Presentazione al «Laurin» «Da Caillebotte a Picasso» a Brescia

Con la mostra si aiuta il turismo

15/07/2003 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

«Per il tur­is­mo è un anno dif­fi­cile. La crisi del­la Ger­ma­nia sta riducen­do dras­ti­ca­mente le pre­sen­ze. Il viag­gio in Italia res­ta comunque il viag­gio per eccel­len­za. Dob­bi­amo ringraziare Bres­cia-even­ti che real­iz­za l’en­nes­i­ma rasseg­na di spic­co, dan­do moti­vazioni cul­tur­ali a chi trascorre le vacanze da noi», affer­ma Pao­lo Rossi, intro­ducen­do la pre­sen­tazione garde­sana del­la mostra «Da Caille­botte a Picas­so». Il pres­i­dente degli alber­ga­tori bres­ciani gio­ca in casa. Siamo infat­ti nel­lo splen­di­do Lau­rin di Salò, l’ho­tel di pro­pri­età del­la famiglia Rossi. Ci sono Anto­nio Sabatuc­ci, respon­s­abile delle relazioni esterne, l’onorev­ole Agosti­no Man­to­vani, il neo­pres­i­dente del­l’Apt Car­lo Zani, il seg­re­tario gen­erale del­la Comu­nità . I cap­ola­vori del­la collezione Oscar Ghez (indus­tri­ale nel­la pro­duzione del cauc­ciù, nipote del barone Gia­co­mo di Castel­n­uo­vo, che era il medico per­son­ale di re Vit­to­rio Emanuele I) dal del Petit Palais di Ginevra ver­ran­no esposti in cit­tà, a , dal 19 luglio al 16 novem­bre, orario 9.30–19.30, lunedì chiu­so. Si trat­ta di un centi­naio di quadri di gran­di artisti: Corot, Renoir, Manet, Fan­tin-Latour, Denis, Lacombe, Ran­son, Val­lot­ton, Serusi­er, Vuil­lard, Dufy, Van Don­gen, Jacob, Utril­lo, De Lem­pic­ka, Cha­gall, Sou­tine, De Chiri­co, Picabia, Picas­so e tan­ti altri. Coprono un sec­o­lo di arte fig­u­ra­ti­va, dal­l’Im­pres­sion­is­mo al Neoim­pres­sion­is­mo, dai Nabis al Fau­visme, dal Cubis­mo alla scuo­la di Pari­gi. Gilles Gen­ty, uno dei cura­tori assieme a Luciano Caramel e Nico­las Fare Gar­not, ricor­da i suoi rap­por­ti con Claude Ghez, il figlio di Oscar, che nel peri­o­do 1950–80 ha rac­colto seim­i­la opere, riv­e­landosi sco­pri­tore di tal­en­ti. E par­la del­la col­lab­o­razione col museo Jacque­mart André di Pari­gi. Agosti­no Man­to­vani si sof­fer­ma sul­l’im­peg­no del­la Fon­dazione Cab, Isti­tu­to di cul­tura Gio­van­ni Folonari, che ha con­cen­tra­to i pro­pri inter­ven­ti su un uni­co obi­et­ti­vo: il recu­pero e la val­oriz­zazione di San­ta Giu­lia. E che con­tribuisce all’alles­ti­men­to del­la mostra attuale. Man­to­vani ricor­da che, fino al 2 novem­bre, i tur­isti avran­no la pos­si­bil­ità di ammi­rare anche «Le domus del­l’ortaglia e l’Afrodite ritrova­ta», con il con­fron­to tra la stat­ua del­la Vit­to­ria Ala­ta, a cui sono state tem­po­ranea­mente tolte le ali, e l’Afrodite di Capua. «Bres­cia Gran­di Even­ti», un’as­so­ci­azione fon­da­ta nel ’96 da Comune e Provin­cia, ave­va inizia­to con un omag­gio al pianista Arturo Benedet­ti Michelan­geli. Attra­ver­so una serie di appun­ta­men­ti di notev­ole rilie­vo (le rasseg­ne ded­i­cate a Gior­gio Moran­di, a Cagnac­cio di San Pietro, Ange­lo Ingan­ni, Arturo Tosi, agli architet­ti Car­lo Scarpa e Alvaar Alto, fino ad Andy Wah­hol), ha saputo fornire pregevoli occa­sioni cul­tur­ali agli appas­sion­ati d’arte e ai turisti.