Presentato il progetto che vuole coinvolgere nelle regate le persone che hanno battuto la leucemia

Con la vela si combatte il male

24/06/2007 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Bruno Festa

Lo sport del­la Vela tor­na anco­ra al cen­tro dell’attenzione per le pos­si­bil­ità che può offrire in cam­po ter­apeu­ti­co. E così, dopo le inizia­tive di «Home­rus» (per non veden­ti) e «Ben Leva» (infor­tu­nati sul lavoro), in acqua adesso scende il «Prog­et­to Ita­ca», ind­i­riz­za­to a col­oro che stan­no com­bat­ten­do o sono rius­ci­ti, come accade in un sem­pre mag­gior numero di casi, a bat­tere un male che un tem­po era con­sid­er­a­to incurabile.L’idea è par­ti­ta dal­lo skip­per Andrea Zani e vi han­no lavo­ra­to tenace­mente Giuseppe Navoni (Pres­i­dente Ail di Bres­cia) e Mau­ro Tagliani (medico del Civile del­la cit­tà) che spie­gano: «Non bas­ta scon­fig­gere il male fisi­co. A volte risul­ta molto dif­fi­cile ricostru­ire l’aspetto psi­co­logi­co di chi esce esaus­to da una lun­ga lot­ta, sep­pure vit­to­riosa. E allo­ra è scat­ta­ta la doman­da: per­ché non met­tere in cam­po un lavoro in sin­er­gia tra malati ed oper­a­tori san­i­tari? Il mez­zo utile a questo scopo è sta­to indi­vid­u­a­to nel­la velaterapia».E così, ieri mat­ti­na a Bogli­a­co il prog­et­to è sta­to pre­sen­ta­to nel gia­rdi­no di Palaz­zo Bet­toni. Nel­lo stes­so giorno — ha ricorda­to Luciano Gal­loni — Pres­i­dente del­la Fraglia Vela di Desen­zano — in cui a Valen­cia inizia la fase finale del­la Cop­pa America.«Itaca» può gio­var­si del sosteg­no del cir­co­lo desen­zanese ed anche di quel­lo di Gargnano, pre­siedu­to da Loren­zo Riz­zar­di. A liv­el­lo san­i­tario è, invece, l’Ospedale Civile di Bres­cia a tenere alta la bandiera dell’interesse in ques­ta sfi­da, come han­no tes­ti­mo­ni­a­to gli inter­ven­ti di due Pri­mari: Gio­van­ni Mari­ni (Oncolo­gia) e Giuseppe Rossi (Ema­tolo­gia). Per­al­tro, Rossi van­ta una quar­an­ti­na di anni di espe­rien­za vel­i­ca sul lago. L’occasione, spie­gano i due Pri­mari, è di abbina­re diver­ti­men­to e riabil­i­tazione. «Il ven­to è come la malat­tia: può creare dei prob­le­mi ma, se lo si imbriglia, con­duce ad entrare in porto».Ed il por­to è quel­lo di Ita­ca, che dà il nome al prog­et­to e che è sta­to rag­giun­to da Ulisse dopo una lun­ga Odis­sea. La metafo­ra è chiara, con il mala­to che ha super­a­to gli scogli più gran­di e che può rien­trare a casa sua. Ma ci tor­na esaus­to e deve riaver­si. La vela può servire pro­prio a questo.«Nella pri­ma fase del prog­et­to — spie­ga Luciano Gal­loni — orga­nizzer­e­mo mez­za dozzi­na di regate. La pri­ma oggi qui a Bogli­a­co e la prossi­ma sul bas­so lago, il 14 luglio. Pros­eguire­mo fino a set­tem­bre su imbar­cazioni Pro­tag­o­nist, lunghe sette metri e mez­zo con una por­ta­ta di sei per­sone. Ques­ta imbar­cazione pre­sen­ta notevoli qual­ità di maneggev­olez­za, e una sicurez­za addirit­tura supe­ri­ore agli standard».Per Navoni, «è sig­ni­fica­ti­vo che il prog­et­to sia pre­sen­ta­to a ridos­so del­la gior­na­ta ded­i­ca­ta alla lot­ta alla leucemia. Bisogna aggiun­gere che molte vite sono state sal­vate dall’attività impeg­na­ta nel­la ricer­ca. Il Prog­et­to Ita­ca è da riten­er­si sper­i­men­tale ma l’intenzione è di esportar­lo ad altre realtà sim­ili, cioè dove si può veleggiare».Al momen­to, «Ita­ca» inter­es­sa gli adul­ti, ma ci sono già state espe­rien­ze sim­i­lari con bam­bi­ni, a bor­do di golette o navi scuo­la ed i risul­tati sono appar­si promet­ten­ti. Siamo sul­la stra­da buona, quin­di e Bres­cia è all’avanguardia, sot­to­lin­ea Tagliani, su ques­ta stra­da che ave­va vis­to tentare una analo­ga espe­rien­za nel milanese«. Al prog­et­to col­lab­o­ra­no la Provin­cia ed il Comune di Desen­zano, oltre a quel­lo di Gargnano, rap­p­re­sen­ta­to ieri dal sin­da­co Fran­co Scar­pet­ta, e dagli Asses­sori Fer­nan­da Bertel­la (Cul­tura) e Mar­co Masch­er (Sport).