Colà di Lazise festeggia i 400 anni del morar

23/08/2015 in Attualità
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Di Sergio Bazerla

Ser­a­ta all’in­seg­na del­la sol­i­da­ri­età e del sosteg­no alle popo­lazioni africane del­la Tan­za­nia, saba­to 29 agos­to alle 20, in local­ità al Volto, pre­cisa­mente in piaz­za Poz­zo a Colà, sot­to el moraron.

El Morar e i so pri­mi 400 anni” è il tema del­la ser­a­ta che avrà come incip­it una pre­sen­tazione teatrale dialet­tale pro­mossa appun­to da ” gli ami­ci del Volto” e che sarà inter­val­la­ta da mim­ica e can­ti. Ci sarà anche un momen­to con­viviale con la pos­si­bil­ità di assag­gia­re dei piat­ti tipi­ci del­la tradizione con­tad­i­na garde­sana.

El Moraron è una pianta di inter­esse botan­i­co cen­si­to dal Cor­po Fore­stale del­lo Sta­to per la sua longevità ed ampiez­za. Com­pie infat­ti 400 anni. E’ un gran­dis­si­mo gel­so che da oltre 4 sec­oli vive e veg­e­ta indis­tur­ba­to nel­la corte Al Volto di pro­pri­età dei nobili Da sac­co. Ha perfi­no sus­ci­ta­to l’in­ter­esse di alcu­ni stu­diosi del­la di Firen­ze.

E’ una sor­ta di mon­u­men­to nazionale per Colà ­ spie­ga Emil­iano Castel­lani, che moltissi­mi ” con­vive ” con la pianta risieden­do nel­la corte Al Volto ­ ed è spes­so luo­go di ritro­vo dei cola­ti­ni. E ques­ta vol­ta ci ritro­vi­amo per fare del bene a chi è meno for­tu­na­to di noi. Stare insieme, degu­s­tan­do cose buone, ascoltan­do poe­sie e can­ti, e qualche piece teatrale.”

Il rica­va­to del­la ser­a­ta sarà intera­mente devo­lu­to al prog­et­to Arcus, una onlus sor­ta a Castel­n­uo­vo del Gar­da nel 2013 che sta pro­muoven­do alcune inizia­tive, soprat­tut­to post­ sco­las­tiche per i bam­bi­ni di Mbweni, in Tan­za­nia. ” Sono bam­bi­ni par­ti­co­lar­mente dis­agiati ­ sot­to­lin­ea Castel­lani ­ che han­no bisog­no davvero di tut­to. La scuo­la fa crescere e nobili­ta ogni uomo. Ecco per­ché siamo atten­ti a queste inizia­tive che sono ovvi­a­mente riv­olte alle gen­er­azioni che crescono affinché pos­sano apportare scien­za , cul­tura e moder­nità nei luoghi dove sono nati e dove e screscono.”

Ser­gio Baz­er­la

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