Iniziano gli accessi a numero chiuso concordati tra la proprietà e il consorzio albergatori

Come in un film, visita all’Isola del Garda

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Di Luca Delpozzo
Simone Bottura

L’ apre il suo prezioso scrig­no di tesori ai cli­en­ti del­la Riv­iera dei Limoni. Gra­zie all’accordo rag­giun­to tra la pro­pri­età dell’isola, la famiglia Cavaz­za, e gli alber­ga­tori dell’Alto Gar­da bres­ciano il pac­chet­to dell’offerta tur­is­ti­ca si arric­chisce di ques­ta nuo­va oppor­tu­nità, una visi­ta gui­da­ta di cir­ca 90 minu­ti tra i seg­ni del­la sto­ria e le leggende sec­o­lari di quest’isola splen­di­da e mis­te­riosa. L’Isola del Gar­da, pos­ta tra Salò e Maner­ba, è la più grande del lago. Vi spic­ca, imm­er­sa, in un eccezionale par­co all’inglese, ric­co di piante sec­o­lari, un’imponente vil­la in stile neogoti­co veneziano. Lo stori­co Giuseppe Solitro nel suo «Bena­co» del 1897 la descrive così: «Dis­te­sa da ponente a lev­ante a fog­gia di nave è cin­ta tut­ta attorno di roc­ce; den­tro è un gia­rdi­no amenis­si­mo con boschet­ti di allori e ulivi e agru­mi e palme e agavi gigan­tesche e altre piante più rare, e cav­erne e peschiere arti­fi­ciali e zampil­li e fontane». Sec­on­do il Solitro l’isola fu com­pra­ta nel 1220 da San Francesco d’Assisi, che vi costruì un monas­tero e vi sta­bilì i frati dell’Ordine da lui fonda­to; fu il pri­mo romi­to­rio di frati minori in provin­cia di Bres­cia. Si nar­ra che dopo San Francesco vi appro­darono anche Sant’Antonio da Pado­va e San Bernardi­no da Siena, il quale, giun­tovi per la pri­ma vol­ta nel 1422, avrebbe pro­mosso nel­la parte ori­en­tale dell’isola la real­iz­zazione del con­ven­to. Lo stes­so san­to ne avrebbe trac­cia­to il dis­eg­no in stile frances­cano: cel­lette con finestrelle gotiche e pic­coli chiostri a gia­rdi­no. Espul­si i reli­giosi dall’isola nel peri­o­do napoleon­i­co, nel con­ven­to ricavò l’abitazione il con­te Lui­gi Lechi, che ne fece un cen­tro di cospi­razione risorg­i­men­tale. Nel 1860 l’isola fu acquis­ta­ta dal Gov­er­no ital­iano, che vi fab­bricò caserme e per qualche tem­po vi tenne un pre­sidio di sol­dati. Il duca Gae­tano De Fer­rari di Gen­o­va e sua moglie, l’arciduchessa rus­sa Anna Maria Annenkoff, diedero al palaz­zo dell’isola l’aspetto attuale: la grande vil­la in stile neogoti­co veneziano, opera dell’architetto Lui­gi Rov­el­li, fu costru­i­ta affac­cia­ta a sud tra il 1900 e il 1903 con un’architettura ispi­ra­ta ai palazzi veneziani. A un’estremità una torre quadra­ta, men­tre la fac­cia­ta prin­ci­pale guar­da su un incan­tev­ole gia­rdi­no a ter­razze, dove siepi dec­o­ra­tive dis­eg­nano gli stem­mi di famiglia dei pro­pri­etari dell’isola. Nel par­co essen­ze esotiche, grotte arti­fi­ciali e canali. Ora sarà pos­si­bile vis­itare il par­co, i gia­r­di­ni e due sale del palaz­zo. Le parten­ze in moto­scafo avver­ran­no da Salò, Gar­done e Mader­no con preno­tazione negli alberghi. Al ter­mine del­la visi­ta un pic­co­lo rin­fres­co sul ter­raz­zo del­la villa.

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