«Scusate, abbiamo sbagliato edificio Vendiamo la polveriera, non il forte»

Clamoroso abbaglio del ministero della Difesa

24/11/2000 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Antonella Traina

«Scusate, abbi­amo sbaglia­to immo­bile non è il forte ad essere in ven­di­ta, lo è la polver­iera sot­tostante». L’annuncio da parte del Min­is­tero del­la dife­sa è arriva­to un mese fa negli uffi­ci comu­nali di Riv­o­li via let­tera e ha get­ta­to nel­lo scon­cer­to e nel­lo scon­for­to l’intera ammin­is­trazione. «Anco­ra un anno fa il Min­is­tero del­la dife­sa ci ave­va infor­ma­to di aver pos­to in ven­di­ta il forte aus­tri­a­co che sovras­ta il nos­tro Comune e che ne è diven­ta­to un po’ il sim­bo­lo», spie­ga il sin­da­co Arman­do Luchesa. «Ci era­no sta­ti dati cir­ca 50 giorni di tem­po per far valere il dirit­to di prelazione e trovare gli oltre 700 mil­ioni nec­es­sari per acquis­tar­lo. Cosa che noi ave­va­mo fat­to imme­di­ata­mente. Erava­mo rius­ci­ti ad ottenere dal­la Regione un finanzi­a­men­to di 80 mil­ioni, una cifra utile per rag­giun­gere quel­la nec­es­saria a bloc­care la ven­di­ta in atte­sa del rog­i­to defin­i­ti­vo. E ora ques­ta batos­ta. Come Comune siamo total­mente in crisi». Una situ­azione che per l’Amministrazione e per la gente non solo di Riv­o­li, ma dell’intera Val d’Adige, rasen­ta qua­si la bef­fa. Il forte ormai era divenu­to da anni pun­to d’incontro per man­i­fes­tazioni, rasseg­ne e inizia­tive varie. Il dis­eg­no dell’edificio è anche raf­fig­u­ra­to nel logo del­la tradizionale fes­ta dei vini Doc Val­dadi­ge che ogni anno si svolge fra i comu­ni di Brenti­no, Riv­o­li e Dol­cè. Per curarne la manuten­zione si era cos­ti­tui­ta qualche anno fa una apposi­ta asso­ci­azione dal nome appun­to «Gli ami­ci del forte». Una serie di inizia­tive intrap­rese in vista appun­to del­la futu­ra acqui­sizione. Ora invece tut­to da rifare. Stan­do a quan­to comu­ni­ca­to dal Min­is­tero il val­ore del forte non sarebbe nem­meno sta­to quan­tifi­ca­to per­ché fino­ra non sarebbe anco­ra sta­ta ese­gui­ta la per­izia di sti­ma. «A questo pun­to per noi la cosa migliore che tut­to rimanesse così com’è», sbot­ta Luchesa. Attual­mente il Comune ha in con­ces­sione il forte per una cifra di tre mil­ioni e mez­zo all’anno. Si trat­ta del cosid­det­to canone ricog­n­i­to­rio pari ad un dec­i­mo dell’affitto effet­ti­vo, un tipo di accor­do di locazione quan­do edi­fi­ci dema­niali ven­gono dati in con­ces­sione ad enti locali per fini isti­tuzion­ali, come nel caso di Riv­o­li. «Quel­la che si è venu­ta a creare è comunque una situ­azione par­ti­co­lare per la nos­tra comu­nità, che esu­la dal­la ges­tione ordi­nar­ia o stra­or­di­nar­ia dell’ente e scon­fi­na nell’eccezionale. La cifra per il forte sarà con­sis­tente ed è gius­to che la deci­sione di acquis­tar­lo o meno spet­ti all’intera cit­tad­i­nan­za, non solo al sin­da­co». Da qui l’idea di indire un ref­er­en­dum, pre­ce­du­to da una serie di ser­ate infor­ma­tive, in modo che sia la popo­lazione a sta­bilire cosa fare. «L’acquisizione del forte potrebbe far parte di una strate­gia di svilup­po dell’intero ter­ri­to­rio. Ma la gente deve pot­er decidere se accol­lar­si ques­ta spe­sa o meno. Res­ta da vedere se il Min­is­tero del­la dife­sa, che ha fret­ta di definire la prat­i­ca, ci darà il tem­po per svol­gere l’iter ammin­is­tra­ti­vo buro­crati­co nec­es­sario che è piut­tosto lun­go e impeg­na­ti­vo». Antonel­la Traina

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