Come portare il Lago di Garda al passo con i tempi

Di Luigi Del Pozzo

Il Lago di Gar­da è indub­bi­a­mente una delle mete più sot­to­va­l­u­tate del nord Italia: la sua bellez­za pae­sag­gis­ti­ca viene peren­nemente offus­ca­ta dal più famoso Lago di Como e i suoi VIP, più vici­no a cit­tà impor­tan­ti come . La zona a cav­al­lo tra Lom­bar­dia, Vene­to e Trenti­no Alto Adi­ge in realtà non ha nul­la da invidiare agli altri laghi ital­iani sot­to ogni pun­to di vista: il pae­sag­gio è var­ie­ga­to e si svilup­pa lun­go tut­to il perimetro del baci­no, con zone più pianeg­gianti e più mon­tu­ose a sec­on­da del­la lat­i­tu­dine, e le colline sono terre fer­tili per vini e oli rino­mati. Anche la sce­na cul­tur­ale e dell’intrattenimento è di prim’ordine: e Cane­va fan­no da traino come parchi diver­ti­men­ti nel­la zona sud, men­tre Salò por­ta anco­ra con sé i ricor­di del­la Sec­on­da Guer­ra Mon­di­ale. Ovvi­a­mente non pos­si­amo dimen­ti­care le terme e la roc­ca di Sirmione, per­fet­to rifu­gio per chi è in cer­ca di relax e benessere, o le acque cristalline di Riva del Gar­da e le lezioni di wind­surf per cui la zona nord è famosa. Per­ché dunque la zona gar­dense non gode del­la stes­sa fama delle sue con­tropar­ti Lom­barde?

IMAGE SOURCE: Pexels.com

Come sfruttare pae­sag­gio e infra­strut­ture

Anche se si trat­ta di una meta che attrae una buona fet­ta di tur­isti, soprat­tut­to prove­ni­en­ti dal nord Europa, bisogna ammet­tere che la zona del Gar­da si è ada­gia­ta sug­li allori. In quan­to a ricezione tur­is­ti­ca negli ulti­mi anni non si è vista nes­suna impor­tante inno­vazione e quest’area ha vis­su­to di ren­di­ta del tur­is­mo che si era ora­mai con­sol­ida­to a par­tire dagli anni ’70 e ‘80. Sono purtrop­po pochi gli esem­pi di prog­et­ti volti a aumentare l’offerta tur­is­ti­ca, anche se le idee non man­cano. Un esem­pio su tutte è la pista cicla­bile panoram­i­ca che ver­rà inau­gu­ra­ta nei prossi­mi giorni: 140 km di per­cor­so che andran­no a creare la più spet­ta­co­lare trat­ta ded­i­ca­ta alle due ruote. Il prog­et­to è ambizioso, ma il risul­ta­to promette di essere davvero moz­zafi­a­to e di attrarre ciclisti da tut­to il con­ti­nente, for­nen­do un per­cor­so sicuro e uni­co dove pot­er esplo­rare la regione sul pro­prio mez­zo prefer­i­to. Con l’arrivo dell’estate giunge però anche il momen­to di riflet­tere sul poten­ziale non sfrut­ta­to e di vol­gere lo sguar­do alla ricer­ca di esem­pi vir­tu­osi di come riv­i­tal­iz­zare la pro­pria offer­ta in fat­to di tur­is­mo.

Una nuo­va are­na

Data la bellez­za e la scenic­ità di alcune strut­ture, il lago ha tut­to il poten­ziale per trasfor­mar­si in un cen­tro per spet­ta­coli su larga scala all’aperto, soprat­tut­to durante la sta­gione esti­va. Trovan­do ispi­razione nel­la tat­ti­ca mes­sa in atto da Las Vegas, una vol­ta indi­vid­u­a­ta una loca­tion adat­ta, si potrebbe dare il via ad una serie di spet­ta­coli e con­cer­ti, anche di una stret­ta selezione di artisti di un cer­to pro­fi­lo, in modo da ren­dere ques­ta zona un nuo­vo epi­cen­tro del­la sce­na musi­cale e dell’intrattenimento, poten­do ben­e­fi­cia­re del baci­no di pub­bli­co già attrat­to nel­la zona dal­la vic­i­na . L’infografica di Bet­way Casi­no indi­ca chiara­mente come tale prog­et­to si pos­sa riv­e­lare profi­c­uo sia per l’economia locale che per gli artisti: da Elvis Pres­ley a Celine Dion, i più gran­di nomi del­la sce­na inter­nazionale sono pas­sati per Las Vegas, guadag­nan­do fino a 548.054.000 dol­lari amer­i­cani per spet­ta­co­lo. Anche nomi più “mod­esti” si sono esi­biti al Colos­se­um, all’interno del com­p­lesso del Ceasar’s Palace: ricor­diamo Brit­ney Spears, Lady Gaga e Mari­ah Carey, i cui spet­ta­coli nel­la cit­tà del pec­ca­to han­no fat­to il tut­to esauri­to e le han­no con­sacrate defin­i­ti­va­mente nell’Olimpo dei più gran­di.

Dal pal­cosceni­co alla tavola

La musi­ca non è di cer­to l’unica opzione da con­sid­er­are. Il baci­no del Gar­da può con­tare su un’offerta enogas­tro­nom­i­ca invidi­a­bile, ma forse poco conosci­u­ta rispet­to ad altri prodot­ti ital­iani con­siderati più tipi­ci. Par­tendo dal , tro­vi­amo ad esem­pio il Bar­dolino al e il Valpo­li­cel­la all’Amarone. La zona di Bar­dolino è forse la più ric­ca di vigneti, ma il Lago di Gar­da non è solo sinon­i­mo di rosso: per gli aman­ti del bian­co e del friz­zante tro­vi­amo il Cus­toza e il Lugana, adat­to soprat­tut­to agli aper­i­tivi, momen­to di con­vivi­al­ità di cui la ter­ra vene­ta è maes­tra. Le acque del lago e i suoi prodot­ti dan­no poi una mar­cia in più all’offerta enogas­tro­nom­i­ca: oltre agli otti­mi piat­ti di ter­ra, la cuci­na garde­sana si dif­feren­zia per i piat­ti a base di pesce d’acqua dolce, tipo di pesca­to questo non sem­pre conosci­u­to dai tur­isti e per questo ritenu­to una spe­cial­ità molto ricer­ca­ta. Il sapore risul­ta infat­ti meno pun­gente ma più pro­fon­do e cor­poso, donan­do a zuppe e sug­hi note uniche. Il pesce però è otti­mo anche sem­plice­mente alla griglia, come i famosi filet­ti di tro­ta agli agru­mi, piat­to leg­gero e raf­fi­na­to per­fet­to da gustare in ter­raz­za sulle sponde del lago. Un dis­cor­so a parte va ded­i­ca­to al limon­cel­lo e alla grap­pa, liquori apparte­nen­ti alla tradizione vene­ta e più in gen­erale del nord Italia, ma che trovano una sec­on­da casa nel­la zona del Gar­da: non si con­tano gli innu­merevoli lab­o­ra­tori arti­gianali che pro­ducono questi diges­tivi in loco, per­fet­ti per con­clud­ere i pasti e per sor­pren­dere i tur­isti con un prodot­to tradizional­mente arti­gianale. Si potreb­bero dunque svilup­pare o pro­muo­vere ulte­ri­or­mente per­cor­si del gus­to pen­sati attorno alla figu­ra del tur­ista, che met­tano in evi­den­za le eccel­len­ze locali e non solo prodot­ti tipi­ca­mente ital­iani, reperi­bili in qual­si­asi altra zona del­la peniso­la, per rimar­care l’esclu­siv­ità del­l’of­fer­ta gar­dense.

IMAGE SOURCE: Pexels.com

Risul­ta lam­pante che il baci­no del Gar­da abbia molto di più da offrire di quan­to non met­ta in vet­ri­na. Bisogn­erà con­tin­u­a­mente pro­porre nuove idee e pren­dere spun­to da realtà nos­trane ed estere già con­sol­i­date per riaf­fer­mare il poten­ziale tur­is­ti­co del­la zona ed attrarre sem­pre più tur­isti, siano questi inter­es­sati al diver­ti­men­to, alla cul­tura, allo sport o alla buona tavola.