma­vano di domeni­ca sul­la stra­da man­to­vana da mar­zo a set­tem­bre. Da oggi si apre una nuo­va sfi­da anche per gli oper­a­tori com­mer­ciali che han­no sem­pre vis­to la tan­gen­ziale in modo ambiva­lente: alcu­ni come un’opportunità per riqual­i­fi­care il cen­tro stori­co, altri come un ris­chio per la loro attiv­ità.