Fa discutere la decisione del Governo di cancellare gli enti comprensoriali

Comunità montana la «ricetta» della Lega

31/10/2008 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Luciano Ranzanici

Arri­va la scure del Gov­er­no sulle comu­nità mon­tane? Ad annun­cia­r­lo pro­prio in un con­veg­no in Valsab­bia era sta­to nelle scorse set­ti­mane il sot­toseg­re­tario leghista all’Economia, . L’ipotesi di abolire le comu­nità mon­tane ave­va cre­ato più di una per­p­lessità fra le forze politiche.Ora pro­prio la Lega, quel­la camu­na, si fa pro­motrice di una pro­pos­ta pilota per razion­al­iz­zare gli enti come la comu­nità mon­tana (che in Val­ca­mon­i­ca per con­siglieri rap­p­re­sen­ta una delle assem­blee elet­tive più numerose dell’intera peniso­la) e i baci­ni imbriferi montani.«LA NOSTRA — han­no spie­ga­to il seg­re­tario provin­ciale del­la Lega Camu­na, Mario Maiset­ti, e l’assessore provin­ciale Ric­car­do Mini­ni — vuole rap­p­re­sentare una pro­pos­ta di sper­i­men­tazione che, una vol­ta approva­ta, potrà fun­gere da mod­el­lo per l’intero ter­ri­to­rio nazionale». I due mag­giori espo­nen­ti leghisti del­la Val­ca­mon­i­ca han­no inten­zione di pre­sentare la loro pro­pos­ta agli organi di gov­er­no tramite i rap­p­re­sen­tan­ti politi­ci del ter­ri­to­rio. Il loro è un con­trib­u­to «forte» nell’ambito del rias­set­to degli enti ter­ri­to­ri­ali pre­vis­to dal gov­er­no, al fine di «dare un’organizzazione più mira­ta ed effi­ciente alle risorse attuali, fra l’altro scarse e mal gestite».IN DETTAGLIO, di che si trat­ta? La Lega Nord di Val­ca­mon­i­ca pro­pone di accor­pare in un uni­co ente la Comu­nità mon­tana, il Bim, i Con­sorzi fore­stali e la Secas. I due rap­p­re­sen­tan­ti dei “lum­bard” par­lano di un’iniziativa sper­i­men­tale, un lab­o­ra­to­rio a liv­el­lo nazionale in relazione alla rior­ga­niz­zazione degli enti.«Proponiamo — spie­gano — un uni­co ente gestore, così da risparmi­are i costi di man­ten­i­men­to, al fine di inve­stire queste economie in inter­ven­ti a favore del ter­ri­to­rio e dei cittadini».Parallelemente andreb­bero trasferite nel­la nuo­va realtà le «azioni pri­marie» di Secas, che «entr­erebbe come parte inte­grante del nuo­vo ente, con una lin­ea di ind­i­riz­zo pro­pria, così da oper­are in maniera più coor­di­na­ta con gli altri sogget­ti, per con­sen­tire un uni­co obi­et­ti­vo, ovvero lo svilup­po inte­gra­to del­la Valle».I due espo­nen­ti leghisti riten­gono che per pot­er giun­gere alla cos­ti­tuzione del nuo­vo ente sarebbe nec­es­sario che le forze politiche, che rap­p­re­sen­tano il 95% dei cit­ta­di­ni del­la Valle, indichi­no la nom­i­na di tre rap­p­re­sen­tan­ti isti­tuzion­ali, che avran­no il com­pi­to di preparare lo statu­to e il rego­la­men­to del nuo­vo ente, sot­to­po­nen­doli infine agli espo­nen­ti delle isti­tuzioni e ai camu­ni.

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