Studiosi radunati ad Albarè per il convegno organizzato da Baldofestival. Oggi parla il fratello di Prodi. Il meteorologo Luca Mercalli: «Cambiamento accelerato, urge intervenire»

Clima impazzito, colpa dell’uomo

14/05/2006 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Barbara Bertasi

Siamo già entrati nel ter­ri­bile vor­tice del cam­bi­a­men­to cli­mati­co e occorre fare atten­zione. «Rispet­to a un sec­o­lo fa la tem­per­atu­ra è aumen­ta­ta di un gra­do con la con­seguen­za che abbi­amo già per­so il cinquan­ta per cen­to dei ghi­ac­ciai . Stu­dian­do polli­ni fos­sili, anel­li degli alberi, bol­licine di aria intrap­po­late da 10mila anni nei ghi­ac­ciai dell’Antartide e con­trol­lan­do ed incro­cian­do i dati con quel­li degli osser­va­tori, si ril­e­va che sti­amo viven­do una fase di cam­bi­a­men­to accel­er­a­to, anom­alo negli ulti­mi 10mila anni, in cui l’uomo ha prob­a­bil­mente gio­ca­to un ruo­lo deter­mi­nante, per­ché sti­amo immet­ten­do nell’atmosfera una quan­tità di inquinan­ti inedi­ta nel­la sto­ria dell’umanità. La cor­sa ver­so il grande cal­do è appe­na par­ti­ta, siamo pre­oc­cu­pati per quan­to ci aspet­ta dato che nei prossi­mi cen­to anni la tem­per­atu­ra potrebbe aumentare dai due ai sei gra­di, con con­seguen­ze cat­a­stro­fiche per il nos­tro ambi­ente costru­ito su un eco­sis­tema del­i­ca­to, che fino­ra ci ha sostenu­to ma il cui equi­lib­rio rischia di andare in fran­tu­mi per sem­pre». Così Luca Mer­cal­li, il cli­ma­tol­o­go che arri­va da Susa, col­lab­o­ra­tore delle trasmis­sioni «Che tem­po che fa» in onda su Raitre ogni domeni­ca alle 20.10 e «Sopra tut­to» in onda su Raidue il giovedì alle 9,10, è inter­venu­to ieri nell’ambito di Bald­ofes­ti­val… scien­za, il con­veg­no che si con­clude oggi all’istituto Gres­ner di Albaré, orga­niz­za­to dall’associazione capri­nese Bald­ofes­ti­val. Come Mer­cal­li, pres­i­dente del­la Soci­età mete­o­ro­log­i­ca ital­iana di Bus­soleno (Tori­no), tut­ti gli stu­diosi fino­ra inter­venu­ti non han­no fat­to che con­fer­mare ques­ta ver­tig­i­nosa «Evoluzione cli­mat­i­ca accel­er­a­ta» in cor­so, tema appun­to del­la man­i­fes­tazione. Al con­veg­no sta­mat­ti­na darà il suo con­trib­u­to anche Francesco Pro­di, diret­tore dell’Istituto dell’atmosfera del cli­ma e coor­di­na­tore del Cnr di Bologna, il cui arri­vo è pre­vis­to ad Albarè per le 11.30. Par­lerà al ter­mine del­la tavola roton­da con­clu­si­va dal tito­lo «È pos­si­bile ridurre i cam­bi­a­men­ti cli­mati­ci? Dal pro­to­col­lo di Kyoto al con­gres­so di Mon­tre­al». Ieri Mer­cal­li, pur non dan­do rispos­ta speci­fi­ca a ques­ta doman­da, l’ha in parte affronta­ta. «Come con­fer­mano i dati rica­vati dai ghi­ac­ciai del Polo sud, tra i gas che sti­amo immet­ten­do nell’atmosfera c’è l’anidride car­bon­i­ca che è ora ai suoi val­ori mas­si­mi rispet­to agli ulti­mi 650mila anni», dice, «l’aumento del­la tem­per­atu­ra è tra i seg­nali che il cli­ma lan­cia e che noi dob­bi­amo rac­cogliere, mod­i­f­i­can­do di con­seguen­za il nos­tro stile di vita, cer­can­do di non con­sumare inutil­mente ener­gia e mate­ria». Cias­cuno lo può fare: «Io, per esem­pio, sono arriva­to a Verona da Tori­no in treno, a casa ho instal­la­to pan­nel­li solari per avere acqua cal­da ed ener­gia elet­tri­ca, e, per non spre­care, ho sos­ti­tu­ito il pra­to inglese piantan­do pomodori e zuc­chi­ni. Sono det­tagli», fa sem­pre notare Mer­cal­li, «ma, arrivan­do in ques­ta zona stu­pen­da ai pie­di del Bal­do, ho nota­to che pure qui si sta facen­do trop­po spazio al cemen­to». Ci si chiede che c’entri il cli­ma con questo: «Rico­prire tut­to di cemen­to sig­nifi­ca dev­astare la natu­ra e quin­di met­tere a ris­chio l’ecosistema. Intan­to», fa notare, «l’allarme dell’evoluzione in cor­so è arriva­to e, se è pre­maturo ipo­tiz­zare uno sce­nario, pen­si­amo a quali dis­a­gi implicherebbe un cli­ma tor­ri­do come quel­lo dell’estate 2003. Gli effet­ti sul fisi­co sareb­bero dele­teri, un aumen­to dai 2 ai 6 gra­di di tem­per­atu­ra met­terebbe in crisi l’intero eco­sis­tema, quin­di agri­coltura, all­e­va­men­to, pesca, disponi­bil­ità di acqua, pro­duzione di ener­gia elet­tri­ca. Potrem­mo assis­tere all’espandersi di malat­tie tipiche dei cli­mi cal­di». Non ci siamo anco­ra: «Ma l’avanzata del cal­do futuro è insi­ta nel pre­sente, ha por­ta­to vari­azioni nel­la flo­ra e nel­la fau­na anche mon­tane. Nel­la Pia­nu­ra Padana si notano ani­mali tipi­ci dei cli­mi cal­di, come il Geco, un ret­tile del Sud Italia. Anche cer­ti pap­pa­gal­li han­no inizia­to a ripro­dur­si nel nos­tro clima».

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