Commenti ai fatti del tempo

Di Redazione
Calibano

Accade sovente che dopo peri­o­di di rel­a­ti­va stasi, improvvisa­mente in un tem­po bre­vis­si­mo accadano un gran numero di avven­i­men­ti, dei quali si fa fat­i­ca a ten­er­si al cor­rente. Così è cap­i­ta­to da mar­zo a oggi. E pro­prio per la quan­tità di even­ti, cer­chi­amo di pro­cedere con qualche ordine.

Avven­i­men­ti “interni”, atto pri­mo. Il 4 mar­zo defla­gra una specie di bom­ba: il Sud ha vis­to la vit­to­ria dei Cinque Stelle e il Nord quel­la del­la coal­izione di destra. La pri­ma pre­oc­cu­pazione è dell’Unione euro­pea che preme sul pres­i­dente Ser­gio Mattarel­la per­ché for­mi un gov­er­no “benevi­so” alla Ue e ai “poteri for­ti”. Risul­ta­to: Mattarel­la non inter­pel­la la coal­izione vin­cente (destra) come avrebbe dovu­to. Fat­to a lui e alla Ue impre­vis­to: i due par­ti­ti che ave­vano i mag­giori suf­fra­gi trovano il sis­tema di coal­iz­zarsi e chiedono che alla loro coal­izione ven­ga affida­to il gov­er­no. Obtor­to col­lo Mattarel­la lo con­cede, ma la sceneg­gia­ta continua.

Quan­do, dopo set­ti­mane di trat­ta­tive, con­ces­sioni e lima­ture i due par­ti­ti gli por­tano la lista dei min­istri, egli non la appro­va gius­ti­f­i­can­do il suo dire con il fat­to che vi era elen­ca­to Pao­lo Savona quale Min­istro dell’Economia, con­sid­er­a­to in odore di anti-Ue e anti euro, con impun­tatu­ra prob­a­bil­mente richi­es­ta da Mario Draghi, arcin­e­mi­co di Savona. Manda­to a bag­no il gov­er­no pro­pos­to, Mattarel­la cer­ca di cos­ti­tuirne un altro guida­to dal pro­fes­sor Cottarel­li, che sarebbe dura­to per lo spazio di un’es­tate fino a nuove elezioni. Cottarel­li fa del suo meglio per met­tere assieme i min­istri, ma tro­va la log­i­ca resisten­za a un’of­fer­ta di parte­ci­pare a un gov­er­no osteggia­to dal Par­la­men­to e per solo una man­ci­a­ta di mesi.

Nel frat­tem­po accade un fat­to che né la Ue né Mattarel­la ave­vano pre­vis­to: il popo­lo non ha gra­di­to quan­to è sta­to fat­to e sta nascen­do una soll­e­vazione popo­lare, che è prob­a­bile esplo­da il vici­no 2 giug­no, fes­ta del­la Repubblica.

La sceneg­gia­ta va avan­ti. La coal­izione vin­cente pro­pone un gov­er­no con lo sposta­men­to di Savona al Min­is­tero dei Rap­por­ti con l’Eu­ropa. Il 2 giug­no si avvic­i­na e sono già pronte man­i­fes­tazioni in tut­to il Paese. Mattarel­la a quel pun­to cede e appro­va il gov­er­no Con­te for­ma­to dal­la Lega e dal Movi­men­to Cinque Stelle. Le man­i­fes­tazioni che non pos­sono essere can­cel­late ven­gono riv­olte a glo­ria del­la Repubblica.

Fine del­la sceneggiata.

Il gov­er­no entra in car­i­ca con Giuseppe Con­te pres­i­dente del con­siglio, Di Maio e Salvi­ni vice. A Salvi­ni va anche il Min­is­tero dell’Interno.

Atto sec­on­do:

In Europa grande coster­nazione. Abit­uati a pren­dere a pesci in fac­cia l’I­talia, dopo qualche insul­to (i mer­cati gli inseg­n­er­an­no a votare) cam­biano reg­istro e tut­ti, la Merkel, Junker, il gran sac­er­dote di Brux­elles Ver­hof­s­tadt, riconoscono che l’I­talia è sta­ta dimen­ti­ca­ta e che occorre prestar­le con­sid­er­azione. I lucu­moni del­la Comu­nità euro­pea vedono ampli­ar­si il cam­po degli euroscetti­ci, già largo (Polo­nia, Unghe­ria, Repub­bli­ca ceca, Aus­tria, Repub­bli­ca slo­vac­ca) con l’I­talia, uno dei fonda­tori del­la CEE-UE e dei mag­giori Sta­ti europei.

Atto ter­zo: le Ong. Fino a qualche tem­po fa le navi noleg­giate dalle Ong agi­vano d’amore e d’ac­cor­do con i negri­eri che orga­niz­za­vano le parten­ze dei cosid­det­ti “migranti” dal­la Lib­ia for­man­do dei “con­vogli” di gom­moni semi-sgon­fi che arriva­vano fino al lim­ite delle acque ter­ri­to­ri­ali libiche, dove le com­pia­cen­ti Ong anda­vano a recu­per­are i trasportati men­tre i moto­scafi “rimorchi­a­tori” tor­na­vano ver­so il por­to di parten­za. Fra i benevoli rac­cogli­tori di “naufraghi” volon­tari c’è anche un vec­chio rompighi­ac­cio rib­at­tez­za­to Aquar­ius, noleg­gia­to per fare il taxi del mare con migranti dal­la Lib­ia alla Sicil­ia,. L’ Aquar­ius va al soli­to pos­to a rac­cogliere la pre­vista tranche di migranti e volge la prua, al soli­to, ver­so la Sicil­ia. Sor­pre­sa: il nuo­vo min­istro del­l’in­ter­no Mat­teo Salvi­ni ha chiu­so i por­ti ital­iani. “Per­ché non andate a Mal­ta che è sul­la strada?”

Mal­ta, dopo ter­giver­sare, dà il per­me­s­so, ma i “migranti”  protes­tano;  loro han­no paga­to per andare in Italia, mica a Mal­ta. Il coman­dante pros­egue, ma lo infor­mano che in Italia non potrà attrac­care. Allo­ra si mette a girare nelle vic­i­nanze in atte­sa di tem­pi migliori.

A ter­ra si scate­na il pan­de­mo­nio, Salvi­ni è appog­gia­to dal popo­lo, e  ha tut­ti gli altri con­tro: coop­er­a­tive, Ong, Papa Bergoglio, i vescovi, le oppo­sizioni par­la­men­tari, per­son­ag­gi come Saviano, Stra­da e Macron. Dove man­dare l’ Aquar­ius ? Mal­ta non la vuole, Macron non la vuole;  per for­tu­na c’è il neo nom­i­na­to Sanchez che ha bisog­no di far­si pub­blic­ità in cam­po inter­nazionale, che la accetterà a Valen­cia per 45 giorni, sceglierà i veri profughi e rim­pa­tri­erà gli altri… Il coman­dante fa rot­ta ver­so ovest, poi ver­so nord, pas­san­do ad est del­la Sardeg­na per evitare il Gol­fo del Leone in tem­pes­ta (forse ave­va ragione) e nav­i­gan­do lenta­mente che più lenta­mente non si può (7,7 miglia all’o­ra) va ver­so la peniso­la iber­i­ca dove arri­va , scor­ta­to da due “angeli cus­to­di” del­la Mari­na Mil­itare ital­iana che han­no a bor­do un po’ di suoi “migranti”, il 17 giugno.

L’Eu­ropa si sveg­lia e i lucu­moni dicono che occorre rivedere tut­ta la nor­ma­ti­va sug­li immi­grati. Prosit.

Avven­i­men­ti “esterni”: adesso guardiamo fuori dal­la fines­tra. Lo scor­so anno è sta­to dom­i­na­to dal­la pre­oc­cu­pazione (e talo­ra pau­ra) di una guer­ra nucleare fra la Corea del Nord e gli Sta­ti Uni­ti, con annes­so lan­cio di razzi sem­pre più poten­ti da parte del­la pri­ma  e la “fac­cia feroce” degli Usa che ave­vano manda­to la flot­ta nel Paci­fi­co. Poi la Corea del Nord e quel­la del Sud decis­ero di parte­ci­pare alle Olimpia­di inver­nali insieme. La cosa andò bene e dopo un po’ fil­trò la notizia che Kim Jong-un non sarebbe sta­to alieno dal­l’in­con­trare Trump. Questi non si las­ciò scap­pare l’oc­ca­sione e inviò Mike  Pom­peo in Corea del Nord per inda­gare le pos­si­bil­ità di tale incon­tro. Nel frat­tem­po fra i leader delle due coree ci fu un fac­cia a fac­cia “frater­no” che pone­va fine a 65 anni di ostil­ità fra i due popoli fratelli.

Il sum­mit, deciso per il 12 giug­no a Sin­ga­pore, ebbe luo­go in un’at­mos­fera migliore di quel­la che si sarebbe potu­ta prevedere tra  nemi­ci che si era­no scam­biati accuse, insul­ti e con­tu­melie per 65 anni. Venne fir­ma­to un doc­u­men­to con­giun­to. Trump invitò Kim Jong-un alla Casa Bian­ca, invi­to che quest’ul­ti­mo accolse. Pri­mo fat­to con­cre­to: le spoglie dei sol­dati amer­i­cani cadu­ti nel­la guer­ra del 1953 in Corea del Nord stan­no venen­do ripor­tate negli Usa. Il mon­do tira un sospiro di sol­lie­vo. I soli­ti cre­ti­ni oppos­i­tori di Trump lo accu­sano di aver salu­ta­to mil­i­tar­mente un gen­erale nord­core­ano che lo ave­va salu­ta­to. A me pare solo edu­cazione e cortesia.

Cal­ibano