Nell’auditorium di San Giovanni l’incontro promosso da Regione e Comune. Tecnici e amministratori a confronto per trovare strategie condivise e fondi per il futuro del Garda

Come salvare il lago. Oggi un convegno

13/03/2009 in Convegni
Di Luca Delpozzo
G.M.

«Prob­lem­atiche ambi­en­tali del lago di Gar­da. Appro­fondi­men­ti e pro­poste di risana­men­to». È il tito­lo del con­veg­no pre­vis­to per oggi alle 10, nell’auditorium del­la chiesa di San Gio­van­ni, pro­mosso dal­la Regione in col­lab­o­razione con i comu­ni del lago. Al cen­tro dell’incontro — cui parteciper­an­no enti di pri­mo piano quali il Con­siglio nazionale delle ricerche, l’Arpav, l’Istituto agrario di San Michele all’Adige, l’Ags, l’ Ca’ Fos­cari e l’Istituto per lo stu­dio degli eco­sis­te­mi di Pal­lan­za — sarà un’ anal­isi del­la situ­azione ambi­en­tale, tur­is­ti­ca, edilizia ed edi­fi­ca­to­ria del Garda.In questi anni, il lago non è sta­to cer­to risparmi­a­to da spec­u­lazioni edilizie che, come denun­ci­a­to anche dai comi­tati ambi­en­tal­isti, han­no por­ta­to al con­sumo di risorse e ter­ri­to­rio in cam­bio di nul­la. Nuove paven­tate strade di acces­so foriere di mas­s­ic­cia via­bil­ità, diver­si casi di «res­i­dence tur­is­ti­co- alberghieri», riven­du­ti come sec­onde case gra­zie ai buchi di una parte del­la legge sul tur­is­mo, la numero 33 del 2002 del­la Regione, van­no a com­pletare un «quadro sim­il-dis­as­troso», come evi­den­zi­a­to­dal­lo scrit­tore Vit­to­rio Mes­sori in un incon­tro a Cisano.«Il lago», ha det­to l’assessore regionale all’ambiente Gian­car­lo Con­ta, pro­mo­tore dell’iniziativa con il sin­da­co di Tor­ri, , «si pre­sen­ta come cerniera tra Regioni. Ognuna ha legifer­a­to in modo autonomo. Una polit­i­ca ambi­en­tale non sem­pre uni­vo­ca uni­ta­mente a una pres­sione antrop­i­ca cres­cente rischi­ano di com­pro­met­tere la qual­ità dell’area garde­sana. L’assessorato alle politiche ambi­en­tali del Vene­to vuole riqual­i­fi­care la zona costiera. L’obiettivo è quel­lo di pre­dis­porre una nor­ma­ti­va regionale di piani­fi­cazione e tutela, in analo­gia alla legge regionale15 del 2007 per l’ Adri­ati­co, garan­ten­do ai comu­ni l’accesso a fon­di di finanzi­a­men­to». «Vogliamo», ha con­clu­so Con­ta, «isti­tuire una com­mis­sione tec­ni­ca per­ma­nente di stu­dio e con­cer­tazione degli inter­ven­ti», con il com­pi­to di sup­port­are le scelte pro­gram­matiche. L’auspicio è che queste inizia­tive siano con­di­vise con Trenti­no e Lom­bar­dia. Vedremo quin­di se l’incontro di oggi saprà essere un momen­to di utile sin­te­si per garan­tire la salvez­za del più impor­tante baci­no d’Italia. E, soprat­tut­to, si capirà se, tan­to gli ammin­is­tra­tori locali quan­to quel­li region­ali, oltre a par­lare ai con­veg­ni, vor­ran­no dare disponi­bil­ità e met­tere sul piat­to pro­poste con­crete e real­iz­z­abili.