Dopo l’esposto di Chincarini il primo cittadino di Garda sollecita una commissione d’inchiesta allargata ai Comuni colpiti dall’alluvione. Coinvolti ministero, prefetto, Regione e Magistrato

Comencini chiede aiuto ai sindaci «Vediamo se Mantova è colpevole»

28/11/2000 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Angelo Peretti

Le dichiarazioni rilas­ci­ate a L’Arena dall’ingegner Quar­ta del Nucleo oper­a­ti­vo del Mag­is­tra­to alle acque di Man­to­va han­no fat­to arrab­biare i sin­daci del­la riva vene­ta del lago. I pri­mi cit­ta­di­ni di Peschiera e di Gar­da non han­no fat­to atten­dere la loro reazione: l’uno ha inoltra­to un espos­to alla Procu­ra, l’altro ha chiesto for­mal­mente la nom­i­na di una com­mis­sione d’inchiesta allarga­ta ai sin­daci dei cen­tri riv­ieraschi allu­vionati. Come L’Arena ha rifer­i­to nei giorni scor­si, il sin­da­co di Peschiera, l’onorevole ha fat­to sen­tire la pro­pria voce dicen­do che il fun­zionario man­to­vano «mente quan­do affer­ma di non aver potu­to aumentare il deflus­so delle acque del lago tra fine otto­bre e i pri­mi di novem­bre per­chè il Po non era in gra­do di rice­vere di più». Chin­car­i­ni, che sull’emergenza del lago ave­va già pre­sen­ta­to un’interrogazione al Min­istro dei lavori pub­bli­ci e dell’ambiente, ha inoltra­to un espos­to in Procu­ra. Ora anche il sin­da­co di Gar­da, Gior­gio Comenci­ni, è pas­sato dura­mente all’attacco, scriven­do al Min­is­tero dei lavori pub­bli­ci, al Prefet­to di Verona, al pres­i­dente del­la e al Mag­is­tra­to alle acque di Venezia per chiedere la nom­i­na di una com­mis­sione d’inchiesta. A Comenci­ni non è pro­prio anda­ta giù una dichiarazione dell’ingegner Gae­tano Quar­ta, quel­la in cui dice­va che «i veri peri­coli e non qualche can­ti­na alla­ga­ta si ver­i­f­i­cano solo quan­do viene super­a­to il lim­ite di guardia pos­to a 175 cen­timetri sopra lo zero idro­met­ri­co». Il lago, ricor­da infat­ti nel­la sua mis­si­va il sin­da­co di Gar­da, «ha rag­giun­to e super­a­to il liv­el­lo idro­met­ri­co dei 175 cen­timetri, come da tele­fax del Mag­is­tra­to alle acque del Nucleo oper­a­ti­vo di Verona». Quan­to meno, c’è una sostanziale dis­cor­dan­za fra le autorità verone­si e man­to­vane. Non solo, ma Comenci­ni nel­la let­tera ind­i­riz­za­ta al Min­is­tero, alla Prefet­tura e al Mag­is­tra­to alle acque, ricor­da che l’ingegner Quar­ta non ha parte­ci­pa­to alla riu­nione tenu­tasi lo scor­so 21 novem­bre pres­so la Prefet­tura di Verona e che «preferisce rilas­cia­re dichiarazioni al gior­nale piut­tosto che con­frontar­si con Prefet­to, asses­sore regionale, sin­daci e diri­gen­ti del­lo Sta­to». Per tut­to questo, «si chiede la nom­i­na di una com­mis­sione vol­ta ad accertare le sin­gole respon­s­abil­ità ed aper­ta ai sin­daci dei Comu­ni col­pi­ti dall’emergenza». Come si ricorderà, nei giorni scor­si Comenci­ni era già inter­venu­to sul­la crisi dei liv­el­li lacus­tri chieden­do il riconosci­men­to del­lo sta­to di emer­gen­za.

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