Concluso in anticipo di due anni il contratto con il Comune per la gestione del locale, polemiche sulle spese

Colonie Alpine lasciano il lido

13/10/2006 in Attualità
Parole chiave:
Di Luca Delpozzo
Gerardo Musuraca

Bas­ta Colonie alpine al lido Bag­ni. Il Comune, «di accor­do con l’Istituto di pub­bli­ca assis­ten­za e benef­i­cen­za», fan­no sapere dal munici­pio, ha deciso di rescindere in anticipo il con­trat­to che lega­va le Colonie al lido fino al 15 gen­naio 2008. Spie­ga il sin­da­co, : «La deci­sione arri­va dopo un incon­tro chiar­i­fi­ca­tore con il pres­i­dente dell’Istituto, Amos Guat­ta Caldini».Il lido, uni­co con­teni­tore pub­bli­co con fun­zioni socio-ricre­ative del paese, era sta­to affida­to poco pri­ma dell’estate 2005 alle Colonie con una trat­ta­ti­va diret­ta pro­prio in virtù del­la ragione sociale dell’Ipab. L’Istituto avrebbe dovu­to gestire il locale con final­ità sociali, col­lab­o­ran­do con le altre realtà asso­cia­tive del paese, orga­niz­zan­do anche d’inverno un cen­tro di aggregazione. Purtrop­po, però, come fan­no notare anco­ra da viale Fratel­li Lavan­da, «La realtà dei fat­ti è sta­ta diver­sa». «L’Ipab», spie­ga il sin­da­co, «ha gesti­to molto bene il doposcuo­la per i bam­bi­ni, il e l’aspetto rel­a­ti­vo alle final­ità sociali d’inverno. Infat­ti è nos­tra inten­zione las­cia­re questo ambito anco­ra nelle loro mani, come pure la pulizia delle strade e gli altri lavoret­ti che ave­va­mo loro affida­to, indipen­den­te­mente dal lido. Durante la sta­gione tur­is­ti­ca però la ges­tione non è sta­ta cor­rispon­dente alle aspet­ta­tive per­ché il locale non è decol­la­to nè come cen­tro di aggregazione, né come lido o bar con musi­ca serale. Cre­do che nep­pure le Colonie siano sod­dis­fat­te per il lido. Per questo abbi­amo con­clu­so per la rescis­sione con­sen­suale del con­trat­to, con la resti­tuzione delle chi­avi entro tre mesi». Di più il sin­da­co non aggiunge per evitare «inutili tensioni».Argomento di ser­ra­ta dis­cus­sione rischia però di diventare il ten­ta­ti­vo, fino­ra naufra­ga­to, di accor­dar­si sulle rispet­tive spet­tanze. «Le Colonie avan­zano pretese per lavori ese­gui­ti nel locale», con­fer­ma Pas­sionel­li, «vedremo il da far­si. In questo momen­to non c’è accor­do». L’Ipab a sua vol­ta è deb­itore del Comune per 42mila euro per l’affitto. Sol­di fino­ra mai ver­sa­ti e che sono sta­ti ogget­to di reit­er­ate inter­rogazioni al sin­da­co e ai due capi area degli uffi­ci trib­u­ti e pat­ri­mo­nio, da parte del con­sigliere comu­nale di mino­ran­za, Ste­fano Nicotra.A fine set­tem­bre il respon­s­abile dell’area con­tabile del Comune ave­va dif­fida­to con rac­co­man­da­ta le Colonie Alpine, per cer­care di ottenere «l’intero cor­rispet­ti­vo già mat­u­ra­to, mag­gio­ra­to di ottan­ta euro per ogni giorno di ritar­do». A con­ti fat­ti, le Colonie sareb­bero deb­i­tri­ci di una ulte­ri­ore cifra che dovrebbe aggi­rar­si sui set­temi­la euro. Suc­ces­si­va­mente a questo pas­so c’era sta­to l’incontro tra il sin­da­co e il pres­i­dente delle Colonie Alpine, e la deci­sione comune di rescindere antic­i­pata­mente il con­trat­to. Se il con­to non ver­rà salda­to, a quan­to è par­so di capire in munici­pio, si pro­fil­erebbe la pos­si­bil­ità da parte del comune di «iscrizione a ruo­lo» delle Colonie Alpine per la cor­re­spon­sione coat­ti­va di quan­to dovuto.Per nul­la inti­mori­to è il pres­i­dente dell’Ipab, Amos Guat­ta Cal­di­ni. «La ges­tione delle Colonie», ammette, «non è sta­ta sod­dis­facente nep­pure per noi dato che abbi­amo prat­i­ca­to prezzi sociali e non una polit­i­ca di prezzi aggres­si­va, come richiederebbe una log­i­ca com­mer­ciale. A fronte di questo però ave­va­mo da pagare al comune 2.900 euro al mese. Dal pun­to di vis­tao sociale però rite­ni­amo invece di avere rag­giun­to l’obiettivo. Siamo rius­ci­ti a fare lavo­rare d’estate al lido ben tre dis­abili psichi­ci, pagan­doli come per­son­ale qual­i­fi­ca­to e aiu­tan­doli a rein­serir­si». Molto chiare le idee del pres­i­dente delle Colonie anche sull’aspetto con­tabile: «L’amministrazione ci ha con­seg­na­to il lido il pri­mo giug­no 2005, in totale sta­to di abban­dono e, se non ci fos­si­mo sbri­gati a fare dei lavori, avrem­mo per­so la sta­gione. Abbi­amo rimes­so a nor­ma gli impianti: elet­tri­co, idrauli­co, igien­i­co». Guat­ta Cal­di­ni è lap­i­dario: «Abbi­amo fat­to un sopral­lu­o­go col coman­dante dei vig­ili e con un tec­ni­co del Comune e abbi­amo doc­u­men­tazione fotografi­ca di come ci era sta­to con­seg­na­to il lido. A parte gli abbel­li­men­ti esteti­ci, per cui non chiedi­amo rim­bor­si, abbi­amo spe­so ben 59mila euro. Tut­to doc­u­men­ta­to, fat­tura­to e dimostra­to. Di questo vogliamo il rim­bor­so. Pagher­e­mo quan­to dovu­to al Comune ma il Comune, altret­tan­to, ci deve questi sol­di». Di qui la con­clu­sione. «Bisogn­erà arrivare a sta­bilire, tramite la com­mis­sione di arbi­tra­to, le rispet­tive com­pe­ten­ze, sen­za polemiche o sceneg­giate». Da ulti­mo, una stoc­ca­ta «A chi, per fini politi­ci, ten­ta di creare prob­le­mi tra Colonie e ammin­is­trazione. A colui che si è atti­va­to politi­ca­mente, ricor­do che è sta­to tra i pri­mi ad usufruire dei servizi al lido, chieden­do di pot­er orga­niz­zare feste e man­i­fes­tazioni a prez­zo basso».

Parole chiave: