I risultati di uno studio pubblicato da Veneto Agricoltura con riferimento alla zona del Bardolino

Clima mediterraneo? NoCrolla un mito sul Garda

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Di Luca Delpozzo
Angelo Peretti

Il lago di Gar­da è cele­bre per il suo cli­ma mediter­ra­neo. E ques­ta sua pecu­liar­ità cli­mat­i­ca viene sbandier­a­ta in lun­go e in largo su depli­ant, opus­coli, lib­ri, arti­coli, siti inter­net. A propos­i­to di inter­net: se dig­i­tate su Google l’accoppiata «lago di Gar­da» e «cli­ma mediter­ra­neo», trovate cir­ca 3900 rifer­i­men­ti. Mica scherzi.Invece — sor­pre­sa! — il cli­ma del lago di Gar­da non è mediter­ra­neo. Lo si tro­va scrit­to, sul­la base di pre­cise osser­vazioni sci­en­ti­fiche, in un vol­ume recen­te­mente pub­bli­ca­to da Vene­to Agri­coltura con rifer­i­men­to alla zona di pro­duzione del Bar­dolino, e dunque riguardante la spon­da veronese del Gar­da. E lo affer­ma un ricer­ca­tore di val­ore: il pro­fes­sor Lui­gi Mar­i­ani, docente dell’ di . Cer­to, qualche influen­za del grande mare c’è, ma non così ril­e­vante da poterne usare il rifer­i­men­to nel­la definizione climatica.«Quella in esame», sostiene l’autore, «è un’area inter­na sogget­ta ad un influs­so cli­mati­co del Mediter­ra­neo. Tut­tavia non pos­si­amo dire di trovar­ci di fronte a un vero e pro­prio cli­ma mediter­ra­neo». E questo per­ché, uti­liz­zan­do alcu­ni para­metri in uso negli stu­di di cli­ma­tolo­gia, ce n’è un «man­ca­to soddisfacimento».Gli indi­ca­tori in ques­tione sono quel­li fis­sati dai cli­ma­tolo­gi Vladimir Koep­pen e Sal­vador Rivas Mar­tinez, tedesco l’uno e spag­no­lo l’altro. In par­ti­co­lare, Mar­i­ani spie­ga che il pri­mo, Koep­pen, con­sid­era a cli­ma mediter­ra­neo le aree in cui le piogge cadono per più del 70 per cen­to nel semes­tre inver­nale, men­tre sul Gar­da veronese la per­centuale si ass­es­ta fra il 43 e il 45 per cen­to: trop­po poco. Quan­to a Rivas Mar­tinez, questi clas­si­fi­ca come mediter­ra­nee le aree in cui la piog­gia risul­ti infe­ri­ore al doppio del­la tem­per­atu­ra media men­sile per almeno due mesi l’anno, e questo non è vero per il ter­ri­to­rio garde­sano su cui si pro­duce il Bar­dolino. A propos­i­to: il libro in ques­tione è il «Man­uale d’uso del ter­ri­to­rio», uno stu­dio pluri­en­nale su ter­reni e vigneti, con­dot­to da uno staff di altissi­mo pro­fi­lo, cap­i­tana­to dal pro­fes­sor Attilio Scienza.Dunque cade il mito lacus­tre del­la mediter­raneità. E dunque com’è il cli­ma garde­sano? Mar­i­ani scrive che l’area «pre­sen­ta un cli­ma di tipo tem­per­a­to sub­con­ti­nen­tale», che si qual­i­fi­ca per alcune carat­ter­is­tiche: tem­per­a­ture medie annue che oscil­lano fra i 10 e i 14,4 gra­di, una media del mese più fred­do fra un gra­do sot­to zero e 3,9 gra­di di sopra, medie supe­ri­ori ai 20 gra­di per un peri­o­do che va da uno a tre mesi ed escur­sioni ter­miche annue di oltre 19 gradi.Il prob­le­ma adesso è un altro: come si fa a scri­vere sui depli­ant che il Gar­da ha un cli­ma «tem­per­a­to sub­con­ti­nen­tale»? Non cre­di­amo ci siano dub­bi: la pub­blic­ità tur­is­ti­ca segui­terà a par­lare di un lago dal cli­ma «mediter­ra­neo». E a pub­bli­care foto di olivi, vigne, cipres­si, agavi, ole­an­dri.

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