Uomo & Ambiente. Una singolare rassegna fotografica a Lazise mostra il doppio volto del territorio tra Adige e Garda. Gli scatti premiati

Com’è brutto questo bellissimo lago!

18/09/2002 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Lazise

«Sono cir­ca 900 chilometri qua­drati, molto favoriti dal­la natu­ra, che stan­no regre­den­do a causa di ‘marchi umani’ che pos­sono annullare le nos­tre radi­ci. Invece lo svilup­po dovrebbe andare di pari pas­so con la capac­ità di con­ser­vare un ambi­ente inte­gro», spie­ga Mau­r­izio Deli­bori del Ctg. E le dia­pos­i­tive mostra­no «mal­ghe in rov­ina e snat­u­rate sul , ampli­a­men­ti sel­vag­gi di strade tra Riv­o­li e Affi, autostrade stravol­gen­ti, colline sfig­u­rate da costruzioni a Cavaion, oliveti in ‘estinzione’ per far pos­to ad inse­di­a­men­ti tur­is­ti­ci nell’alto lago, ter­raz­za­men­ti spi­a­nati, cave che paiono ferite a cielo aper­to, cen­tri com­mer­ciali detur­pan­ti a Affi». «E poi ci sono tes­ti­mo­ni­anze storiche las­ci­ate all’oblio: inci­sioni rupestri da restau­rare, chiese mon­tane forse des­ti­nate al degra­do, capitel­li fatis­cen­ti anche sul Bal­do, impor­tan­ti pit­ture da sal­vare a Pol». E anco­ra: «Tes­ti­mo­ni­anze civili che andran­no dimen­ti­cate come il telegrafo otti­co a Pas­tren­go, for­ti­fi­cazioni in rov­ina sopra Lubiara». E sono solo assag­gi. «La mostra include una cinquan­ti­na di foto di 12 autori ed è sta­ta pen­sa­ta per­ché come Ctg sti­amo facen­do un per­cor­so conosc­i­ti­vo delle bellezze esisten­ti tra il Bal­do e il Gar­da ed è nos­tro obi­et­ti­vo creare un grande doc­u­men­to che sia tes­ti­mo­ni­an­za e rac­col­ta». Il con­cor­so potrebbe dunque essere anche vis­to come una ricer­ca di «rin­forzi». E, visti i vinci­tori insigni­ti, pare pro­prio che siano sta­ti indi­vid­uati i per­son­ag­gi giusti. Pri­ma clas­si­fi­ca­ta, Vale­ria Gradizzi, 23 anni, di Capri­no che domeni­ca scor­sa era al lavoro e ha «sped­i­to» la sorel­la a riti­rare il pre­mio. Ha vin­to con due «brut­tezze»: «Area per bam­bi­ni», in bian­co e nero, mostra un pez­zo di ter­ra a Pon­ton «che dove­va essere un cam­po giochi ma è las­ci­a­to al degra­do e sta di fronte ad un par­co giochi altret­tan­to trascu­ra­to», spie­ga al cel­lu­lare. «L’altra brut­tura è ‘Chierego, il brut­to del Bal­do’» che, in atte­sa di restau­ro, appare tris­te­mente diroc­ca­to. «Per immor­ta­lare le sue ‘bellezze’ Vale­ria ha trascor­so due giorni sul Bal­do», spie­ga la sorel­la Anna­pao­la. «Ha scel­to ‘Il nos­tro bel Monte’ e ‘Le due pozze’ per i con­trasti. In ‘Le due pozze’ le nubi paiono di un mare in tem­pes­ta ma è un pae­sag­gio mon­tano». (Queste tre ultime opere sono a col­ori). Il sec­on­do pre­mio è anda­to al tedesco Wolf­gang Schmidt. E’ straniero ma tal­mente innamora­to del lago e delle mon­tagne cir­costan­ti che da vent’anni abi­ta a Bren­zone. Sof­fre quan­do vede cer­ti scem­pi e, pun­tual­mente, fotografa. Vince con «27 anni per inquinare il Gar­da… e 27 anni per rip­ulir­lo». Nel­la foto, in bian­co e nero, campeg­giano due tubi sfat­ti tra le acque di Bren­zone, «Il soli­to ‘tombi­no’ scop­pi­a­to», com­men­ta la didas­calia. Due ragazzi sono ripresi men­tre saltano sulle con­dut­ture ben atten­ti a non «sporcar­si i pie­di» toc­can­do l’acqua. Da notare, di Schmidt, due foto-doc­u­men­to: “Pri­ma e dopo, ver­so Cam­po di Bren­zone, 1975 e… 2000” . «Stan­no cemen­tan­do anche i sen­tieri», nota. «Ed è una ver­gogna come Cam­po è trascu­ra­to: quel paese anti­co sta andan­do in rov­ina, il ‘castel­lo’ è in pie­di per mira­co­lo», dice con amarez­za. Anche il vinci­tore del ter­zo pre­mio, Bruno dal­la Mura, di Chie­vo, Verona, è sta­to col­pi­to da quel paesino che dom­i­na il lago. La sua foto, in bian­co e nero, è «Il rumore del silen­zio a Cam­po». Il sogget­to sono due enor­mi olivi sec­o­lari: «Ecco l’idea del­la memo­ria stor­i­ca che non dob­bi­amo perdere», rib­adisce Deli­bori. Bar­bara Bertasi Lazise. La mano dell’uomo può esaltare o dis­trug­gere le mer­av­iglie nat­u­rali che ci stan­no attorno, ma ci sono occhi che vedono e obi­et­tivi che san­no fer­mare per sem­pre certe immag­i­ni. Qual­cuno lo ha fat­to, e bene, ed è a loro che sono andati i pre­mi mes­si in palio dagli ideatori del­la mostra «A futu­ra memo­ria, bellezze e brut­ture tra Adi­ge e Gar­da». Una rasseg­na orga­niz­za­ta dal Cen­tro tur­is­ti­co gio­vanile Monte Bal­do di Capri­no, in col­lab­o­razione con gli ami­ci dell’Eremo del­la Roc­ca del Gar­da, l’Associazione “Francesco Fontana” di Lazise e il Cen­tro stu­di per il ter­ri­to­rio bena­cense di Tor­ri. La rasseg­na è sta­ta infat­ti pretesto per un con­cor­so e la pre­mi­azione è avvenu­ta nel­la chieset­ta di San Nicolò al por­to. I nomi dei pri­mi tre clas­si­fi­cati sono sta­ti resi noti sola­mente dopo la proiezione di due serie di dia­pos­i­tive che ben han­no introdot­to nel­lo «spir­i­to» del­la mostra. Le immag­i­ni mostrate nel­la splen­di­da chiesa del XII sec­o­lo, che resterà sede del­la rasseg­na fino a domeni­ca prossi­ma 29 set­tem­bre (orario di aper­tu­ra: 20.30–22; saba­to e domeni­ca: 9–12.30 e 15–22), sono state una chiara panoram­i­ca di come il ter­ri­to­rio che è com­pre­so tra il fiume Adi­ge e il rischi di essere stra­volto dall’uomo.

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