Monsignor Loris Capovilla è gardesano

Cittadinanza onoraria

28/10/2003 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Angelo Peretti

Ora c’è un garde­sano in più. È mon­sign­or Loris Capovil­la: fu il seg­re­tario di Papa Gio­van­ni XXIII. Il Con­siglio comu­nale gli ha con­fer­i­to la cit­tad­i­nan­za ono­raria. Lui, come seg­no di riconoscen­za, ha dona­to al gon­falone munic­i­pale la medaglia aurea di Papa Gio­van­ni: pri­ma di Gar­da, l’avevano rice­vu­ta solo Roma, Venezia, Berg­amo e Sot­to il Monte, paese del pon­tefice. È sta­to il sin­da­co Davide Bendinel­li a ricor­dare, nel cor­so del­la sedu­ta con­sil­iare, com’è nata l’idea del trib­u­to all’arcivescovo Capovil­la. Tut­to ha orig­ine dall’amicizia ormai trenten­nale del prela­to con il pro­fes­sor Arman­do Gal­li­na, pre­side dell’istituto supe­ri­ore bar­do­linese inti­to­la­to a Lui­gi Car­naci­na. «Ho chiesto a Gal­li­na», ha ricorda­to Bendinel­li, «di accom­pa­g­n­ar­mi a Sot­to il Monte a incon­trare mon­sign­or Capovil­la, uno dei pro­tag­o­nisti del­la sto­ria e del­la cul­tura con­tem­po­ranea, seg­re­tario del Papa del­la pace e del dial­o­go tra i popoli. Siamo rimasti due ore a con­ver­sare con lui: è sta­to un incon­tro illu­mi­nante. Gli ho chiesto di venire a Gar­da a par­lar­ci di Papa Gio­van­ni ed ha accetta­to con entu­si­as­mo. È un onore aver­lo come concit­tadi­no ono­rario». La pro­pos­ta è sta­ta approva­ta dal Con­siglio all’unanimità. All’omaggio dei con­siglieri garde­sani s’è aggiun­to quel­lo del vicepres­i­dente del Con­siglio regionale, Ange­lo Fior­in, che ha dona­to all’arcivescovo una tar­ga del­la : «La cit­tad­i­nan­za ono­raria a mon­sign­or Capovil­la», ha det­to, «fa onore a Gar­da e a tut­ta la comu­nità veronese e vene­ta». «Quel­li che ho rice­vu­to oggi», ha affer­ma­to l’ex seg­re­tario del Papa buono, «sono gesti di corte­sia e ami­cizia: li riten­go un omag­gio alla figu­ra di Gio­van­ni XXIII». E la vita e il pen­siero di Papa Ron­cal­li sono state delin­eate con trat­ti vivi­di sia nel breve inter­ven­to che mon­sign­or Capovil­la ha tenu­to a mar­gine del­la sedu­ta con­sil­iare, sia, più tar­di, in un palaz­zo dei con­gres­si gremi­to di pub­bli­co. «Quest’evento», ha sot­to­lin­eato al pala­con­gres­si il pro­fes­sor Gal­li­na, attor­ni­a­to dagli allievi del­la scuo­la alberghiera di , che han­no fat­to gli onori di casa, «si col­lo­ca esat­ta­mente a 40 anni dal­la morte del pon­tefice e dal­la pro­mul­gazione dell’enciclica Pacem in Ter­ris». «Anche per me, che non ho vis­su­to gli anni del pon­tif­i­ca­to di Papa Ron­cal­li», ha aggiun­to il sin­da­co Bendinel­li, «il pen­siero di Gio­van­ni XXIII res­ta di fon­da­men­tale impor­tan­za. Mi piace ricor­dare come ci abbia inseg­na­to che la pace è il mas­si­mo impeg­no cui occorre dedi­car­si e come la sua opera abbia seg­na­to un momen­to sig­ni­fica­ti­vo del proces­so di com­pren­sione e di paci­fi­cazione fra i popoli». Mon­sign­or Capovil­la questo Papa del­la pace l’ha segui­to fedel­mente per anni, devota­mente, rispet­tosa­mente: «Nel­la preghiera», ha ricorda­to l’arcivescovo, «gli do del voi anco­ra adesso. Anche se gli ero vicinis­si­mo, non mi sono mai sedu­to alla sua tavola, non ho mai man­gia­to con lui. Però non ho nep­pure mai volu­to perdere un solo sec­on­do del­la sua Mes­sa: la dice­va con una sem­plic­ità tale da trasfor­mare la gior­na­ta in una fes­ta». Già, un Papa davvero santo.

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