Entro ottobrel’accordo per l’anfiteatro

Colline moreniche

10/04/2007 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Camilla Madinelli

L’amministrazione provin­ciale di Verona alle prese con la riqual­i­fi­cazione dell’anfiteatro moreni­co di Riv­o­li . La quar­ta com­mis­sione Ecolo­gia e Ambi­ente, su pro­pos­ta del con­sigliere di mino­ran­za Vin­cen­zo D’Arienzo, ha dis­cus­so del futuro dell’anfiteatro alla luce dell’accordo di pro­gram­ma fir­ma­to, nell’autunno scor­so, dai comu­ni di Riv­o­li e Capri­no e dal­la soci­età cava Mirabei, che opera nel sito omon­i­mo in local­ità Ruina.Un doc­u­men­to che impeg­na le par­ti in causa a fare un ragion­a­men­to com­p­lessi­vo sul­lo sta­to attuale e sul­la vocazione futu­ra dell’anfiteatro morenico.L’assessore all’ecologia Luca Colet­to ha fat­to il pun­to del­la situ­azione dopo l’ulteriore rin­vio, da parte del­la Com­mis­sione tec­ni­ca provin­ciale ambi­ente, di ogni deci­sione in mer­i­to all’impianto di rici­clag­gio per la pro­duzione di cal­ces­truz­zo avan­za­to dal­la soci­età Mirabei.«La com­mis­sione tec­ni­ca ha ritenu­to oppor­tuno rin­viare ogni deci­sione fin tan­to che l’accordo di pro­gram­ma non sia imposta­to e pien­amente con­di­vi­so», ha pre­cisato l’assessore Colet­to. «La realtà dell’anfiteatro moreni­co è molto com­p­lessa e traval­i­ca quelle che sono le vicende legate a cava Mirabei: si trat­ta di ridefinire le carat­ter­is­tiche di un ter­ri­to­rio che negli anni ha subito molte ferite e che ora neces­si­ta di una riqual­i­fi­cazione generale».Nulla di nuo­vo per il Comi­ta­to spon­ta­neo per la sal­va­guardia dell’anfiteatro, che da tem­po pun­ta il dito su di una realtà dif­fi­cile per il ter­ri­to­rio, mar­to­ri­a­to da trop­pi buchi (il più delle volte diven­tati dis­cariche), aus­pi­can­do un rin­no­va­to inter­esse da parte dei comu­ni e del­la Provin­cia per quel­lo che gli stu­diosi riten­gono «il più per­fet­to degli anfiteatri padano », zona agri­co­la con sen­tieri, sor­gen­ti e persi­no qualche rar­ità botan­i­ca e floreale.Ma quali sono i tem­pi per definire le modal­ità del­la riqual­i­fi­ca? L’assessore Colet­to ammette di vol­er portare a casa entro otto­bre un accor­do il più defini­to pos­si­bile. Già oggi, sec­on­do le parole dell’assessore, l’ingegnere addet­to alla piani­fi­cazione e pro­gram­mazione ter­ri­to­ri­ale del­la Provin­cia, Elis­a­bet­ta Pel­le­gri­ni, eseguirà con un pro­fes­sion­ista ester­no un pri­mo rilie­vo del ter­ri­to­rio, a cui seguiran­no vari ipote­si di riqualificazione.«Una stra­da sarebbe quel­la di bonifi­care tut­ta l’area da cave e attiv­ità estrat­tive, delo­cal­iz­zan­dole in zone più idonee», ha pros­e­gui­to Colet­to, pre­an­nun­cian­do l’opportunità di inserire come parte dell’accordo anche il comune di Affi, il cui ter­ri­to­rio è in parte com­pre­so nell’anfiteatro. Sod­dis­fat­to il con­sigliere D’Arienzo, che ha sot­to­lin­eato come sia impor­tante che la polit­i­ca dia seg­nali e ind­i­rizzi chiari. Sull’aspetto politi­co e sull’importanza di met­tere da parte par­ti­ti e divi­sioni si è pro­nun­ci­a­to il con­sigliere Mario Fac­ci­oli: «In questo caso la Provin­cia ha il com­pi­to di lavo­rare in sin­er­gia con le ammin­is­trazioni locali, di spinger­le al con­fron­to e pen­sare a un prog­et­to con­di­vi­so per andare incon­tro alle esi­gen­ze sia dei pri­vati sia del­la gente di Capri­no e Riv­o­li». D’accordo con Fac­ci­oli sull’obiettivo allarga­to del­la tutela anche il pres­i­dente del­la quar­ta com­mis­sione, Andrea Tognetti.Il con­sigliere di mino­ran­za Ser­gio Ruzzenente, invece, pur apprez­zan­do l’intento, ha rib­a­di­to la sua posizione con­traria ad un’approvazione dell’impianto per la Mirabei che «cos­ti­tuirebbe un prece­dente e che non avrebbe sen­so alla luce di tutte le con­sid­er­azioni in cor­so, anche se carte e per­me­s­si sono a posto».Concreta infine la pro­pos­ta del con­sigliere Gian­car­lo Sabai­ni, che è pure vice sin­da­co a Cavaion: fare un sopral­lu­o­go in local­ità Ruina insieme alla sec­on­da com­mis­sione Pro­gram­mazione e piani­fi­cazione ter­ri­to­ri­ale, per ver­i­fi­care in loco lo sta­to di degra­do com­p­lessi­vo e capire quali pos­sano essere le soluzioni di ricomposizione.

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