Alpini, la missione continua Il gruppo ha un nuovo capo. Renato Gandini ha sostituito dopo 16 anni Germano Caiola

Con la festa il passaggio del testimone

25/04/2001 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Silvio Stefanoni

Una splen­di­da gior­na­ta di sole ha accom­pa­g­na­to, a Poz­zolen­go, la fes­ta degli . La soli­ta fes­ta annuale, ma con alcune novità. Per esem­pio c’è sta­to l’esordio uffi­ciale del nuo­vo capogrup­po Rena­to Gan­di­ni: dopo 16 anni, Ger­mano Caio­la parte­ci­pa­va da sem­plice pen­na nera. Poi c’è sta­ta la parte­ci­pazione di mons. Ange­lo Baz­zani, pres­i­dente del­la Fon­dazione Pro juven­tute don Car­lo Gnoc­chi. La pre­sen­za del prela­to ave­va un duplice sig­ni­fi­ca­to: don Car­lo Gnoc­chi fu un ser­vo di Dio, ma anche un cap­pel­lano degli alpi­ni, e inoltre c’è la vicen­da di palaz­zo Alber­ti­ni, las­ci­a­to in ered­ità alla Fon­dazione Don Gnoc­chi dall’ultima pro­pri­etaria, Iso­ra Pan­cal­di Alber­ti­ni. La Fon­dazione sta stu­dian­do col Comune come recu­per­are lo stori­co palaz­zo. Tor­nan­do alla fes­ta, alle 10.45 è par­ti­to il cor­teo che ha rag­giun­to pri­ma il cimitero, per la depo­sizione di fiori al mon­u­men­to del­la Rimem­bran­za e sul­la tom­ba di Vit­to­rio Zene­gaglia, uno dei fonda­tori del grup­po, poi il mon­u­men­to ai Cadu­ti e quel­lo alle penne nere. Suc­ces­si­va­mente, al ritorno dal cimitero il cor­teo si è fer­ma­to davan­ti all’abitazione di Enri­co Cas­turi, un bersagliere ultra­novan­tenne che fino a qualche anno fa suon­a­va la tro­ba nel­la fan­fara dei fan­ti piu­mati: la fan­fara alpina gli ha ded­i­ca­to un pez­zo. Alle 11 la mes­sa cel­e­bra­ta da mon­sign­or Baz­zani, che nell’omelia ha ricorda­to che gli alpi­ni, dopo aver com­pi­u­to il loro dovere sac­ri­f­i­can­dosi per la Patria, con­tin­u­ano a lavo­rare anche da civili nel sociale. Alla fine la preghiera dell’alpino, let­ta con enfasi da Enzo Ter­raroli. Il tut­to accom­pa­g­na­to dal coro par­roc­chiale diret­to da Rena­to Gan­di­ni. Alla fine tut­ti nel­la can­tine di Aldo Zene­gaglia, a gustare e un sapor­i­to spiedo .

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